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A giugno un’Italia che “spacca l’ora”. In corso i lavori per la prima dorsale degli orologi atomici

15 gen 2017 | Nessun Commento | 646 Visite
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tConto alla rovescia per il completamento, in Italia entro giugno, della prima dorsale degli orologi atomici. Organizzata dall’Istituto Italiano di Ricerca Metrologica (Inrim), la dorsale parte da Torino, sede dell’Inrim e degli orologi atomici di ultima generazione, per raggiungere sei città. L’obiettivo è mettere a disposizione dei centri di ricerca l’ora ultraprecisa degli orologi atomici: potrà essere utilizzata nei campi più diversi, come la radioastronomia, la fisica quantistica e la sicurezza informatica, ha spiegato Davide Calonico, dell’Inrim, responsabile dei collegamenti con le fibre ottiche.

Il segnale orario ad altissima tecnologia parte da orologi di ultima generazione: sono orologi ottici ad atomo di cesio, “capaci di prestazioni 100 volte superiori rispetto agli orologi atomici tradizionali”, ha spiegato Calonico. La loro efficienza è tale da riuscire ad aprire nuove strade nella ricerca, nei campi più diversi. E’ vero, ad esempio per Milano, dove è operativo dall’estate il primo collegamento fra l’orologio atomico e il distretto finanziario. A Medicina, vicino Bologna, invece, il segnale orario ultrapreciso si collega al radiotelescopio per rendere i dati astronomici ancora più precisi, mentre a Firenze raggiunge il Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non-Lineare (Lens) presso l’università, al servizio delle frontiere più avanzate della fisica quantistica. Qui il ‘ticchetti0′ dell’orologio ottico permette, ad esempio, di misurare le frequenze in modo assoluto, di compiere simulazioni nel campo della fisica dei solidi, o ancora di studiare le molecole con una precisione senza precedenti. A Roma, dove il segnale è stato portato recentemente, è attiva la collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e si prevede di estendere il collegamento al centro spaziale del Fucino, dove si trova il centro di controllo del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo, gestito dalla Telespazio (Leonardo-Thales Alenia Space).

Napoli è la prossima tappa prevista a completamento della dorsale, dove il segnale raggiungerà l’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ino-Cnr). Matera, infine, è il punto di arrivo della dorsale. Lì il collegamento in fibre ottiche dovrebbe arrivare in giugno presso il Centro di Geodesia Spaziale dell’Asi.

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