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Un mestiere antico dal fascino immortale: inaugura a Lecce il 29 giugno la Liuteria Coppola

27 Giu 2015 | Nessun Commento | 1.796 Visite
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liut_copp1Passione, pazienza e precisione. Forse sono questi gli ingredienti basilari ed indispensabili per chi, come Silvia Coppola, decida di dedicarsi ad un’arte antica e meravigliosa come quella del mastro liutaio. Le “tre P” fondamentali che dovrebbe fare proprie chiunque si voglia accostare ad una professione immortale e in cui nessuna macchina industriale sarà in grado di rimpiazzare l’uomo, sempre che alla quantità si preferisca, invece, la qualità del prodotto. Un mestiere di nicchia ma dotato di un grande fascino attrattivo, uno di quei lavori d’artigianato che richiedono cura, scrupolosità e senso dell’attesa. Una sorta di magia che si realizza passo dopo passo in ogni fase della creazione, dal legno grezzo sino allo strumento vero e proprio, pronto per far risuonare la sua anima musicale. Sorprende positivamente che a decidere di raccogliere i segreti di questa lunga tradizione artigianale, che in Italia ha vantato esempi illustri come quelli dei maestri Carlo Bergonzi, Andrea Guarnieri, Antonio Stradivari e Guido Leoni, sia oggi una ragazza appena ventottenne, Silvia Coppola, animata da una grande passione per la musica che ha coltivato sin da bambina fino alla scelta di aprire, nella sua Lecce, la Liuteria Coppola che inaugurerà lunedì 29 giugno. La giovane maestra liutaia si definisce “una curiosa e un’appassionata”, una di quelle persone che si dedica smisuratamente a tutto ciò che è per lei fonte di amore e fascinazione. Silvia Coppola si avvicina alla musica da bambina, quando l’incontro con il violino fu per lei “un amore a prima vista”, coltivato sino ai vent’anni con costanza ed entusiasmo. Ricorda gli anni del liceo come un periodo cruciale della sua vita sino ad oggi, anni in cui forte si fece sentire il richiamo del mare, tanto da portarla per lungo tempo in giro per il Mediterraneo ricavando da questa stessa esperienza, come insegnamento più grande, l’importanza della pazienza. Abbiamo scambiato due chiacchiere con questa giovane donna appassionata e curiosa, ecco cosa ci ha raccontato sulla strada che l’ha condotta sino alla decisione di aprire la sua liuteria.

Silvia, che tipo di formazione hai seguito per apprendere i segreti di un mestiere così antico e di nicchia come quello del mastro liutaio?

Ho seguito la formazione del “ragazzo di bottega”, in questo caso possiamo dire “ragazza”. liut_copp2Ho osservato per mesi le mani esperte di falegnami e liutai per apprendere, almeno visivamente, nozioni riguardanti la lavorazione del legno. Poi ho cominciato a pulire gli attrezzi, ad affilarli, a prepararli, a passarli ai maestri e a metterli a posto, a familiarizzare con gli elettroutensili eseguendo qualche semplice lavoro di falegnameria. Nel frattempo comunque leggevo e studiavo su vari libri l’argomento della liuteria, finché poi non è finalmente arrivato il momento di mettere le mani sugli strumenti ed è stato bellissimo.

Qual è stato il primo strumento che hai costruito e quale l’emozione provata nel momento in cui l’hai sentito suonare?

È stato un violino e non credo si possa esprimere l’emozione a parole. Magari non era eccezionale, ma per essere il primo era pazzesco. È stato in quel momento che ho compreso come uno strumento non sia fatto solo pezzi di legno in equilibrio tra loro, ma anche da infiniti pensieri che lo hanno attraversato durante la sua costruzione.

Com’è nata l’idea di aprirti una liuteria?

L’idea è nata da un avvicendarsi di situazioni che mi hanno portata al Carpe Diem. Diciamo che, nelle mie passioni, sono sempre stata un po’ incostante. Ma con la liuteria ho avuto una percezione diversa. Non mi ero mai vista così disposta a guardare solamente, senza fare; ad aspettare così tanto. Uno dei miei maestri si ricorda ancora il giorno in cui dissi che mi sarei data due anni per realizzare qualcosa di importante. Ed ecco qui la Liuteria Coppola.

