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Vivere delle proprie passioni con un lavoro “da favola”: la storia di Rosanna Cassano

8 Giu 2016 | Nessun Commento | 2.564 Visite
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rcRosanna Cassano ha 23 anni, è nata e cresciuta a Bari ed è una ragazza che come tante ha dei sogni nel cassetto ma che, come poche, quel cassetto ha voluto aprirlo per trasformare i suoi sogni in realtà, inventandosi un impiego “da favola” – è proprio il caso di dire – che le permette di mantenersi.

Affascinata sin da bambina dall’universo Disney, si ritrova oggi a vestire i panni delle eroine che hanno fatto breccia nell’immaginazione dei bambini di ieri e di quelli di oggi, per animare e rendere speciali feste di compleanno e party a tema. Un camouflage senza il ricorso a maschere ma che si avvale esclusivamente degli abiti cuciti e realizzati dalla stessa Rosanna che, di evento in evento, cambia aspetto e personalità in base alla principessa Disney richiesta dall’occasione, ora Elsa ora Biancaneve, ora la Bella Addormentata ora Maleficent. Studia canto e recitazione, fa parte della compagnia teatrale bitontina “Fatti d’Arte” e lo scorso gennaio ha superato l’esame di ammissione alla prestigiosa Scuola del Musical di Milano. Intanto, però, continua a svolgere il suo lavoro come principessa Disney “part time” che le regala soddisfazioni e le permette di conciliare parte dei suoi interessi. Dimenticate le classiche mascotte, dimenticate i goffi pupazzi che si agitano alle feste per bambini rischiando di inciampare e travolgere qualcuno o di soffocare sotto al loro ingombrante costume. La Cassano propone una versione 2.0 delle obsolete mascotte, impersonificando a tutto tondo il suo personaggio, tanto da immedesimarsi nella sua personalità e da permettere ai piccoli festeggiati di interagire con lei per avere la possibilità unica di porre alle loro eroine preferite le domande che da sempre avrebbero voluto farle.

La storia di Rosanna ci ha incuriositi ed è la ragione per cui abbiamo voluto scoprire qualcosa in più su di lei e sull’insolito lavoro che ha voluto cucirsi addosso. Ecco cosa ci ha raccontato.

Rosanna, in un periodo in cui a livello lavorativo la precarietà la fa da padrona, tu hai scelto di investire sulle tue passioni. Fai parte della compagnia bitontina “Fatti d’Arte” e partecipi come principessa nelle feste per bambini. Che differenza provi, per quanto riguarda le emozioni e la tensione, tra quando ti esibisci davanti ad un pubblico adulto e quando invece lo fai davanti a dei bambini?

Sostanzialmente dentro di me avviene la stessa cosa. Sia nell’uno che nell’altro caso, larc5 cosa importante da fare è pensare al personaggio che si sta per interpretare, credere fino in fondo di essere davvero quel personaggio. In questo senso i bambini sono probabilmente il pubblico più difficile, perché loro non crederanno mai a qualcuno che sostiene di essere “la vera principessa” se lei stessa non ci crede veramente, loro se ne accorgono! Per questo c’è bisogno di molta attenzione anche con un pubblico di bimbi.

Il lavoro che svolgi durante le feste organizzate per i piccoli ti riporta un po’ alla tua te bambina. Qual era la principessa che sognavi di diventare e qual è, invece, quella più “gettonata” dai bambini di oggi?

Da bambina avevo una videocassetta che vedevo ogni giorno. Spesso anche più volte al giorno. Il cartone animato era Mulan. Credo fosse lei la mia preferita. Allora non sapevo perché mi piacesse così tanto. Amavo cantarne le canzoni, far finta di struccarmi con la manica del pigiama o di tagliarmi i capelli con la spada… o, più verosimilmente, con il cucchiaio di legno. Se ci penso adesso, posso solo confermarlo: lei è la migliore. La sua forza, il suo coraggio di fare la cosa più giusta e non quella più facile, l’empatia, la famiglia, nessun principe azzurro, ma una storia d’amore che nasce da stima e fiducia reciproche. Tutti elementi che, in effetti, condivide con Belle. E come si può non amare anche Belle?! Qual è la più amata dai bambini oggi? Risposta quasi scontata… ma credo che Elsa, benché la presentino come “innovativa e rivoluzionaria”, non possa competere con nessuna delle due eroine che ho citato.

