Di: Michele Traversa
A Londra si è organizzata la più grande protesta contro la globalizzazione, cortei e dimostrazioni in varie parti della City
Si comincia sabato prossimo con una serie di cortei nel centro di Londra e un raduno degli anarchici per reclutare adepti a Hyde Park, uno dei polmoni verdi nel cuore della capitale britannica.
Si continua poi il primo aprile, alla vigilia del G20, con altri cortei che convergeranno alla Banca di Inghilterra, nel distretto finanziario della City, e un pomeriggio di canti, balli, sberleffi e ‘happening’ teatrali attorno alla storica sede dell’istituto di emissione inglese.
Lo stesso giorno ci sarà anche un G20 alternativo nella sede della University of East London per arrivare poi, il 2 aprile, alla giornata ‘cloù della protesta contro l’odiata globalizzazione: una serie di cortei che, nelle intenzioni degli organizzatori, confluiranno sull’ExCel Centre, sede del Summit dei capi di stato e di governo delle maggiori potenze economiche mondiali.
Il settimanale ‘Observer’ oggi è categorico: dalla prossima settimana, quando comincerà la marcia di avvicinamento al Vertice, a Londra sarà un crescendo di caos, con strade bloccate, trasporti pubblici in tilt e con i titolari di attività di vario genere che dovranno rassegnarsi a rimetterci milioni di sterline.
Secondo l’Observer, non è affatto escluso inoltre che la situazione degeneri nonostante l’ingente spiegamento di forze di sicurezza previsto per l’occasione. Rischiano soprattutto quanti lavorano nella City, tanto che il settimanale consiglia a tutti un abbigliamento sobrio e poco appariscente, per non dare troppo nell’occhio e non scatenare reazioni inconsulte.
La protesta si articolerà su vari fronti, secondo un programma dettagliato non privo di originalità. Per sottolineare gli effetti nefasti dei cambiamenti climatici, ad esempio, i no global vorrebbero trasportare un gigantesco blocco di ghiaccio fino all’ExCel Centre (ma difficilmente ci riusciranno).
Ci saranno poi una marcia contro tutte le guerre, con tanto di raduno davanti all’ambasciata americana; un corteo a favore dei senza casa e una manifestazione contro i reati finanziari che nella City di Londra, secondo gli organizzatori, trovano il loro brodo di coltura ideale.
Sono in programma inoltre anche proteste più ufficiali, come quella contro la disoccupazione galoppante indetta per sabato dalla Tuc, la confederazione britannica dei sindacati.
Il messaggio è comunque chiaro: Londra per 10 giorni perderà il suo ‘aplomb‘ britannico. Martedì sarà in un certo senso il governo a dare il là all’emergenza sicurezza, quando il premier Gordon Brown presenterà un nuovo piano anti-terrorismo che prevede la mobilitazione di non meno di 60 mila civili per far fronte ai militanti di Al Qaida, e non solo, che minacciano il paese.
Tag: anti globalizzazione , city , G20 , gordon brown , hyde park , Londra , university of east london
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