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 "HUNTINGTON"Pochi giorni fa è morto l’ideologo dello scontro tra civiltà, Samuel T. Huntington. Politologo, professore statunitense, aveva sviluppato quello che è il manifesto della lotta al terrorismo islamico, intesa come battaglia per la difesa dei valori della superiore civiltà cristiana-occidentale, dagli attacchi della nuova nazione barbara, l’islam. In clash of civilizations (2000) egli individua frontiere simboliche fra le diverse culture intese come insuperabili: la Civiltà occidentale e la civiltà islamica sono mondi compatti, autonomi, irriducibili, ostili tra loro; con questa concezione si giustifica la battaglia che trova i suoi effetti più drammatici in quell’ 11 tragico settembre del 2001.

La figura del politologo statunitense è quindi da intendere al pari di un criminale di guerra, per aver istigato il sentimento di odio verso gli immigrati, verso quei popoli che pur vivendo in territori ricchi di risorse sono costantemente attanagliati da miseria e ignoranza. Huntington ha fornito una ragione a coloro che già da tempo aspettavano l’occasione per mettere le mani sulle risorse dell’Iraq, sugli oleodotti afgani, e sulla strategica posizione geografica della Somalia, esponendo l’ipocrita bandiera dell’esportazione della democrazia, inneggiando appunto allo scontro tra civiltà, alla legittima difesa dei sacri valori dell’occidente. Sono state queste le motivazioni ideologiche che hanno condotto le politiche estere dei neo-conservatori Usa, che hanno condotto le ultime, tragiche guerre umanitarie dei buoni in difesa delle ignare popolazioni dei paesi canaglia.

Entrando nel dettaglio della criminale teoria di Huntigton, si individua un postulato fondamentale: la superiorità della civiltà occidentale. E’ davvero tale la nostra civiltà, davvero possiamo dirci più civili rispetto ai terroristi di qualsivoglia ideale? Se da un lato questo è indubbio, grazie alle conquiste in tema di diritti civili, benessere diffuso, diritti dei lavoratori e delle donne; da un altro lato si può facilmente verificare quanto all’estero l’occidente abbia spesso utilizzato gli stessi mezzi terroristici dei pretesi rivali. Da documenti del dipartimento di giustizia Usa e dell’Fbi, si rileva anzitutto come gli Stati Uniti ospitino e proteggano diversi terroristi certificati, tra cui i signori Orlando Bosh (terrorista cubano protagonista di numerosi attentati con centinai a di vittime) ed Emmanuel Constant  (leader del gruppo paramilitare FRAP, causa di eccidi innumerevoli nello stato di Haiti), usati per quelle missioni sporche che citeremo nel resto di quest’articolo. Secondo la definizione del presidente Bush (ex), gli stati che ospitano terroristi riconosciuti sono da deffinire stati terroristi: sono dunque gli stessi Usa stati canaglia?

Nel 1986, gli Stati Uniti d’America -guida e faro della lotta al terrorismo-, vengono dichiarati da una sentenza del Tribunale Internazionale dell’Aia (il cosiddetto tribunale mondiale) colpevoli di terrorismo nei confronti dello stato del Nicaragua. Nel 1981 gli americani, difatti, avevano spedito nello stato caraibico le squadre della morte, Contras, addestrate perfettamente ad un unico scopo, rovesciare con ogni mezzo l’allora governo nicaraguense accusato di essere un pericoloso bastione del comunismo. Nei manuali di addestramento dei Contras si contempla l’assassinio di politici, giudici, professori, medici, sindacalisti, piccoli allevatori o contadini. L’azione dei Contras riuscì perfettamente.

Nel 1965, in Indonesia, un colpo di stato porta al potere il generale Suarto, estromettendo il legittimo governo del PKI, il partito comunista indonesiano sostenuto dal consenso popolare di milioni di cittadini. L’azione di Suarto, sostenuto dai governi Usa e Britannico (sostegno documentato nei dossiers del ministero degli esteri Inglese, del dipartimento di Stato Usa, dell’Fbi, nei resoconti delle rispettive ambasciate), si prodigò all’eliminazione del PKI, un eliminazione non politica ma fisica. Suarto e il suo esercito eliminarono dal milione ai due milioni di indonesiani per perseguire tra l’altro l’obiettivo di impedire che la ricca Indonesia (dal punto di vista delle risorse) sfuggisse all’influenza occidentale. I giornali occidentali definirono Suarto "una luce di speranza laddove non ve n’era". E non è un caso che i sopravvissuti del PKI siano adesso dichiarati pericolosi terroristi internazionali.

A questi episodi si aggiungano i colpi di stato nell’america latina (Guatemala, Honduras, Paraguay) quello in Cile primo fra tutti, con vittime illustri tra cui il presidente Allende e monsignor Romero; e l’occupazione di Timor Est da parte dell’Indonesia di Suarto. Ma gli Stati Uniti non sono stati gli unici Paesi occidentali che hanno fatto uso diretto o indiretto del terrorismo, possiamo infatti citare la Turchia, prossima all’entrata nella Ue, e la sua lotta per la distruzione del popolo kurdo, e la Russia promotrice di azioni terroristiche nei confronti dei civili Ceceni. Per approfondire questo argomento vi consigliamo di scaricare da eMule il video della puntata di Report: Storia del Terrorismo di Stato.

Alla luce di ciò possiamo effettivamente parlare di civiltà superiore occidentale? E, considerando gli interessi economici che hanno giustificato tali aberranti episodi, possiamo davvero prendere per buona l’ideologia dell’eportazione della democrazia, della lotta per la libertà professata nel delirante testo di Hantington? Se poi si riflette sui diritti civili conquistati in questo secolo dalle popolazioni occidentali potremmo facilmente accorgerci come tali conquiste si stiano lentamente perdendo proprio in nome dell’urgenza della lotta alle civiltà ostili, e per questo citiamo il liberticida patriot act -di bushiana fattura- e le riforme sul mercato del lavoro che in questi anni hanno portato alla riduzione dei diritti dei lavoratori, tanto per dimostrare quanto in realtà le necessità dei poteri forti economici  vengano prima di qualsiasi conquista civile.

Tra pochi giorni negli States, un nuovo presidente salirà in carica e forse qualcosa cambierà davvero, forse davvero l’uomo e i sui diritti torneranno al centro della politica internazionale. E forse, la morte di Huntington in queste ultime ore di potere neo-con, è quasi un segno di qualcosa che finisce, il segno di un destino che si volge finalmente alla speranza.