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         Direttore responsabile: Michele Traversa
A Firenze due giornate di studio sulla tutela e qualità del Paesaggio

17 Ott 2010 | Nessun Commento | 1.928 Visite
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palazzo vecchio
Il 1° ottobre scorso, presso il complesso monumentale del S. Michele a Roma, la Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee – Servizio IV “tutela e qualità del paesaggio”- ha organizzato una giornata di studio con le strutture territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali, per un confronto sulle questioni che riguardano il Paesaggio dieci anni dalla sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio.
L’incontro, al quale hanno partecipato anche figure esterne al Ministero in quanto specialisti della materia, il prof. Massimo Morisi, Scienza dell’Amministrazione, Università di Firenze e il prof. Franco Salvatori, Presidente della Società Geografica Italiana, si è concluso con una tavola rotonda con la partecipazione delle associazioni che da anni svolgono attività di sensibilizzazione e vigilanza per la tutela del paesaggio.
I lavori sono stati aperti e conclusi dalla dott.ssa Maguelonne Dejeant-Pons, in rappresentanza del Consiglio d’Europa e dall’arch. Mario Lolli Ghetti, Direttore Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee.
I contributi pervenuti e gli esiti dell’incontro, saranno recepiti nel documento italiano che verrà presentato in occasione della commemorazione dell’apertura alla sottoscrizione degli Stati della Convenzione Europea del Paesaggio, avvenuta a Firenze nel 2000.
La Cerimonia, voluta e organizzata dal Consiglio d’Europa, il Ministero per i beni e le attività culturali e la Regione Toscana, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si svolgerà nei giorni 19 e 20 ottobre nella stessa città e negli stessi luoghi
– Firenze, Palazzo Vecchio – dove nel 2000 la Convenzione è stata sottoscritta.
Il documento italiano porrà particolare attenzione alle problematiche connesse alla tutela del Paesaggio, proponendo temi di riflessione sulle strategie da adottare per l’efficacia delle politiche volte alla tutela e alla qualità del Paesaggio.
Ha rivestito particolare interesse, per l’ampio coinvolgimento delle strutture centrali e territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali, la Giornata Italiana di Studio svolta lo scorso 1° ottobre a Roma, il cui tema portante è stato “la politica del paesaggio e le politiche di sviluppo: una sfida culturale a tutti i livelli nelle strategie territoriali”. Promossa in occasione della ricorrenza del decennale dell’apertura alla firma della Convenzione Europea del Paesaggio, ha coinvolto le strutture del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, impegnate nelle attività di tutela del paesaggio per la conservazione e la valorizzazione dei caratteri distintivi del paesaggio nelle scelte progettuali di trasformazione del territorio. Gli interventi dei relatori, pur in sintonia con il tema della giornata, hanno avuto tagli diversificati. E’ emersa l’esigenza di pervenire ad una pianificazione paesaggistica del territorio condivisa con le Regioni, in quanto strumento preventivo per la tutela del paesaggio italiano.

E’ fondamentale la concertazione in tutte le politiche attuative nella gestione del territorio da parte delle Amministrazioni centrali e periferiche, attivando dei tavoli di lavoro e di coordinamento, per la valutazione e gestione delle interferenze tra le opere da realizzare e il paesaggio in cui esse vengono a collocarsi. Il paesaggio è patrimonio europeo, al di là delle peculiarità che ogni territorio presenta, e, per la sua tutela, valorizzazione e conoscenza, è necessario l’impegno delle nazioni europee, per una politica comune soprannazionale a livello europeo. In tale spirito, l’implementazione della Convenzione Europea del Paesaggio si identifica come stimolo per azioni e misure che gli stati
debbono attuare per la gestione del territorio, al fine di fronteggiare le pressioni di sviluppo economico da tradurre in una progettazione di qualità, in cui il paesaggio è considerato quale risorsa.
Le esperienze condotte per i Siti riconosciuti UNESCO, potrebbero essere utili per l’individuazione di politiche di gestione per alcuni territori di notevole interesse paesaggistico. Nella gestione del territorio, si rivela fondamentale il riconoscimento delle realtà locali (talvolta assoggettate a scelte subite, con conseguenti effetti negativi di disamoramento e alienazione) con cui condividere le scelte di sviluppo economico, sulla base dei bisogni delle popolazioni. Tale riconoscimento deve essere accompagnato da azioni finalizzate a creare e accrescere la consapevolezza da parte delle comunità locali sui valori paesaggistici del territorio in cui vivono. La conoscenza di tali valori e il riconoscersi in essi, induce le popolazioni ad assumere un ruolo di difesa del proprio paesaggio.

La Convenzione Europea del Paesaggio ribadisce in varie parti l’importanza dalla diffusione a tutti i livelli della cultura del paesaggio, sottolineando che esso è strettamente connesso alla vita dell‘uomo e al suo ambiente. Una cultura che deve mettere le sue radici anche a tutti i livelli della formazione, dalla scuola dell’obbligo all’università, per preparare professionalità capaci di programmare e progettare in sintonia con la tutela del paesaggio. Un’affermazione che trae fondamento dall’esame delle proposte progettuali che giungono agli uffici del Ministero per i beni e le attività culturali, per la valutazione di compatibilità paesaggistica. Effettuate tutte le valutazioni relative alle possibilità percorribili per un corretto inserimento delle opere proposte, prima di pervenire ad espressioni di pareri che siano in contrapposizione a tali proposte, il Ministero qualora possibile, perviene a pareri la cui formulazione si configura come una elencazione di buone maniere ( prescrizioni) da mettere in pratica per l’ottimizzazione dei progetti, la cui qualità è data dal porsi in dialogo con i luoghi prevedendo, caso per caso, mitigazioni, minimizzazioni, varianti tali da permettere il corretto inserimento delle opere previste. Una forma di ‘tutela attiva’che viene attuata anche nelle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e nelle Valutazioni Ambientali Strategiche di piani e programmi, che si conducono congiuntamente con il Ministro per l’ambiente e per la tutela del territorio e del mare e che si concludono con decreto a firma congiunta dei due ministeri. Nell’ottica di una proficua cooperazione con le altre amministrazioni per la sostenibilità delle politiche di gestione del territorio, il Ministero per i beni e le attività culturali ha partecipato al tavolo di lavoro con il Ministero dello sviluppo economico e Ministero per l’ambiente e la tutela del
territorio e del mare per la redazione delle “Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”. I lavori si sono conclusi con la predisposizione di un testo in cui viene evidenziata l’importanza
delle componenti paesaggistiche e ambientali, con una specifica appendice dedicata al paesaggio, in cui sono esplicitati i criteri di ammissibilità degli interventi in relazione alle peculiarità del contesto in cui essi dovrebbero essere realizzati. Viene inoltre sottolineato, in considerazione del fatto che tali opere di norma vengono realizzati in contesti di elevata naturalità, l’esigenza che per le attività di cantiere si debba prevedere sia un impegno minimo di territorio che il ripristino dello stato dei luoghi a fine lavori.
Il testo, condiviso in sede di Conferenza Stato Regioni, è diventato legge, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

In tali occasioni, inoltre, è stato dato particolare risalto alla necessità di pervenire ad azioni e misure che, oltre all’obiettivo prefissato nell’ambito delle politiche di gestione del territorio, si prefiggano anche la valorizzazione delle presenze culturali del territorio, con attività positive per l’ambiente e quindi per il paesaggio, attraverso iniziative locali capaci di produrre sviluppo socio-economico sostenibile, con progetti di cooperazione la cui sostenibilità è garantita dalle valenze culturali da essi espressi.

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