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Turismo dall’estero: la crescita c’è, ma con luci ed ombre

1 Apr 2017 | Nessun Commento | 681 Visite
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milanoI sondaggi alle frontiere nella Banca d’Italia dicono che la spesa dei turisti stranieri è cresciuta del 3,3%. Ma ci sono regioni che registrano pesanti flessioni.

Nel 2016 i turisti stranieri che hanno viaggiato in Italia hanno speso, secondo i sondaggi alle frontiere della Banca d’Italia (peraltro ancora provvisori), il 3,3% in più dell’anno precedente. Nel 2015, anno dell’Expo, la spesa era cresciuta del 3,8%; nel 2014 del 3,6%.

Ma se andiamo ad esaminare quanti turisti stranieri hanno viaggiato in Italia a scopo di vacanza, l’incremento del 2016 si riduce a un + 2,4% per un aumento della spesa pari a +4,1%. Crescono i vacanzieri provenienti dall’UE (+2,7%), e dall’America (+2,1%); diminuiscono quelli che vengono dall’Africa (-12,3%), dall’Asia (-2,3%) e dall’Oceania (-2,9%).

Tredici regioni italiane hanno registrato nel 2016 un incremento complessivo dei pernottamenti: il Piemonte (+40%), Lombardia (+1%), la Liguria (+3,8%), il Veneto (+2,5%), il Friuli Venezia Giulia (+22,6%), l’Emilia Romagna (+7,2%), la Toscana (+8,9%), le Marche (+38,3%), l’Abruzzo (+50,6%), la Campania (+0,5%), la Puglia (+39%), la Basilicata (+46,7%), la Sardegna (+46%).

Le altre sette hanno invece dovuto mettere in conto una consistente riduzione dei pernottamenti: Valle d’Aosta (-10,2%), Trentino Alto Adige (-43,5%), l’Umbria (-18,4%), il Lazio (-13,1%), il Molise (-15,9%), la Calabria (-21,4%), la Sicilia (-33,2%).

Colpiscono negativamente, per i valori assoluti e le flessioni percentuali, i casi delle province di Verona (-24,5%), Roma (-12,7% pur con il Giubileo della Misericordia in corso), Catania (-54,6%), Siracusa (-49,2%) e Messina (-50,4%). Fra i risultati più favorevoli, ci sono quelli delle province di Torino (+53,6%), Venezia (+20,2%), Ravenna (+39,3%), Firenze (+26,1%), Bari (+38,6%), Lecce (+51,6%) e Sassari (+136,6%).

Dai rilevamenti sul turismo internazionale della Banca d’Italia emerge dunque un andamento contradditorio, con crescite che negli ultimi cinque anni vanno e vengono, in un quadro evidentemente instabile non riconducibile alla messa in campo di razionali politiche di promozione e sviluppo. Ora l’elaborazione di queste politiche è affidata ai piani annuali di intervento previsti dal Piano Strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022: vedremo cosa saremo capaci di fare.

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