Tempo di lettura: 2 minuti

“Post fata resurgo, dopo la morte torno ad alzarmi”.
Con l’ultimo cordoglio a David Sassoli si è conclusa una settimana dolorosa ed emotivamente complessa per Bruxelles.
L’UE si è ritrovata decapitata del suo uomo più rappresentativo, perdendo oltre che un grande Presidente un politico di grande spessore umano ed intellettuale.
David Sassoli era l’emblema di un progetto di integrazione europea che trascende la gigantesca macchina burocratica in cui si è trasformata negli ultimi anni l’Unione. Pochi mesi fa aveva annunciato di non volersi ricandidare alla Presidenza del Parlamento europeo per non scalfire l’integrità della maggioranza “Ursula”attorno a cui si stringono e legano i gruppi dei Socialisti europei, i liberali di Renew Europe ed il Partito Popolare Europeo.
Ed è proprio dalle fila dell’europeismo popolare, moderato, Cristiano-democratico che emerge la figura nel nuovo Presidente del Parlamento Europeo: Roberta Metsola.
Maltese, 43 anni, dal 2009 fra gli scranni di Bruxelles prima di diventare la più giovane vice-Presidente della storia delle istituzioni europee prima del voto di questa mattina che l’ha vista superare i principali competitor: l’ultraconservatore Kosma Zlotowski dell’ECR (partito in forte ascesa), Sira Rego del gruppo “La Sinistra” ed Alice Kuhnke dei “Verdi”.
A far scalpore è stato il diretto assenso all’elezione della Metsola del gruppo “Identità e Democrazia”, da sempre il più euroscettico e controverso.
La nuova Presidente del Parlamento Europeo si pone in una posizione di continuità con l’operato di Sassoli, in un momento di profonda crisi tra pandemia e l’imprevedibilità delle azioni russe al confine con l’Ucraina.
La politica maltese ha stilato un’agenda che comprenda istanze socialiste, liberali e popolari riportando al centro del dibattito il mantenimento dei pilastri su cui si fondano gli Stati di diritto. Stimata ed apprezzata avvocatessa si è distinta all’interno del Partito Popolare Europeo per la capacità di incarnarne i valori.
Nonostante le polemiche scatenate dalla sua posizione in contrasto con l’aborto, la Metsola conta sull’appoggio di numerose frange progressiste a Bruxelles, che vedono nella candidata del PPE un antidoto efficace all’ estremo euroscetticismo dei partiti più conservatori. È la prima volta nella storia che tutte le cariche istituzionali più importanti dell’UE sono ricoperte simultaneamente da donne, tutte accomunate dalla militanza politica in gruppi o partiti di centrodestra.
Oltre alla già citata Roberta Metsola, ricordiamo Ursula Von Der Leyen a capo della Commissione Europea e Christine Lagarde, fervente gollista a capo della BCE. 

Al termine della votazione che l’ha incoronata vincitrice Roberta Metsola ha ricordato ancora una volta il Presidente scomparso: “Onorerò David Sassoli” ha concluso commossa.