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Un concerto per ricordare Davide Santorsola. L’omaggio dedicatogli allo Showville di Bari

15 Mag 2015 | Nessun Commento | 1.018 Visite
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ds1Il grande schermo si illumina ed appaiono alcune fotografie. In ognuna di esse si distingue un uomo, talvolta solo, talvolta in compagnia di amici, spesso seduto davanti alla tastiera di un pianoforte. Basta questo e di colpo la accogliente quanto capiente sala del Teatro Showville di Bari diventa sin troppo piccola per contenere le emozioni dei presenti che, grazie a quelle immagini, si sono potuti riappropriare, anche solo per un istante, dell’amata figura di Davide Santorsola, eccelso pianista scomparso lo scorso dicembre a soli cinquantatré anni.

La commozione – lo si percepisce – è trattenuta a stento; e tale sforzo è messo ancor più a dura prova quando si illumina il pianoforte al centro del palco e Mimmo Campanale si siede alla sua batteria e Maurizio Quintavalle imbraccia il suo contrabbasso e partono le note di “Encore”, uno dei brani più belli della produzione di quello che era l’apprezzatissimo Trio Santorsola, che oggi avrebbe festeggiato i primi trent’anni di attività, che la tecnica riesce a restituirci nella registrazione di Davide accompagnata dalla emozionata esecuzione live di Mimmo e Maurizio. Ed è lì, in quel preciso momento, che ds2accade qualcosa di magico che non è possibile spiegare: il tempo, davanti ai nostri increduli occhi, si è fermato, anzi ha invertito il suo scorrere; per qualche fuggente attimo i suoi impietosi battiti nulla hanno potuto contro la volontà di tutti noi di sentire ancora la presenza di Davide, di poter godere della sua immensa Arte, di abbeverarci alla fonte della sua Musica, di poterlo abbracciare ancora una volta col nostro incontaminato affetto, la nostra incontenibile riconoscenza, il nostro inesauribile ed inarrestabile applauso.

Che il riuscitissimo ipnotico esperimento non sarebbe stato però l’unico momento degno di questa serata lo si è compreso immediatamente dopo, sin da quando hanno guadagnato il palcoscenico Roberto Ottaviano col suo sax, Enzo Falco alle percussioni, Bruno Montrone, nella sua qualità di allievo prediletto di Santorsola, e tutti i componenti dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, magistralmente diretta da Alfonso Girardo, che hanno dato vita ad un programma di indicibile bellezza, con la riproposizione di alcune delle pagine musicali più amate dal pianista andriese, arrangiate da alcune delle nostre migliori menti musicali, tra cui citeremo Quintavalle, lo stesso ds3Santorsola e Nucci Guerra, anch’egli scomparso di recente. Peraltro, la commistione piano/orchestra era già stata più volte terreno di scoperte affrontato da Davide, prova ne sia il magnifico album “Stainless” del 2009; ed è a quella concezione, a quella inesauribile ricerca, a quella voglia di andare oltre lo strumento che Davide ha evidenziato non solo nella sua attività artistica ma anche e, forse, soprattutto in quella didattica, che si è rifatto l’intero concerto, replicato il giorno successivo nella suggestiva cornice della Cattedrale di Trani. Il Maestro Ottaviano, forte della lunghissima amicizia e della totale condivisione di intenti con Davide, ha assunto il ruolo, oltre che di solista dalle immense doti, di perfetto traghettatore della serata, conducendo il pubblico per mano alla scoperta dell’universo Santorsola, non senza fare più di un cenno al magnifico aspetto umano, ricordato più volte anche in modo ilare. Ma più delle parole, che hanno comunque ben svolto il loro compito, ha potuto la musica; riascoltare, tra le altre, le sublimi melodie di “7anèis” di Egberto Gismonti, “The way you look tonight” di Jerome Kern, la sublime “What are you doing the rest of your life” di Michel Legrande, che Ottaviano non aveva più suonato dalla scomparsa dell’amico, “Seascape” di Johnny Mandel, “Waltz for Debby” di Bill Evans, bissata nel finale, e la splendida “Parenthesis#2” firmata dallo stesso Santorsola, ha avuto, per noi, il valore non di un mero ricordo, di un saluto, di un addio, bensì della conferma che quel modo di intendere la Musica e l’Arte ha tracciato una via che sarà impossibile non percorrere ancora negli anni a venire. Ed è su quella strada che lo ritroveremo ancora con il suo luminoso sorriso stampato sulla faccia. Perchè Davide è lì, perchè Davide è presente, perchè Davide è vivo.

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