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Tifone, il robot in grado di cercare tesori nei fondali marini

10 Feb 2013 | Nessun Commento | 2.567 Visite
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tifoneQuasi una sorta di Indiana Jones meccanico, batterà i fondali marini, a caccia di antichi tesori nascosti negli abissi o rimasti intrappolati dentro i relitti di navi affondate secoli fa: è Tifone, speciale ‘missile robot‘ progettato e costruito dagli specialisti dell’Università di Firenze per il programma ‘Thesaurus‘, dedicato allo sviluppo di tecnologie di ricerca per l’indagine archeologica subacquea.
Proprio oggi l’apparecchio ha avuto il suo ‘battesimo acquatico’, nel bacino di Roffia, a San Miniato, in provincia di Pisa, dove è in corso una serie di prove per verificarne il corretto funzionamento. Il robot, lungo circa 3,7 metri e con un peso di 170 chilogrammi, può spingersi fino a 300 metri di profondità sotto il livello del mare, viaggiando ad una velocità massima di 5 nodi con una autonomia di 8 ore: caratteristiche assai utili al perseguimento della sua missione, che sarà quella di rilevare, documentare, censire e monitorare siti sottomarini, relitti o altri tipi di reperti.
Tifone dovrà ora passare tutti i test che dureranno una settimana e serviranno a verificare la capacità dei sistemi di bordo di regolare in modo adeguato velocità, inclinazione, rotta e profondità, oltre che il funzionamento dei sistemi di comunicazione radio in superficie e acustico in immersione nonchè i sensori per l’acquisizione di immagini ottiche ad acustiche. Una volta pronto, Tifone partirà per le missioni vere, non in solitaria ma ‘ in sciamè, affiancato cioè da due esemplari gemelli, ora in costruzione, con i quali dialogherà attraverso modem a ultrasuoni. I tre veicoli verranno utilizzati per la prima volta insieme come fossero un branco di pesci, in primavera: Il test di ‘lavoro collettiv0’ sarà effettuato sul relitto dello ‘Scoglietto’ all’Isola d’Elba, ad una profondità di ottanta metri. Altra utile caratteristica di Tifone, infine, è il basso costo di produzione, che, secondo i suoi creatori dei dipartimenti di ingegneria industriale e ingegneria dell’ informazione dell’ateneo fiorentino, dovrebbe favorirne una più agevole commercializzazione.
«Tifone fornirà uno straordinario supporto alla ricerca, monitoraggio e tutela del patrimonio archeologico – spiega Benedetto Allotta, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze – il robot è in grado di visualizzare con un sonar e con due telecamere la superficie del fondale, di scansionarla in 3D e di renderla fruibile analogamente alle registrazioni di Google Maps e Street View. I modelli tridimensionali dei siti e dei reperti potranno essere utilizzati per una simulazione o una visita virtuale. Inoltre il veicolo è dotato di un ecografo in grado penetrare nei sedimenti e verificare la presenza di un reperto o artefatto archeologico».

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