Tempo di lettura: 2 minuti

(Adnkronos) – "Il mio sogno è avere la cittadinanza russa". Lo ha detto in un'intervista telefonica con 'Il Cittadino' di Lodi Irene Cecchini, la studentessa di 23 anni, protagonista ieri del dialogo con il presidente Vladimir Putin. La domanda della studentessa, con la risposta di Putin, ha trovato ampio spazio su tutti i media e i siti russi. La foto di Cecchini è stata inserita anche nella gallery che il sito del Cremlino ha dedicato al Forum a cui ha partecipato Putin.  "L'ho detto anche al presidente Putin, che sono pronta ad aiutarlo per costruire il progetto di ristrutturazione del sistema d'immigrazione per chi vuole restare a vivere in Russia e non ha un visto lavorativo o di studio", ha raccontato Cecchini nella lunga conversazione telefonica con 'Il Cittadino'. Irene Cecchini, originaria di Lodi, si è trasferita subito dopo il liceo a Mosca per studiare all'Istituto statale per le relazioni internazionali. La ragazza in un Forum ieri ha fatto una domanda a Putin sull'Italia e lui ha risposto con toni nostalgici: "L'Italia ci è sempre stata vicina, ricordo come mi accoglievano, lì mi sentivo a casa". A giugno 2023, durante il terzo anno accademico, si è presentata con un'intervista al sito dell'Istituto che frequenta a Mosca in chi scriveva: "L'Istituto statale per le relazioni internazionali è una delle università leader in Russia nelle relazioni internazionali e ha una lunga storia di prestigiosi ex studenti. Il suo impegno per l'eccellenza accademica e la ricerca ha prodotto numerose pubblicazioni di articoli accademici, documenti di ricerca e libri. Offre ampie attività extracurriculari, come conferenze con professionisti di alto livello in diversi settori, con ministeri e organizzazioni internazionali. Tutte queste possibilità aiutano gli studenti ad approfondire il proprio interesse e la propria passione in diversi campi".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Redazione

Lsd sta per Last smart day, ovvero ultimo giorno intelligente, ultima speranza di una fuga da una cultura ormai completamente omologata, massificata, banalizzata. Il riferimento all'acido lisergico del nostro padre spirituale, Albert Hofmann, non è casuale, anzi tutto parte di lì perché LSDmagazine si propone come cura culturale per menti deviate dalla televisione e dalla pubblicità. Nel concreto il quotidiano diretto da Michele Traversa si offre anzitutto come enorme contenitore dell'espressività di chiunque voglia far sentire la propria opinione o menzionare fatti e notizie al di fuori dei canonici mezzi di comunicazione. Lsd pone la sua attenzione su ciò che solletica l'interesse dei suoi scrittori, indipendente dal fatto che quanto scritto sia popolare o meno, perciò riflette un sentire libero e sincero, assolutamente non vincolato e mosso dalla sola curiosità (o passione) dei suoi collaboratori. In conseguenza di ciò, hanno spazio molteplici interviste condotte a personaggi di sicuro spessore ma che non trovano spazio nei salotti televisivi, recensioni di gruppi musicali, dischi e libri non riconosciuti come best sellers, cronache e resoconti di sport minori, fatti ed iniziative locali che solitamente non hanno il risalto che meritano. Ma Lsd è anche fuga dal quotidiano, i vari resoconti dai luoghi più suggestivi del pianeta rendono il nostro magazine punto di riferimento per odeporici lettori.