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Ciro Quaranta dal 4 agosto a Grottaglie ci racconta le feste patronali in Puglia

2 Ago 2012 | Nessun Commento | 1.656 Visite
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Ciro Quaranta
Sarà la prima mostra dedicata alle Feste Patronali di Puglia, a cura di Simone Mirto e Mimmo Vestita, ad inaugurare la manifestazione eno-culturale “Vino è…musica” nel Quartiere delle Ceramiche a Grottaglie (Ta) il prossimo 4 agosto alle ore 19.
La mostra intende rendere omaggio al variegato mondo delle feste patronali in Puglia, diverse in ogni città per ragioni storiche, linguistiche e culturali, mai simili tra di loro: dal Gargano al Barese, dal Salento al Tarantino. Celebrazioni religiose e civili uniche, ma accomunate da elementi cardine quali le bande musicali, le luminarie, i fuochi d’artificio ed in generale il clima di allegria, gli odori, i sapori e la confusione che si respirano nei giorni della Festa per eccellenza.

Le immagini fermate nel tempo da Ciro Quaranta, fotografo grottagliese, ci racconteranno i momenti della festa che si svolge con lo stesso entusiasmo in qualsiasi città, paese, quartiere o chiesetta di campagna per chi è stato eletto a sua protezione. Corposa la sezione dedicata alle Bande da giro, oggi musicisti professionisti ma un tempo artigiani, contadini o commercianti istruiti dai maestri di cappella che portano in giro per i paesi dell’Italia e all’estero un pezzo della tradizione di Puglia. Doveroso l’omaggio ai “nomadi del pentagramma” così definiti da Bianca Tragni, prima storica delle Bande da giro in Puglia, autentica colonna sonora di ogni manifestazione religiosa e civile del Meridione d’Italia.

Le feste patronali nel Mezzogiorno d’Italia non sono solo bande musicali, processioni e fuochi d’artificio di primaria importanza sono infatti le luminarie. Strutture lignee illuminate da una miriade di lucine colorate che possono raggiungere nella loro massima espressione anche i trenta metri di altezza. Giustamente definite “architetture effimere” sono le scenografie spettacolari che maggiormente affascinano la gente del posto ma anche i turisti o i pellegrini venuti da lontano. Con la loro maestosità, leggiadria e luminosità fanno festa nella festa ed anche in tempi di crisi economica per esse non si bada a spesa.

Sarà proprio passando sotto una luminaria che si accederà alla seconda parte della mostra, quella riservata alle statuette votive vendute ai fedeli in occasione delle feste patronali. Saranno esposti santi in terracotta realizzati tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento dai ceramisti di Grottaglie. Una raccolta che mette in luce come l’antica tradizione risalente al mondo romano dei Lari e dei Penati, sia sopravvissuta, modificandosi leggermente durante il Cristianesimo fino al secolo scorso.
Intimamente legate alla famiglia, le statuette dei santi in terracotta facevano parte di un dialogo costante nella vita di ogni giorno tra l’uomo ed il sacro; spesso collocate nelle nicchie in tufo ricavate nelle mura domestiche adornate da fiori e candele venivano realizzate a mano e dipinte a freddo dai ceramisti grottagliesi nelle loro case al ritorno dalla lunga giornata lavorativa in bottega ed erano vendute in occasione delle feste patronali nei paesi di tutta la Puglia.

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