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Umbria Jazz Winter tante le conferme di grandi nomi ad Orvieto dal 30 dicembre-3 gennaio

2 Nov 2009 | Nessun Commento | 2.054 Visite
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umbria jazz winterIl suono di Umbria Jazz Winter (Orvieto, 30 dicembre-3 gennaio), che sarà dedicata alla memoria di Gianni Basso, passa per le corde della chitarra. La diciassettesima edizione invernale del festival, si caratterizza per la contemporanea presenza di chitarristi di grido: Jim Hall, Bill Frisell, John Scofield, il trio Rosenberg, Romero Lubambo.
Hall e Frisell sono l’evento più atteso. Suoneranno in duo e poi in quartetto con il supporto di Scott Colley e Joey Baron, il che significa in pratica la riproposizione della formula con cui hanno realizzato insieme il cd Hemispheres. Il duo Hall-Frisell nacque proprio in una della primissime edizioni del festival umbro. Hall si esibirà anche in trio e si presterà al «blindfold test’’ del critico americano Ted Panken, cercando di indovinare dall’ascolto dei dischi i suoi colleghi. Anche Scofield presenterà un duo con l’organista Larry Goldings, un fomula inedita ma che si basa sulla consolidata partnership dei due artisti.
Al trio dei cugini Rosenberg è affidato l’omaggio a Django Reinhardt nell’anno in cui ricorre il centenario della nascita del grande chitarrista gypsy, forse la più originale via al jazz in Europa. Si va invece in Brasile con Lubambo, chitarrista acustico molto raffinato che accompagnerà una delle regine della musica carioca, la cantante Leny Andrade.
Chitarra a parte Umbria Jazz Winter vivrà sul pianista giamaicano Monty Alexander, sul progetto del cantante Kurt Elling e del sassofonista Ernie Watts che cercheranno di far rivivere l’epocale partnership di Johnny Hartman e John Coltrane, sul duo familiare Gerald e John Clayton, il primo emergente pianista, il secondo anziano contrabbassista. Clayton padre si esibirà anche in duo con un altro importante bassista, John Patitucci, storico partner di Chick Corea.
La scoperta del festival potrebbe essere il ventiduenne di New Orleans Jonathan Baptiste, cantante, pianista e polistrumentista di talento. La «sezione» italiana vede Enrico Rava in un omaggio a Gershwin (della partita, anche Gianluigi Trovesi e Gianluca Petrella), il Trio di Roma con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto, il veterano Renato Sellani, il quintetto vocale Cluster, più i Funk Off nel loro ruolo di street band. Una curiosità è l’esordio di Nick the Nightfly, celebre dj e conduttore radiofonico, come jazzman.
La formula del festival prevede come da tradizione i veglioni di fine anno ed il concerto gospel in Duomo, questa volta con l’Alabama gospel choir. Per 5 giorni, musica dalla tarda mattina fino a notte fonda in club, teatri, palazzi d’epoca, musei, ristoranti. Il festival presenta anche una serie di artisti che percorrono sentieri più «leggeri» e godibili, dal blues al soul: Alan Harris, il duo Prevost-Solley, Gary Brown, Chip Wilson, Chick Rogers, Luther Kent.

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