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Sonny Rollins, Sting e Jack Bruce e tanti altri saranno ad Umbria Jazz 2012

21 Mag 2012 | Nessun Commento | 1.361 Visite
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stingSonny Rollins (unica data italiana) per i jazzfan ortodossi e due grandi bassisti rock, Sting e Jack Bruce, per il pubblico più trasversale, sono i nomi più importanti di Umbria Jazz 2012 (Perugia, 6-15 luglio), che ha reso noto oggi il cartellone completo, dopo che in realtà molte anticipazioni erano state date nelle scorse settimane.

A Perugia, nel corso della conferenza stampa di presentazione di qualche giorno fa, il presidente, Renzo Arbore, ha fatto gli onori di casa «per la prima volta da perugino», perchè l’anno scorso il sindaco lo ha insignito della cittadinanza onoraria della città.

L’ex Police ha intitolato il tour proprio «Back to bass» e promette una serata di musica energetica e tirata. Il leggendario basso dei Cream è membro di una superband che si chiama Spectrum Road e comprende anche John Medeski all’organo, Vernon Reid alla chitarra e Cindy Blackman alla batteria. Per Spectrum Road, di cui sta per uscire un cd, Perugia è l’unica data italiana.

Il programma dell’arena, main stage, comprende anche Macy Gray con la big band di David Murray, Erikah Badu, Al Jarreau, Pat Metheny, Herbie Hancock, il duo Chick Corea-Stefano Bollani, Enrico Rava con un omaggio a Michael Jackson, Esperanza Spalding con Radio Music Society, John Scofield, il quintetto di Joe Lovano e Dave Douglas, una piccola rappresentanza della grande famiglia Marley (la moglie di Bob, Rita, ed il figlio Stephen) con Alpha Blondy per una serata tutta reggae.

Nei teatri si segnalano il quartetto di Wayne Shorter, il ritorno di Melody Gardot, Ambrose Akinmusire, un omaggio all’anniversario monkiano con ben quattro pianisti ( Kenny Barron, Benny Green, Eric Reed e Mulgrew Miller). Si segnala soprattutto un grande progetto in memoria di Gil Evans con una big band, la Eastman Jazz Orchestra, diretta e orchestrata da Ryan Truesdell e con ospiti speciali prestigiosi solisti italiani: Francesco Cafiso, Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, più l’americano Scott Robinson.

Di fatto, saranno ricordate in sei concerti le più importanti tappe della carriera del geniale arrangiatore canadese, che 25 anni fa scrisse una pagina importantissima della storia di Umbria Jazz con il concerto assieme a Sting e, ancor più, con un ciclo di memorabili concerti notturni.

La «sezione italiana» del festival comprende anche Renato Sellani, Francesco Bearzatti la Dr.Dixie 60th Anniversary band, Mario Raja e Riccardo Zegna con la Perugia Jazz Orchestra, la Lydian Sound di Riccardo Brazzale. Umbria Jazz ha annunciato qualche taglio alla sezione dei concerti gratuiti, che però hanno conservato le due tradizionali location, i giardini Carducci e Piazza IV Novembre, ed i Funk Off come marching band.

Risparmi dove si poteva e razionalizzazione degli spazi hanno permesso di non toccare arena e teatri. Intatte anche le clinics della Berklee School of music, alle quali sono iscritti circa 200 musicisti che vogliono perfezionare il linguaggio del jazz con il metodo del famoso college di Boston.

Nella conferenza stampa, sia la presidente della Regione, Catiuscia Marini, che Arbore hanno stigmatizzato la decisione del ministero di non erogare alcun contributo statale ad un festival che, ha detto Arbore, «è una della più note manifestazioni musicali italiane al mondo».

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