Tempo di lettura: 1 minuto

Il decano dei giornalisti pugliesi Antonio Mangano. è morto all’età di 87 annni. Se n’è andato in silenzio dopo una lunga vita di bastian contrario, all’apparenza burbero e brontolone, ma da un cuore grande, anzi grandissimo. Quasi come se fosse ancora in polemica con i mali e le ipocrisie di un secolo (quello passato) in cui è stato tra i più grandi testimoni. Era stato ricoverato nei giorni scorsi a causa di un blocco renale e le sue condizioni si sono aggravate fino all’arresto cardiaco che gli ha tolto la vita questa mattina.

Con lui si chiude un capitolo enorme della storia del giornalismo pugliese e di tutto il Sud Italia. E’ la storia di un cronista d’altri tempi, abituato a confrontarsi con la realtà dei fatti. Ma anche di un opinionista capace di schierarsi e prendere posizione a dispetto dei luoghi comuni e delle ideologie.

Senza mai risparmiare la sua penna: con le armi della vis polemica e dell’ironia aveva osservato e commentato la difficile transizione italiana negli anni della Democrazia Cristiana. Anni che aveva in fin dei conti apprezzato, a dispetto della sua profonda cultura conservatrice.

Era andato via dal giornale nel 1994  come  vice direttore della Gazzetta del Mezzogiorno.

I funerali si terranno domani, 6 aprile alle 10 nella chiesa San Francesco di Paola, in viale Ennio a Bari. La redazione di LSDmagazine ed il suo direttore Michele Traversa sono vicini a suo figlio Marco sua moglie Anna e i figli Giorgia ed Antonio.