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Tornare in Sri Lanka. L’angolo di Paradiso oltre l’orrore

20 Mag 2019 | Nessun Commento | 495 Visite
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Sono stato per la prima volta nello Sri Lanka in anni di pace, dove la parola dell’Illuminato era condivisa da tutti i suoi abitanti e il buon governo di Sirimavo Ratwatte Dias Bandaranaike, leader del Partito della Libertà, prima donna al mondo a ricoprire il ruolo di primo ministro, avviava il paese sul cammino della democrazia e dello sviluppo. Un lungo viaggio fatto nell’inverno del 1982, da nord a sud, che mi ha fatto scoprire tutte le incredibili seduzioni della “Lacrima dell’India”, regalandomi ricordi indimenticabili della simpatia e dell’ospitalità dei suoi abitanti. L’anno dopo lo scenario era cambiato e il paese precipitava nell’agonia di una lunga guerra civile durata fino al 2009.

Ci sono tornato con il fotografo Massimo Bisceglie il 26 aprile scorso, pochi giorno dopo la Pasqua di sangue che ha seminato il terrore nel paese. Grazie al pronto intervento delle autorità di Colombo, lo Sri Lanka ha reagito isolando gli estremisti islamici autori degli attentati e sta tornado alla normalità. Pronto ad accogliere nuovamente i turisti. Ecco alcune meraviglie di questo straordinario paese. Giardino dell’Eden dove la natura e sovrana e il sorriso delle sue genti riscalda il cuore del viaggiatore.

La risplendente isola regale. Per i greci era “L’isola del giacinto e del rubino”. Per i persiani “La terra della felicità e di fantastici tesori”. Per gli indiani “La splendente”.  Per i cinesi “L’isola ingioiellata”. Per Marco Polo “L’isola più bella del mondo”. Per i portoghesi “Zelan, l’isola leone”, da cui è derivato il nome di Ceylon. Nome messo in soffitta all’indomani dell’indipendenza, nel 1948, conquistata dopo un secolo e mezzo di dominazione inglese. Da allora è Sri Lanka, “La risplendente isola regale”. Natura lussureggiante e incontaminata, antiche città ricche di resti archeologici importanti, gemme preziose, un artigianato d’arte e il segno profondo della religiosità del Buddha. Ma non solo. Il profumo delle spezie, l’aroma del tè e una gastronomia d’eccezione. Sri Lanka, terra delle mille seduzioni.

Nel cuore dell’isola. Uno spettacolare treno, tutto azzurro, mi ha portato in circa tre ore da Colombo, la capitale dell’isola, fino a Kandy, a 500 m. Furono i portoghesi a chiamarla Kandy, città sacra ai buddhisti di tutto il mondo. Nel Dalada Maligawa, il Tempio del Dente, si venera appunto un dente di Buddha posto all’interno di una camera-reliquiario che, nel 1988, è stata tutta ricoperta d’oro. Ogni giorno si celebrano spettacolari cerimonie e il tempio è avvolto dai profumi intensi dei gelsomini, dei frangipani, dell’incenso e dell’olio di cocco bruciato offerti all’Illuminato. Ma è soprattutto durante l’Esala Perahera che la città e il tempio sono assediati dai fedeli. La grande festa si svolge durante il plenilunio di fine luglio-inizio di agosto e dura circa sette giorni. Una copia della sacra reliquia è portata in processione per le strade della città con una lunga teoria di elefanti parati a festa, cortei di danzatori, giocolieri e suonatori che indossano sfarzosi costumi.

Liberatomi da quella soffocante e delirante moltitudine, ho recuperato l’intensità della meditazione, proposta da Gautama Siddharta, nel bellissimo orto botanico di Kandy, dove mi sono quasi perso fra gli infiniti viali costellati da piante e fiori rari, dagli intensi profumi.

Ugualmente penetranti sono gli odori del vicino mercato, dove sono esposte sui piccoli banchetti di legno le infinite spezie prodotte nella campagna attorno.

Cucina creativa e gustosa. Cannella, noce moscata, pepe, curry, cardamomo, anice stellato, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, chili e zafferano sono gli ingredienti principali dei gustosissimi piatti della cucina cingalese. Questi quelli principali. Rice and curry, riso bollito condito con i diversi tipi di curry. Si tratta di pezzettini di carne, pesce o legumi, cotti in latte di noce di cocco, insaporiti con spezie e condimenti e infine fritti in olio di cocco. Il sour fish curry, che si mangia soprattutto nel sud, è un pesce cotto lentamente in una salsa molto piccante su un fuoco di braci. Patties, rotties e cuttlets sono crocchette fritte o piccole crêpes farcite di carne, pesce o verdure. Fra le insalate: quella di mango e peperoncino condita con l’aceto (chutney) e il sambol, verdure con noce di cocco grattata, pesce secco e spezie.

