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Vincenza De Nigris al convegno Paesaggi Luoghi Scenari al Politecnico di Bari

8 Giu 2012 | Nessun Commento | 2.551 Visite
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Paesaggi-Luoghi-Scenari
Il convegno “Paesaggi Luoghi Scenari” organizzato dal Museo della Fotografia del Politecnico di Bari avrà inizio alle ore 10.00 di oggi presso l’Aula Magna “Attilio Alto”, e proseguirà nella giornata successiva. Le tematiche che verranno affrontate prendono spunto dalle riflessioni che molto fotografi, fin dagli anni ’70, hanno attuato sul senso della fotografia di paesaggio, reinterpretandola e facendola diventare un mezzo utile all’analisi e alla comprensione del contemporaneo.

Il programma sarà cosi articolato:
8 giugno mattina Aula Magna “Attilio Alto” Politecnico di Bari
Ore 10,00  – Saluto di Nicola Costantino Magnifico Rettore Politecnico di Bari e di Nichi Vendola Presidente Regione Puglia.
Con la partecipazione di Angela Barbanente – Assessore Regione Puglia – Qualità del Territorio, Paesaggio, Aree Protette, Musei e Archivi –
Relatori:
Dino Borri docente di Ingegneria del Territorio – Politecnico di Bari – “Aspetti territoriali dell’ingegneria della conoscenza” –
Francesco Selicato docente di Progettazione Urbanistica – Politecnico di Bari- “Pianificazione del sistema delle coste”
Giovanni Chiaramonte Fotografo, docente di Fotografia – IULM di Milano – “Il sacrificio del Paesaggio”

Ore 13 e 30 – Pausa pranzo
Riprende nel pomeriggio – ore 15,30
interventi:
Vincenza De Nigris – Fotografa, docente precaria di Fotografia “Visioni e innovazioni”
Francesca Fabiani – Responsabile Collezioni di fotografia del Museo MAXXI Architettura “Fotografia e Paesaggio, politiche di acquisizione e di esposizione del MAXXI”
Marco Signorini – Fotografo, docente di fotografia – Accademia di Brera Milano – “Paesaggio e “storia” del quotidiano”
Maria Pansini – Fotografa, docente di lettere e fotografia “Racconti della città Vecchia: tra genius loci e surmodernità”
Seguirà discussione
Moderatore Pio Meledandri Direttore Museo della Fotografia Politecnico di Bari

9 giugno mattina
Ore 9 e 30
Carlo Garzia – Fotografo e responsabile scientifico Associazione “La Corte, fotografia e ricerca” Bari – “ Il flâneur sospeso, una nuova prospettiva metropolitana”
Roberta Valtorta – Storico dell’Arte – Direttrice Museo della Fotografia Contemporanea Provincia di Milano – “Mutamento del concetto di territorio nei progetti fotografici pubblici dagli anni Ottanta a oggi. Alcuni esempi ”
Ore 11 Coffee Break
Discussione e Conclusioni
Ore 13,00 Termine dei lavori

Tra tutti i relatori che interverranno al convegno, e che con la loro professione e professionalità daranno visibilità e prestigio all’evento, noi abbiamo scelto Vincenza De Nigris come interlocutrice per realizzare un’intervista, e l’abbiamo fatto con lo specifico intento di dare voce non ai soliti nomi ma alla nuova generazione di fotografi che si sta affacciando sul panorama nazionale ed internazionale.
Vincenza De Nigris nella sua, se pur giovane carriera, ha approcciato e sperimentato diverti tipi di fotografia, quali posso essere la fotografia d’arte commerciale o lo still life, parallelamente ai quali ha sempre mantenendo vivo l’interesse per la ricerca narrativa e staged photography. Ha tenuto seminari e conferenze al NABA e all’università di San Marino, dove ha collaborato come assistente, insegnato post-produzione e storia dell’arte contemporanea.

