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Tornati a casa da diverse vie: la reunion degli accademici bolognesi. Tra i tanti Sgarbi, Eco e Prodi

26 Giu 2015 | Nessun Commento | 982 Visite
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bo2L’idea è venuta al Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, Ivano Dionigi, nel corso di un viaggio negli Stati Uniti: un’idea originale, accattivante e simpatica. Così è nato il primo raduno mondiale dei laureati dell’Università di Bologna richiamati con un motto preso in prestito da Catullo: “Partiti insieme per un lungo viaggio, torniamo a casa per diverse vie”.

Per tre giorni, dal 19 al 21 giugno, Bologna è diventata capitale della cultura in tutti i sensi, aprendo le porte a quanti hanno studiato e si sono laureati nella sua Università fondata nel 1088, la più antica dell’Occidente. In un momento “di riflessione sul passato e sul futuro” si sono tenuti 60 fra incontri, dibattiti e talk con 200 ospiti e relatori, più mostre e spettacoli nelle piazze suggestive della città. E’ stata una gigantesca “amarcord” calata nell’autorevolezza del luogo e dei personaggi intervenuti.

Nel corso dell’inaugurazione, frettolosamente spostata da Piazza Maggiore all’Aula Magnabo1 di via Castiglione per sfuggire a un infausto temporale pomeridiano, Massimo Cacciari ha sottolineato la grande valenza dell’università come luogo plurale di sapere e il significato fondante di centro universale di culture e nazioni, in cui realizzare la “libertas philosophandi” di Spinoza. Questo centro si identifica alla perfezione con Bologna, “luogo di identità assoluta dalla dimensione internazionale e non sommatoria di individualismi”. Significativa e polemica è stata la replica del rettore: “Produciamo talenti ma poi il Paese non li utilizza, costringendoli all’umiliazione della migrazione all’estero”. E’ stato poi conferito a Umberto Eco il prestigioso “Sigillum Magnum”, massimo riconoscimento che l’Università attribuisce a eminenti personalità della cultura. Il prof. Eco, che vanta ben 42 lauree ad honorem oltre ad una vasta attività didattica, giornalistica ed editoriale, ha dovuto far ricorso ad una robusta dose di ironia per superare l’emozione del momento.

bo4Non solo Piazza Maggiore è stata coinvolta dall’evento: a Piazza San Domenico c’erano gli stand delle Facoltà di Lettere, Lingue e Psicologia; a Piazza Minghetti Agraria, Veterinaria, Ingegneria e Architettura; a Piazza Galvani Medicina, Farmacia e Biotecnologie; a Piazza Santo Stefano Economia e Giurisprudenza e tanta musica suonata da gruppi di ex alunni e professori. Si sono svolti incontri, dibattiti e mostre dedicate nei palazzi Pepoli, di Re Enzo e dell’Archiginnasio, prima sede stabile dell’Università. Tra i personaggi di spicco intervenuti citiamo Antonino Zichichi, Don Luigi Ciotti, Claudio Marra, Vittorio Sgarbi, Carlo Lucarelli, Bianca Berlinguer, Pierferdinando Casini, Milena Gabanelli, tutti personaggi che in qualche modo hanno avuto rapporti con l’Ateneo bolognese.

Ma il clou della manifestazione è stato sabato sera in Piazza Maggiore. Sul palco si sono bo5alternati tre conduttori: Valerio Massimo Manfredi, Chiara Gamberale e Rula Jebreal. E vi sono saliti, oltre al sindaco Virginio Merola, personaggi della cultura come Paolo Grossi e Francesco Guccini: tutti si sono sempre mantenuti sul filo sotteso di un’(auto)ironia venata di emozione. Anche Romano Prodi, di ritorno da San Pietroburgo, ha scherzato amabilmente (“76 anni, rottamato, come posso essere popolare!?”), ma ha anche dichiarato seriamente: “Stasera si è fatta retorica, ma questa Università ha ancora molto da dire”. Dopo l’illuminante e divertente intervento di Alessandro Bergonzoni, impareggiabile affabulatore, il maestro Ezio Bosso ha diretto il Collegium Musicum Almae Matris nella Quarta Sinfonia dell’Alma Mater da lui composta per l’occasione: un’opera vigorosa in crescendo, ricca di energia e fiducia, punto di partenza più che di arrivo.

bo3Infine è arrivata la canzone d’autore con Fabio Curto, vincitore del talent “The Voice”: ragazzo calabrese laureato in Scienze Politiche e musicista (per passione) di strada (per necessità). Ha concluso Samuele Bersani, altro bolognese di adozione. Come tanti.

“L’ultimo esame si da per strada” (Fabio Curto)

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