Mille gusti hanno anche i frutti locali: ananas, noci di cocco, durian, rambuttan, jak-fruits, banane, guave, mangostine, frutti della passione, pompelmi giganti e sapodillas. I dessert sono a base di farina di riso e di zucchero di palma, profumati alla cannella, alla noce moscata e al cardamomo. Squisiti sono anche i dolci di noce di cocco; i curd and treacle, latte cagliato di bufala e miele di palma; il jaggery, caramello fatto con lo zucchero della palma kitul; kiribat, dolce di riso, latte e cocco, e il wattolappam, crema al caramello passata al forno con anacardi e cannella. Fra le bevande più tipiche ci sono: l’acqua di cocco, che si spilla dal King Coconut; il toddy, succo estratto dalla palma; l’arrack, liquore nazionale, più antico del whisky, è un distillato del toddy.

Il rito del tè. Sono salito lungo i tornati che portano a Nuwara Eliya, località montana nel centro dell’isola, per gustare il tè più fragrante. Fra felci arboree e alberi secolari tempestati da orchidee, si arriva in questa Scozia tropicale, molto english, a 1868 metri di quota. Villeggiatura alla moda sotto Sua Maestà Britannica, conserva dimore e palazzi in stile elisabettiano, georgiano e vittoriano. Tutto un fiorire di facciate con legni a vista incrociati, verande, bovindo, vetri colorati e tendine di pizzo alle finestre. Ed anche: il campo da golf a 18 buche, l’ippodromo, il lago dove fare canottaggio, il giardino botanico di Hakgala. Uno dei più prestigiosi club inglesi, l’Hill Club, è stato trasformato in esclusivo hotel. Boiserie in quercia, poltrone di pelle e cinz a fiori, grandi caminetti, teste impagliate di cinghiali e leopardi alle pareti, scaffali colmi di libri rilegati in marocchino. Il posto giusto per il rito del tè delle five a clock con un’immancabile fetta di jelly-pie e di sacher-torte.

Il tè, di cui lo Sri Lanka è il terzo produttore al mondo, rappresenta da solo il 65% delle esportazioni di tutto il paese che è il secondo esportatore mondiale dopo l’India. Furono gli inglesi a piantarne le prime coltivazioni nel 1867 che oggi si estendono su 240.000 ha di colline. Esistono tre qualità importanti, a seconda dell’altitudine: il tè di bassa coltura, low-grown, che arriva fino ai 600 metri e dà foglie che sono mescolate a quelli di altre qualità; il tè di media altitudine, medium-grown, da 600 a 1300 metri, apprezzato per il bel colore e il gusto morbido; il tè d’altura, high-grown, è più aromatico, cresce più lentamente a quote superiori ai 1300 metri di altezza ed è il migliore di tutta l’isola.

Sono le donne tamil a raccogliere solo le due ultime foglie e la gemma dell’arbusto. Per poche rupie il giorno, devono riempiere gerle, simili a quelle della vendemmia, per un totale di 25 chili. Portate nelle tea-factory le foglie passano attraverso sei stadi di lavorazione: appassimento, rullatura, fermentazione, seccamento vagliatura e impacchettamento. Ma sulla qualità del blend incidono, oltre all’altitudine, altri fattori: la temperatura e l’umidità al momento dell’appassimento, della fermentazione e del seccamento.

A sud onde e spiagge di sogno. Scendendo verso sud mi ha accolto il ruggito del leopardo. Felino, regale e invisibile o quasi. Mentre gruppi di elefanti, bufali d’acqua, scimmie e gazzelle sono sfilati senza timori dinanzi all’obbiettivo di Massimo Bisceglie e ai miei occhi incantati per questo superbo spettacolo.

Mentre a Galle ho riscoperto pagine di storia mai dimenticate. Qui portoghesi e olandesi hanno lasciato tracce indelebili nei palazzi e nelle dimore patrizie che affollano le stradine del centro storico, protetto dall’Unesco e guardato a vista da possenti mura in pietra.

Scendendo verso sud nel Parco Nazionale di Yala mi ha accolto il ruggito del leopardo. 

Info: Jude Marsalin, Management Assistant, Sri Lanka Tourism Promotion Bureau, 80 Galle Road, Colombo 03, Sri Lanka, tel. +94 112 426 800, judem@srilanka.travel, www.srilanka.travel )

Foto di Massimo Bisceglie (riproduzione riservata)

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