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Un quadro musicale impressionista

19 Apr 2008 | Nessun Commento | 6.522 Visite
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L’ Ottocento fu un grande periodo di rivoluzione: politica, industriale, economica e di pensiero.

Con lo sviluppo tecnologico e dei macchinari si procede all’ideazione e alla costruzione di nuove “macchine musicali”.

La musica in questo secolo si esprime nelle sue forme piu’ ricche e corpose, come nella forma sinfonica. Quindi la musica puntava ad un’estesa e piu’ coinvolgente struttura espressiva,riuscendo a suscitare nell’ascoltatore le piu’ svariate emozioni.

image0031.jpgNaturalmente l’Ottocento fu un secolo d’esuberanza musicale poiche’ furono in molti a creare delle vere e proprie innovazioni.

L’innovazione in campo musicale consisteva proprio nella liberazione dagli schemi formali imposti dalle 12 note del pianoforte e dalle concatenazioni armoniche obbligate.

schubert_4.jpgLa musica è intesa come espressione. Si pensi proprio ai Lieder Schubertiani:  pennellate e note colorate dipingono un quadro d’emozioni e mute conversazioni esplicite.
La musica si trasforma in linguaggio che viene direttamente gustato dall’anima dell’ascoltatore. Senza parole, senza gesti trasferisce le sue emozioni col languido sospiro dei violini, le allegre, dolci e leggiadre melodie dell’arpa accompagnata dal pianoforte. Le sue composizioni variano il loro registro divenendo talvolta irrequieti e struggenti altre volte soavi, candidi, leggeri come delle vesti di pura seta.

L’antico Cicerone, avendo elaborato la teoria del “sonoro parlante”, fu dunque elogiato da virtuosi musicisti come Franz Schubert, Franz Liszt, Ludwig van Beethoven, Niccolò Paganini.

Arrivando al ‘900 periodo di pura improvvisazione con la comparsa delle prime forme di Jazz. Il suono va fuori dalle schematiche del tempo, dell’intonazione.  Differente dalla musica classica per le blue note, per le progressioni armoniche e per le poliritmie.

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Oggi giorno.
Presi in giro solo perche’ si ascolta qualcosa di diverso dal comune. Solite basi punk, rock, house. Voce, testi diversi.

Nessuna pausa, ritmi sempre uguali, nessuno ha mai veramente un proprio stile, di quelli riconoscibili dalla voce, dalla chitarra, dal violino ( se presente) e da tutti quegli altri strumenti caduti ormai in disuso e dimenticati. Figli di innovatori pochi riconoscono i veri capolavori veramente “nuovi”. Intendo citare idoli come Quincy Jones, John Coltrane, Frank Sinatra, Duke Ellington e Louis Armstrong…- per il jazz;

johncoltrane.jpg

i Pink Floyd, Arthur Brown, i Led Zeppelin, The Move, i Black Sabbath…-  per il rock con l’heavy metal;  i Sex Pistols, i Ramones, i Clash, Iggy Pop, i Damned.. – per il punk rock..[..]

Tutti questi ed anche altri, sono riusciti a creare dal nulla o quasi qualcosa.

Roberta Saliani

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