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Viaggio in Rajastan, custode di segreti, ancora poco visitati dell’India

22 Ott 2014 | Nessun Commento | 778 Visite
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Rajasthan90Se, come disse un celebre filosofo, l’India è “un’Italia di dimensioni asiatiche”, di certo il Rajasthan sarebbe la Toscana indiana. Con i suoi borghi antichi che ricordano l’Europa medievale, i sontuosi palazzi dei Maharaja posti sulle rive di romantici laghi artificiali, gli austeri forti situati su aspre e scenografiche alture e gli spettacolari templi ornati da raffinate sculture, il Rajasthan rappresenta un’India da cartolina.
Questo viaggio è il completamento del percorso classico dell’India più famosa, quella del triangolo d’oro che comprende Delhi, Agra e Jaipur.
Al di là delle grandi città e dei luoghi più turistici, il Rajasthan custodisce molti segreti, ancora poco visitati.
Si passerà dalle stupende haveli, le case dei mercanti dello Shekhawati, riccamente decorate, alle città-oasi di Bikaner e Jaisalmer, poste lungo i percorsi carovanieri dell’antica via della seta, al romanticismo di Jodhpur, la famosa “città blu” per il colore delle case di interi quartieri della città vecchia, e Udaipur, con il suo famoso lago, per arrivare alle sconosciute città medievali di Chittorgarh e Bundi, in cui risuona ancora l’eco delle battaglie e delle saghe cavalleresche dei guerrieri rajput, con i ricordi di lunghi assedi e di terribili sacrifici collettivi.
Questo senza tralasciare le meraviglie architettoniche del tempio giainista di Ranakpur e un’immersione nella natura del parco di Ranthambore, un tempo riserva di caccia del Maharaja di Jaipur e oggi un parco che ospita ancora le discendenti delle tigri che riuscirono a sfuggire alle battute dei nobili indiani e dei cacciatori britannici.
Su tutto però c’è la vera grande peculiarità di questo stato unico anche nel variegato e composito panorama dell’Unione Indiana, ovvero l’incredibile ricchezza culturale dei fieri abitanti di questa regione.
La “terra dei re” (questo il significato del nome “Rajasthan”) fino al 1947 comprendeva 19 stati principeschi, ognuno dei quali aveva una propria capitale, di norma racchiusa da mura, un proprio palazzo reale, cenotafi dei regnanti e templi riccamente patrocinati dalle dinastie al potere.
Rajasthan56Questi regni, da secoli in guerra tra loro e impegnati anche a resistere alle invasioni dei sultani musulmani di Delhi, nel XVI secolo furono favoriti dalla nascita del grande impero Moghul, che stabilì un complesso sistema di alleanze con questi sovrani, che sebbene fossero teoricamente “infedeli” agli occhi dei dominatori musulmani, poterono mantenere il proprio potere sui rispettivi territori godendo della protezione imperiale in un’epoca di benessere e di grandi traffici commerciali.
Anche l’arrivo dei britannici finì per favorire queste corti, ridotte a protettorati ma libere dalle preoccupazioni delle continue guerre grazie alla pax britannica imposta su tutto il Subcontinente.
Il periodo coloniale rappresenta una sorta di nuova epoca d’oro per queste case regnanti, ora impegnate a condurre uno stile di vita lussuoso che diede ai Maharaja la fama di uomini di infinite ricchezze e bizzarre abitudini.
I privilegi di cui i sovrani godevano vennero in parte mantenuti dopo l’Indipendenza, fino al 1972 quando Indira Gandhi decise di abolire definitivamente ogni titolo e ogni privilegio economico.
Questa decisione portò in molti casi alla rovina economica di queste famiglie, ora private del sostegno economico del governo.
In alcuni casi i sovrani si trovarono costretti a trasformare i propri palazzi in hotel di lusso o in musei.
Proprio la presenza di hotel in palazzi storici rappresenta una delle grandi peculiarità del Rajasthan.
La scelta sarà di pernottare in questi antichi palazzi e manieri, in modo da potere respirare il fascino di un’epoca oramai passata, ma ben presente nella memoria di ogni singolo cittadino del Rajasthan.
Questa atmosfera ci accompagnerà quindi non solo durante le visite ai monumenti e ai musei, ma anche nei momenti di relax, in cui potremo per un attimo immaginare la vita delle corti ed essere trasportati in ere lontane.

L’eventuale adesione deve essere comunicata entro il 31 ottobre all’agenzia Lombard Gate telefonando al numero 0233105633 o scrivendo all’indirizzo fai@lombardgate.it.

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