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Vittoria Coppola racconta ad LSDmagazine “Immagina la gioia” il suo ultimo libro

28 Mag 2013 | Nessun Commento | 1.720 Visite
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Vittoria CoppolaA più di un anno di distanza dall’incoronazione de Gli occhi di mia figlia” (Editore Lupo) quale romanzo vincitore del concorso “Il libro dell’anno lo scegli tu“, indetto dalla rubrica di approfondimento del TG1, “Billy: il vizio di leggere“, noi di Lsdmagazine abbiamo incontrato l’autrice Vittoria Coppola. Con lei abbiamo condiviso pensieri ed emozioni legati all’uscita del secondo romanzo “Immagina la gioia”.

Un nuovo romanzo, una nuova avventura. Come stai trascorrendo questi giorni, così densi di impegni legati alla promozione del libro?

“Immagina la gioia” arriva nelle librerie a distanza di un anno esatto dalla mia prima pubblicazione. L’emozione e il senso di responsabilità mi accompagnano in questo nuovo cammino. Il mio primo romanzo – Gli occhi di mia figlia – mi ha regalato sorprese e calore inaspettati. La promozione è stata costante e mi ha condotta in tutta Italia. Io e la mia casa editrice non ci siamo mai fermati. È stato bellissimo avere un progetto comune da portare avanti con forza e tanto entusiasmo.”

Una domanda un po’ scontata: ti senti in qualche modo cambiata?

“Oggi non mi sento cambiata, anzi, avverto in modo più intenso di prima, il bisogno di avere accanto le persone a me più care. Così come sento necessario l’appoggio delle splendide persone che fanno parte della mia vita di scrittrice: Cosimo Lupo, il mio editore. Antonio Miccoli e Raffaella De Donato, che curano i dettagli di ogni singola presentazione del mio romanzo. Luciano Pagano e Stefano Donno, ufficio stampa della Lupo Editore ma molto più di questo, per me. 

Soprattutto nelle primissime fasi in cui mi ritrovavo davanti al computer a scrivere Immagina la gioia – infatti – loro due sono stati indispensabili. E poi, Donatella Neri, una donna di una professionalità estrema, che ammiro moltissimo.”

Come spieghi il successo dei libri “in rete”? Sono cambiati i canali di comunicazione e diffusione? E cosa ne pensi dell’E-book?

 

“Gli occhi di mia figlia” prima, e “Immagina la gioia” oggi, sono due romanzi fortemente sostenuti e presenti sul web. Di questo non posso che essere grata a chi ne discute, recensendoli e richiedendomi di parlarne in prima persona. Il passaparola è fondamentale.

Di certo, però, alla base dev’esserci sempre un libro valido e che i lettori possono percepire come autentico e non artefatto. Sono i lettori a scegliere, sempre. È importante dare, a chi legge un romanzo, l’opportunità di riconoscersi ed immedesimarsi. Inoltre, oggi le case editrici sono sempre più attive sul web, nei social networks in particolare. Trovo bellissima ed affascinante questa nuova veste dell’editoria. Di certo internet può accelerare la diffusione di un prodotto. Quel che conta, alla fine, è recarsi in libreria: in questo modo, il costante lavoro di un editore e di un autore assumono un senso, che si compie defitivamente solo quando, al di là dell’acquisto materiale del libro, la storia raccontata arriva a toccare l’anima di chi la legge. Personalmente continuo ad amare incondizionatamente il libro cartaceo. La percezione “fisica” della carta mi aiuta ad entrare in simbiosi con un romanzo. Anche questo mi predispone alla lettura.”

Vittoria CoppolaParliamo del libro. Come nasce questa nuova storia?

“Immagina la gioia” è un romanzo che parla della quotidianità di una famiglia in cui l’unione e l’amore sono molto forti. I riti di ogni singolo giorno si rivelano imprescindibili: un pranzo o una chiacchierata. A tenere le fila della storia c’è il rapporto intenso e complesso tra un fratello ed una sorella, divisi da dieci anni di differenza d’età. Si amano molto ma troppo spesso non si comprendono. Tuttavia, la vita spariglia le carte e apre gli occhi di ognuno. Nel bene e nel male.

Il tutto accade in due splendide città: Mira, in Veneto, e Sciacca, in Sicilia.

La storia che racconto non è la mia storia. In ogni caso, c’è un pizzico di me nelle protagoniste. Più di un pizzico in Eva – l’aspirante scrittrice – probabilmente.”

In quale momento della giornata sei maggiormente “ispirata”? E cosa non manca mai in casa quando scrivi, ad esempio nel tuo frigo?

“Quando scatta l’attimo in cui voglio scrivere, non mi fermo. Non ho dei momenti della giornata dedicati a questo: scrivo ininterrottamente. La sera poi, stacco la spina e vivo la vita al di fuori delle mura di casa, assorbendo tutto quello che mi serve e mi piace.

Non mancano mai il caffè e la cioccolata. E, appena possibile, una buonissima pasta alla Carbonara.”

Nei tuoi ricordi, qual è il primo racconto che hai scritto e che ti è piaciuto?

Un tema libero quando frequentavo il primo anno delle scuole superiori. Ho scelto di parlare – in versione romanzata – della finale di Coppa Campioni giocata e vinta dalla mia squadra, la Juventus.

É stata la prima volta in cui, al termine della lettura davanti ai compagni, la professoressa di letteratura mi ha detto: “dovresti fare la scrittrice”. Ero felicissima!”

Un consiglio agli aspiranti scrittori?

Entusiasmo e coraggio. Ogni giorno.”

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