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“Via Appia” l’ottimo film di Paolo de Falco in concorso al Torino Film Festival

2 Dic 2010 | Nessun Commento | 2.664 Visite
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Via Appia
Via Appia, del regista Paolo de Falco, in concorso nella sezione Italiana Doc., è un film girato lungo il percorso dell’antica strada consolare romana che da Brindisi giunge a Roma. La prima a Torino si è svolta il 28 novembre (noi di LSDmagazine eravamo presenti) mentre lo si potrà vedere venerdì 3 dicembre alle ore 22.00 nella sala 1 del cinema Nazionale.

Tre i protagonisti: Antonio Pascale che riflette ossessivamente sul paese e su se stesso, Giacomo De Stefano, navigatore solitario, in preda ad una crisi religiosa e Bruno Ostuni un ferroviere amante dei cavalli che proprio attraverso questa passione instaura un rapporto profondo con i quattro figli.
Tre storie accomunate da uno stesso percorso: non solo inteso come tragitto geografico, nonostante tutto, ancora possibile ma come necessità di riappropriarsi di sé attraverso la scoperta della realtà circostante. Itinerari fuori dall’ordinario, sconosciuti, onirici e metafisici. Il viaggio come scoperta, abbandono e scambio. E’ il caso di Cairano, piccolo paese dell’Irpinia Orientale, dove nello scorso giugno si sono radunati alcuni protagonisti del panorama culturale e artistico italiano contemporaneo con l’intento di creare una Comunità Provvisoria capace di abitare creativamente il sud. O come il CIRA di Capua, il Centro italiano di Ricerche Aerospaziali, centro di eccellenza italiano.

Numerosi sono i temi trattatati dal film, come la salvaguardia del territorio e del paesaggio, la critica alla cultura e promozione del ‘prodotto tipico’ che tale è solo all’apparenza; il peso del patrimonio artistico del nostro paese quando esso non riesce a trasformarsi in ricchezza; la funzione civile dello scrittore intesa, più che nella sua capacità di denuncia, nella sua capacità di interrogarsi con profondità; la resistenza della Comunità Provvisoria al progetto dello Stato di trasformare in discarica la piana del Formicoso, in Irpinia; il continuo dubbio se rimanere al sud (o più in generale in Italia) oppure partire; la ricerca spirituale che diventa abbandono ancestrale, selvaggio alla natura. Un film dunque mistico e politico sul tema dell’identità che propone il futuro come un nuovo inizio, “le macerie” come l’alba di una nuova era.

Prodotto da Grad Zero-Film Grad con il contributo del Comune di Roma, della Provincia di Caserta, della Teca del Mediterraneo del Consiglio Regionale della Puglia, dell’Apulia Film Commission e dell’Assessorato alla Solidarieta della Regione Puglia, Via Appia rientra nel progetto dell’Archivio liquido dell’Identità.
Un Archivio contemporaneo, nato all’interno di Grad Zero, con la volontà di essere sostanzialmente un motore capace di creare progetti che riescano ad indagare nell’identità sia delle persone che dei luoghi, innescando processi di osservazione e di narrazione complessi e fuori dagli schemi.
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