Dopo la tua laurea presso l’accademia di Brera hai intrapreso il tuo percorso da professionista e artista. Quali difficoltà hai riscontrato nell’ambito nazionale?
Io credo che in Italia il problema più grande sia il non riuscire ad andare oltre un certo periodo storico. È sicuramente vero che il passato è imprescindibile e tutti lo dobbiamo conoscere e tenere a mente, ma è anche vero che il mio lavoro non può essere solo referenziale ai grandi nomi del passato ma deve tenere necessariamente conto di tutto ciò che avviene oggi. Le innovazioni e i cambiamenti vanno capiti ed interpretati senza timore di aprire nuove strade. In Italia mancano persino i testi che fanno riferimento al mondo della fotografia attuale, e questo è un segno di disinteresse verso tutto ciò che invece c’è e ci circonda. Spesso consiglio alcuni blog che ritengo utili per l’aggiornamento riguardo alle avanguardie, come http://ffffound.com/, http://superbomba.tumblr.com/ e http://www.hippolytebayard.com/ proprio per sopperire alla mancanza di materiale. Io non mi sento fuori luogo, semplicemente fatico a trovare un canale in cui essere capita.

Hai mai pensato di andare via dall’italia?
Il mio obiettivo sarebbe Helsinki ma per poter intraprendere una cambiamento di questo genere mi piacerebbe riuscire prima a trovare un modo per avere delle certezze minime. Mi ritrovo molto nella mentalità nordeuropea, sempre molto più avanti di noi. C’è una maggiore attenzione alle novità e in particolare il mio modo di fare fotografia è lì già in una fase di sperimentazione più avanzata.

La tua fotografia rivela senza finzioni un grande studio dei particolari, come si svolge il tuo lavoro?
Io lavoro in maniera molto metodica e il processo di elaborazione è pressoché quasi sempre lo stesso. Incontro una persona che per una serie di motivi mi piace ed inizio a pensare ad uno scenario. Realizzo uno storyboard su cui chiarisco a grandi linee come sarà lo scatto e poi procedo alla ricerca del luogo e degli oggetti. Uso per lo più una inquadratura orizzontale perché la trovo più funzionale alla fotografia narrativa. Per fare tutto ciò ovviamente ho bisogno di molto tempo, infatti tra un progetto ed un altro può passare anche un lungo periodo.

Su quale progetto stai lavorando al momento?
L’ultimo progetto si chiama Fanciulle, è un po’ autoreferenziale poiché ritrae ragazze in diversi periodi della vita: l’adolescenza e la maturità, nelle loro manifestazioni più tipiche. Tra tutte le foto c’è un filo conduttore che è il colore rosso, elemento molto simbolico. Con queste immagini cerco di rappresentare dei momenti molto comuni nella vita di ognuno di noi, di modo che chiunque le guardi possa costruire una propria storia sulla base delle tracce che io ha inserito nelle fotografie.

Nelle tue immagini si trova spesso una nota di intimità, rispecchiano te in modo delicato e al contempo lasciano spazio all’immedesimazione.
Alcuni miei lavori sono autobiografici, ed è vero che nelle immagini che realizzo si riflette la mia naturale tendenza al pessimismo. Attualmente la mia produzione è decisamente influenzata anche dalla condizione di precarietà che non mi permette di lavorare con la serenità che vorrei, perciò le immagini diventano sempre più malinconiche ed hanno sentori di ansia e tensione.Però il mio vero intento è quello di guardare gli altri e nel farlo cercare delle analogie con me, raccontando così sia una mia storia ma soptattutto una storia comune.

Il dibattito intorno al mezzo da usare per realizzare opere fotografiche è sempre molto acceso. Tu che appartieni alla nuova generazione cosa ne pensi?
Personalmente uso una macchina fotografica digitale, ma sostengo che il mezzo sia funzionale a ciò che si desidera ottenere. Dunque non può esistere uno universalmente giusto da usare. Perché non impiegare Instagram e la fotocamera del cellulare se sono utili al raggiungimento dello scopo? A me sembra un dibattito un po’ inutlie.

Fanciulle

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Fanciulle2

Fanciulle3

Fanciulle4

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