Sei stata in giro per il Mediterraneo per molto tempo. Come ti ha cambiata quest’esperienza e come si sposa questa passione per il viaggio con la tua professione da liutaia?

liut_copp4Sì, sono stata imbarcata sull’Idea Due, uno schooner di 24 mt circa, una barca con una storia fantastica e che ha insegnato a molti ragazzi cos’è il mare e lo stare in mare. Ho conosciuto Idea Due dopo la fine del liceo e in un momento di perdizione mi sono buttata in questo mondo fantastico della navigazione. Tutto è nato mentre vedevo un ragazzo che cazzava la randa, io allora ero un’ospite. In quel momento mi dissi: “anch’io voglio farlo”. Detto, fatto! Non sono più scesa dall’Idea Due! Devo molto al Com.te Coluccia e alla Skipper Angela che sono stati, e sono tutt’ora, dei maestri di vita perché mi hanno dato la possibilità di vivere esperienze che mai dimenticherò. Mi hanno insegnato ad essere profonda e paziente come il mare, a saper aspettare, perché una meta nella vita c’è sempre e ci deve essere. Mi hanno insegnato a stare calma nei momenti di panico, e mi hanno insegnato che la forza è dentro di noi… anche se pensiamo di non essere abbastanza forti, bisogna prendere la manovella del winch e cazzare le vele con tutta la forza che abbiamo in corpo. L’insegnamento più grande che ho ricevuto è stata la pazienza, un insegnamento che mi ha permesso di intraprendere la strada della liuteria, perché per imparare a costruire uno strumento musicale si ha bisogno di tanta pazienza. “La pazienza delle onde”, direbbe Angela.

Qual è la parte più difficile nel mestiere da liutaia?

Beh senza dubbio è la manualità, il “far suasione” della mano, diceva da Vinci. Non è semplice destreggiarsi con sgorbie, scalpelli, coltelli, etc. Bisogna allenare gli occhi a vedere il bello e a riprodurlo con le mani, spremersi le meningi per trovare la soluzione meno invasiva per riparare o restaurare uno strumento, bisogna avere tanta fantasia in questo mestiere.

Hai pensato a qualche idea particolare per promuovere ed animare l’inaugurazione della tua attività lunedì prossimo?

Sì, introdurrà la serata Vincenzo Santoro che si occupa di cultura a 360 gradi, poi liut_copp3procederà Francesco Spada, collezionista privato e organologo che di solito tiene le sue lezioni presso le università e i conservatori ma che, per il 29 giugno, farà un’eccezione: parlerà per tutti coloro che saranno lieti di partecipare. Inoltre, ci sarà un piccolo intervento musicale di due carissimi amici, con i quali spesso collaboro, Fabio Anti e Mimmo Fornaro, che ci proporranno qualche brano tratto dalla musica seicentesca.

Proiettandoti verso il futuro, cosa speri che diventi per il pubblico la tua liuteria?

Spero che la mia bottega diventi un centro culturale in cui la gente possa trovare qualcosa che non si è perso nel tempo ma che resiste ancora. Spero che diventi un luogo in cui anche i musicisti stessi possano presentare i loro lavori, un luogo in cui si potrà avere la possibilità di vedere dal vivo degli strumenti rari, o ormai dimenticati, e sentirli anche suonare. Vedere un liuto sul libro non è come avere la possibilità di ascoltarlo, ciò che non si conosce non può piacere. Mi piacerebbe diventare un punto di riferimento per gli amanti della musica a livello dilettantistico o professionale, un posto in cui i grandi e piccini possano vedere cose che a volte sembrano lontane dalla vita quotidiana ma che in realtà sono vicinissime.

Fra le tue intenzioni c’è anche quella di organizzare in futuro, all’interno della tua attività, dei corsi per avvicinare altre persone all’apprendimento di un mestiere così particolare?

liut_copp5Sì, ovviamente passerà un po’ di tempo prima che avvenga tutto ciò, bisognerà prima stimolare la curiosità, ma non nascondo che mi piacerebbe insegnare ai bambini a costruire gli strumenti, anche perché la liuteria racchiude in sé tutte le arti: geometria, chimica, pittura, fisica, matematica, etc… .

Quali credi che siano i requisiti fondamentali per dedicarsi ad  un’attività come questa?

Un’assetata voglia di conoscenza, perché è uno di quei mestieri in cui per tutta la vita non finirai mai di imparare. Una grande manualità e senso del pericolo, lo scalpello e gli altri utensili hanno tutti un taglio “dolce”. La pazienza non deve mai mancare, la liuteria purtroppo non è un mestiere per le persone che si spazientiscono subito. Ed infine una grande meticolosità, perché molto spesso si lavora di fino, quindi occorre essere molto precisi, un millimetro in più o uno in meno potrebbero abbellire o imbruttire il risultato finale.

 

 

Liuteria Coppola

Via Oberdan, 95 – Lecce

Costruzione, riparazione e restauro strumenti musicali a corde antichi, classici e moderni

www.facebook.com/liuteriacoppola

Inaugurazione

Lunedì 29 giugno h. 19:30

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