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Zahir, l’ultima fatica discografica di Massimo Carrieri per Effe Music

6 Dic 2011 | Nessun Commento | 1.417 Visite
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Zahir“Zahir – termine derivato dalla cultura araba, è un pensiero frequente, una ossessione incontrollata che s’insinua piano nella mente fino ad impossessarsene. Colui che ne diventa vittima non può che cedere, seguire l’onda di questo pensiero costante e vivere l’inquietudine che ne deriva, sino alla risoluzione”.

A quattro anni da Seven, disco d’esordio indipendente, Zahir è il titolo del nuovo album del pianista e compositore Massimo Carrieri prodotto per la EFFE MUSIC e distribuito da Family Affair.

Un progetto che arriva a compimento di una fase di ricerca, non solo artistica, in cui l’autore rivela in forma quasi autobiografica l’inizio di un nuovo corso.

Zahir è il racconto di più storie interconnesse che muovono geograficamente da un Levante (1), preludio introduttivo del disco, per esaurirsi all’altro estremo di Under Manhattan sky (11), due tracce accomunate non a caso dalla stessa cellula melodica. Un movimento realmente vissuto che si fa metafora spazio/temporale nella quale prende vita lo sviluppo creativo e narrativo di queste undici composizioni, in una forma che lascia spazio anche all’improvvisazione, nel susseguirsi di varie soluzioni stilistiche, timbriche ed interpretative.

Intorno al pianoforte muovono parallelamente una serie di elementi caratterizzanti: voci e strumenti etnici (3,4,6), sound processing, uso del pianoforte “preparato” (4,6,7) e in multi traccia (6,11), componenti che contribuiscono a creare un sound particolarmente moderno ed originale.

Massimo CarrieriIn Zahir Massimo Carrieri manifesta la personale attrazione verso i “suoni del mondo”, riecheggiano i colori della propria terra di provenienza (Terraross), le atmosfere mistiche del vicino mediterraneo (Il silenzio intorno), le ambientazioni esoteriche di rituali appartenenti a culture lontane (Lost in her dance). Ci sono i ricordi dell’infanzia (Father) e la giostra di Montmartre (Carrousel d’hiver), il carico emotivo degli allontanamenti (Leaving) e il risveglio della Kundalini, la libertà di Labyrinth ed ancora la “gabbia” dello Zahir, qui espressa con l’alternanza inquieta di due note continue ed ossessive.

Zahir è un’opera introspettiva, un concept album ricco di riferimenti simbolici e dall’alto contenuto spirituale. Inserito in una forma ciclica – come la fine di un viaggio, il disco chiude lasciando un messaggio di luce e speranza, citazione e ritorno alla classicità di Beethoveniana memoria.

Ospiti nel disco la cantante salentina Imma Giannuzzi (Arakne Mediterranea) e Salah addin Roberto Re David, musicista collegato alla tradizione islamica di provenienza sufi. La scena sonora è curata da Tommy Cavalieri.

Foto by FREM.

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