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Un “piano bar” per 45.000 spettatori al San Nicola di Bari per l’apertura del tour di Biagio Antonacci e Laura Pausini

27 Giu 2019 | Nessun Commento | 633 Visite
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Foto di Rocco Pietrocola (riproduzione riservata)

Una lunga passerella a forma di L a destra del palco, una B a sinistra e in mezzo due frecce circolari che si rimandano a vicenda e accolgono il pubblico in un tenero abbraccio. L per Laura e B per Biagio, Pausini e Antonacci (i ‘Pausinacci, scherzano loro) che ieri a Bari hanno debuttato con il loro primo tour insieme negli stadi (che toccherà in tutto 10 città, con un bis a Milano).
«Abbiamo fatto benissimo a iniziare da Bari.. “C’ bellezz!”»: così Laura Pausini e Biagio Antonacci hanno iniziato il maestoso concerto (78 metri di palco, 22 metri di altezza per tre livelli, 4 passerelle lunghe 35, 9 ballerini, 4 coristi), durato oltre tre ore, durante il quale i due artisti sono stati re e regina, accompagnandosi, duettando, giocando uno nella canzone dell’altra e viceversa, lasciando spazi aperti e riempiendoli subito dopo. Un concerto pensato come uno spettacolo pirotecnico a 360 gradi, sul quale è impressa a fuoco la firma del direttore artistico Luca Tommassini, che ha pensato e voluto uno show dal sapore internazionale, tra colori (a dominare il corallo e l’ottanio, voluti da Laura), coreografie (che hanno coinvolto anche i due cantanti), video realizzati per quasi tutte le 33 canzoni in scaletta (come quello di Ritorno ad amare con una Pausini che omaggia Freddie Mercury con tanto di giacca di pelle gialla o quello di Ti penso raramente con Antonacci moderno Charlie Chaplin, in uno dei tanti rimandi cinematografici inseriti qua e là), viaggi virtuali per creare mondi diversi per ogni canzone. Il tutto intessuto come una trama preziosa, con la musica comunque a regnare sovrana nel segno del pop (con qualche concessione più rock).
Il via, dopo un mini-documentario di 8 minuti che ha ripercorso il lavoro di questi mesi, è a due voci con Un’emergenza d’amore e Liberatemi, mentre sullo schermo scorrono le immagini di cavalli che corrono veloci e strizzano l’occhio a Il Gladiatore di Ridley Scott con Russell Crowe. I Pausinacci si divertono e si commuovono: c’è spazio anche per un momento familiare con l’intervista doppia in stile Iene a Silvia e Graziano, rispettivamente sorella di Laura e fratello di Biagio.


Foto di Rocco Pietrocola (riproduzione riservata)

E l’atmosfera intima si respira anche durante i momenti di Laura canta Biagio e Biagio canta Laura quando sul palco si materializza un piccolo loft accogliente con divano, quadri appesi alle pareti (il «selfie» di Van Gogh che prende vita con le fattezze di Biagio e la Ragazza con l’Orecchino di Perla che parla romagnolo) e loro due a chiacchierare e a cantare vecchi successi come fossero a casa tra pochi amici, in un equilibrio che non vacilla mai (Laura si aggiudica però la gara dei cambi d’abito 8 a 4). Atmosfera da piano bar, avevano auspicato loro prima di salire sul palco, seppure ad attenderli ci fossero quasi 45 mila persone.
Trentatrè in tutto i brani in scaletta, tutti riarrangiati per il tour. C’è Sognami, sul quale Laura e Biagio si esibiscono in un tango, c’è Vivimi con entrambi seduti a due pianoforti sui quali è disegnato il loro volto, c’è Lui è pazzo di lei, prima volta in cui Laura è senza microfono e si lancia in balletti stile Beyoncé o Rihanna. In Se è vero che ci sei, lei suona il flauto, in Primavera in anticipo lui imbraccia la chitarra. Ci sono tutti i loro pezzi più famosi (molti di quelli della Pausini sono stati scritti proprio da Antonacci), c’è la loro storia musicale. E allora non si può prescindere da La solitudine, Incancellabile, Strani Amori, Simili per Laura; da Se io, se lei, Convivendo, Iris, Mi fai stare bene per Biagio. Il finale è per Non vivo più senza te, Invece no, tra te e il mare. Per la gioia dei fan.

Sul palco con Laura e Biagio, la band è formata dal direttore musicale per Laura Pausini Paolo Carta (chitarra), dal direttore musicale per Biagio Antonacci Massimo Varini (chitarra), da Placido Salamone (chitarra), Fabio Coppini (tastiere), Gareth Brown (batteria), Roberto Gallinelli (basso), Ernesto Lopez (percussioni) e Yuri Barilaro (tastiere). Inoltre, 4 archi (Giulia Monti, Francesca Musnicki, Caterina Coco, Giulia Sandoli), 4 coristi (Claudia D’Ulisse, David Blank, Gigi Fazio e Roberta Granà) e 9 ballerini. Le coreografie sono state affidate a Filippo Ranaldi.

Per la produzione dei vestiti di musicisti e ballerini l’organizzazione ha utilizzato materiale riciclato, grazie alla collaborazione tra la costumista Claudia Tortora, l’Accademia di Costume e Moda e SCART il progetto artistico del Gruppo Hera che usa gli scarti di lavorazione industriale come materia prima per nuove creazioni. Il Progetto SCART del Gruppo Hera ha anche contribuito alla realizzazione di parte della scenografia, grazie all’uso di materiale riciclato per diffondere un messaggio di modalità virtuose e di rispetto per l’ambiente.

DISAGI VIABILITA’ – Grande traffico intorno allo Stadio San Nicola poco prima del concerto. Per alcuni ci sono volute circa due ore anche solo per fare il giro dello stadio in auto. Purtroppo è probabile che l’ingorgo sia stato causato anche dall’incidente che ha coinvolto una donna poco prima del concerto: aveva parcheggiato l’auto, attraversato la statale e due macchine le sono finite addosso. La donna è grave ed è ricoverata al Policlinico di Bari.

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