Gli abiti che indossi nei panni di principessa Disney sono realizzati da te. Quale fra questi ti ha richiesto più tempo e pazienza? Quanto tempo hai impiegato a realizzarlo e dove recuperi generalmente i tessuti che impieghi?

rc6Detta così sembra che io sia chissà quale sarta o costumista. In realtà il costumista è un altro, quello che ha confezionato da zero il bellissimo abito di Biancaneve: Franco Colamorea, presidente dei “Fatti d’Arte”. Il resto dei costumi sono per lo più abiti che ho trovato nel mio stesso armadio, cercando attentamente (quindi, occhio a quando dite che “non avete niente da mettere”… pensate a quello che ci ho trovato io!) e a cui ho apportato alcune correzioni, acquistando su internet le varie stoffe che di tanto in tanto mi servivano. Oh, e poi c’è il vestito di Elsa!  Quello che, tra lavaggi e modifiche, mi fa più di tutti spendere tempo e denaro… quello che, tra le altre cose, era l’abito da sposa di mia madre.

Com’è cambiata la capacità immaginativa dei bambini dalla tua infanzia ad oggi?

Ci ho pensato un po’ prima di rispondere a questa domanda. Dunque, per quanto possano essere molto più distratti di quanto non fossero i bimbi degli anni ’90, lavorare con i bambini di oggi mi ha fatto piacevolmente scoprire che le fiabe non sono andate perdute. I piccoli credono ancora alle fiabe. Non hanno bisogno di grandi dimostrazioni per convincersi che una principessa possa passare da un mondo ad un altro parallelo attraversando un portale magico. Loro amano giocare a “fare finta che…” esattamente quanto amavo farlo io alla loro età. Probabilmente quello che manca oggi è l’appoggio degli adulti, troppo presi dalla frenesia della vita quotidiana. Giustamente, chi non lo è? Credo proprio, però, che i bambini abbiano bisogno, ogni tanto, di qualche adulto un po’ meno adulto che creda alle fiabe, ai pirati, alle sirene, ai supereroi quanto loro, a dimostrazione del fatto che, credere, non è una cosa da bambini, che giocare non è una cosa da bambini e che non è sbagliato immaginare. Perché, si sa, secondo loro, “se lo fa un adulto, allora è giusto per forza”.

Interpreti le principesse di cui vesti i panni a 360°, mantenendone anche il carattere. Da Biancaneve a Maleficent, da Elsa alla Bella Addormentata. Per ognuna, quali caratteristiche metti in risalto del loro carattere? E quale ti diverte più interpretare?

Si sa, i bambini sono attenti a tutti i particolari, a loro non sfugge niente. Per questo c’è darc4 stare attenti a tutto: voce, modo di camminare, movimenti, posture e anche il modo di rapportarsi con la gente. Prendiamo Elsa, ad esempio: una regina che vive in un castello di ghiaccio che si è costruita da sola proprio per stare lontano dal resto del mondo, difficilmente sarà l’anima della festa! Anche per questo quella che più amo interpretare è Rapunzel, sia perché è caratterialmente molto simile a me, ma anche perché a lei è permesso ridere, scherzare, correre, saltellare ed essere affettuosa senza destare il sospetto che non si tratti della vera Rapunzel!

Lasci ai bambini la possibilità di interagire con le principesse che interpreti: qual è stata la domanda più curiosa a cui hai dovuto rispondere?

La mia idea è proprio quella di creare un momento intimo tra il bambino e il personaggio, così che loro possano sentire di aver condiviso davvero qualcosa con il loro eroe, quindi sì, lascio la possibilità di interagire liberamente con le principesse che interpreto e questa per me è una bella sfida. È facile restare nel personaggio quando i bimbi ti guardano da lontano, quando invece ti guardano negli occhi e ti chiedono “ma tu le mangi le verdure?” già diventa più difficile. Eh sì, esatto, hanno chiesto ad Elsa se mangiasse o no le verdure. Immagino sperassero che neanche a lei piacessero. Poi c’è stata una domanda che mi ha fatto riflettere su quanto, a differenza dei bambini, noi adulti diamo molte cose per scontate: Desirèe ha chiesto a Biancaneve, “Come si chiama il principe azzurro?” e mica poteva accontentarsi di un “Si chiama principe, e basta!”. È un principe vero e c’è bisogno rc7che ti inventi un nome vero. Un’altra cosa meravigliosa che mi porto dietro da questo rapporto ravvicinato con i bimbi sono le dolcissime e spontanee dichiarazioni d’amore. Una volta, uno di loro, mi ha regalato un palloncino a forma di cuore e mi ha detto “Elsa, penso che mi sto per innamorare”. Un’altra volta, e penso sia la mia preferita, il piccolo Andrea, dopo vari tentativi di avvicinarsi, proprio come un innamorato vero, ha finalmente trovato il coraggio di dirmi  “Elsa, io ti voglio invitare a tutti i miei compleanni…” “Addirittura a tutti? E fino a quando?”  “Fino a quando divento alto come papà”.

 

Rosanna Cassano – Contatti Utili:

rosanna.nir@gmail.com

https://www.facebook.com/rosannacassanoprincipesse/?fref=ts

 

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