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L’associazione di Volontariato Seconda Mamma, nata nel 2017 con l‘obiettivo di affiancare e supportare famiglie con minori che versano in situazioni di disagio nel territorio di Bari e provincia, è vincitrice della IX Edizione del Bando 2020/2021 della Fondazione Megamark, con il progetto “Il Cerchio Perfetto”.

Il progetto ha l’obiettivo di sostenere l’inserimento lavorativo di adulti appartenenti a nuclei familiari svantaggiati in cui sono presenti minori, con un approccio innovativo che trae spunto dalla esperienza pluriennale di Seconda Mamma in questa attività. Come illustra la presidente dell’associazione, Serena Ambrosi, le criticità che ostacolano il raggiungimento della autonomia economica e sociale dei nuclei assistiti sono duplici e correlate: da un lato, l’assenza di competenze specifiche e qualifiche professionali per l’inserimento lavorativo, dall’altro la difficoltà per i genitori nell’accudimento dei minori laddove si presentino opportunità formative o occupazionali. Da tale constatazione nasce l’idea del “Cerchio perfetto”, che affronta queste criticità contemporaneamente, ponendosi l’obiettivo di strutturare un percorso di crescita parallelo per adulti e minori, grazie alla organizzazione contestuale di corsi professionalizzanti per adulti e attività formativo-culturali per i minori.

Grazie al finanziamento di 20.800 € assegnato dalla Fondazione, Seconda Mamma sostiene i costi legati all’erogazione dei corsi (oltre che affitto sale, costo dei formatori e dei docenti per adulti e minori, dotazione informatica, segreteria organizzativa). L’obiettivo di Seconda Mamma è quello di aiutare ben 20 nuclei familiari e quindi almeno 40 soggetti (fra adulti e minori), nel corso di un anno. Il 50% degli adulti beneficiari è rappresentato da donne o appartenente a nuclei monoparentali, che rappresentano le realtà più svantaggiate dal punto di vista dell’inserimento lavorativo. I destinatari del progetto appartengono principalmente alle famiglie seguite da Seconda Mamma.

Ad oggi sono stati organizzati – e in partenza –  tre corsi di formazione professionale (corso di estetica in collaborazione con la scuola Yves Segal, Bari); corsi di base per tecnico elettricista e personale per aiuto sala e cucina, organizzati tramite Confcommercio) oltre ad un corso per conseguire la patente B (presso l’Autoscuola Moderna, Bari), requisito indispensabile per alcune tipologie di lavoro o per raggiungere le sedi di impiego. È in corso, invece, l’organizzazione delle attività ludico-formative per i minori, rallentata dal perdurare delle limitazioni dovute alla pandemia.

L’adesione da parte delle famiglie è stata entusiastica, nella consapevolezza che questa opportunità rappresenta la possibilità di un riscatto sociale, in grado di offrire un futuro più sereno ai propri figli.

Il progetto si inserisce in un contesto sociale, quello del mercato del lavoro pugliese, che risente di una stagnazione che dura ormai da molti anni, con un tasso di occupazione fermo al 46,8% (fonte: report CGIL 2020), con una enorme forbice fra uomo e donna. Su 100 lavoratori, solo 33,3 sono donne. Il gender gap pugliese è causato soprattutto dalla difficoltà delle donne di conciliare i tempi della vita lavorativa e familiare. Queste difficoltà trovano riscontro anche nei dati raccolti dai centri di ascolto Caritas, che fanno prevedere un aumento preoccupante della povertà. Nel corso del 2020, vi è stato un incremento del 13% delle persone seguite rispetto all’anno precedente e si tratta principalmente di famiglie con minori, donne, giovani nella fascia di età 18-34 anni, lavoratori precari, intermittenti e a chiamata.

Il Bando “Orizzonti Solidali”, giunto alla sua nona edizione, è promosso dalla Fondazione Megamark, che fa capo al Gruppo Megamark, azienda leader nel settore della Distribuzione Organizzata del Mezzogiorno con le insegne Dok, A&O, Famila e Iperfamila. La Fondazione quest’anno ha destinato 280.000 € per i 14 progetti vincitori del bando. Tra le altre iniziative premiate ci sono percorsi di cure pediatriche a domicilio per bambini con diverse patologie; percorsi di danza e teatro per permettere alle donne vittime di violenza domestica e di genere di ritrovare l’autostima; una lavanderia sociale per restituire dignità e decoro ai senza fissa dimora, una sartoria composta da donne con disagio psichico.