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Thomas Enqvist batte John McEnroe e si aggiudica il trofeo della Grande Sfida Bari

22 Nov 2016 | Nessun Commento | 970 Visite
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gs1Il padrone della Grande Sfida Bari è un bel ragazzone svedese che fino a qualche giorno fa non pensava nemmeno di esserci. Ma poi l’infortunio di Guy Forget ha aperto a Thomas Enqvist la strada verso Bari. Dei quattro protagonisti, era lui il più giovane. E la sua freschezza fisica, unita a una forma invidiabile, gli ha permesso di portare a casa il titolo battendo John McEnroe in una finale molto interessante, soprattutto nel secondo set.

Nonostante i 15 anni di differenza, il vecchio “Mac” si è ingegnato per trovare la chiave giusta. E nel secondo set, per lunghi tratti, c’è anche riuscito. Il 6-2 7-6 finale si spiega così, con Enqvist che ha fatto valere la sua potenza per almeno mezz’ora. Il suo servizio-bomba, veloce come negli anni d’oro, è stato aiutato dalla superficie veloce e da due break, al terzo e al settimo game. McEnroe si è focalizzato sui turni di servizio e ha giocato alcuni punti da urlo, aggrappandosi a slice radenti e alle volèe che tutti conosciamo. Nonostante un problema al piede destro (con tanto di intervento del fisioterapista sul 3-3), Mac ha trovato l’inatteso break all’ottavo game ed è andato a servire sul 5-3, in preda ad una vera e propria trance agonistica. Sul 5-3 e 30-30, tuttavia, ha tentato un’improbabile volèe smorzata che gli è rimasta sul nastro. Sul setpoint, Enqvist gli ha stampato una terrificante risposta di rovescio, come a voler sottolineare le gerarchie. Il set si prolungava al tie-break, dove McEnroe azzeccava il punto più bello della partita, forse dell’intero weekend. Scavalcato da un pallonetto dello svedese, “Super Brat” correva all’indietro e si inventava un clamoroso rovescio spalle alla rete, stretto, che mandava in visibilio il pubblico. Ma la verità è che, oggi, Thomas Enqvist è più forte di John McEnroe. Gli è bastato alzare il volume del suo tennis per chiudere e aggiudicarsi il trofeo, a 24 anni dal suo primo titolo ATP, conquistato proprio in Italia, a Bolzano, nell’ottobre 1992. I 400 punti destinati al vincitore, tra l’altro, potrebbero addirittura dargli la qualificazione al Masters di Londra.

La Grande Sfida Bari è terminata con la classica premiazione alla presenza delle istituzionigs2 (sia politiche che tennistiche) e gli ambasciatori del tennis italiano, Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli. Sorrisi, abbracci, strette di mano e tanta disponibilità per i fans accorsi al Palaflorio per un evento che di “vintage” ha soltanto il nome. Perché lo spettacolo e – soprattutto – l’umanità che queste leggende sanno trasmettere sono lontane anni luce da quelle del tennis moderno.

 

LECONTE-MUSTER, CHE SHOW!

Il terzo posto è andato a Henri Leconte, bravo a superare Thomas Muster nella “finalina”. Per il francese, amatissimo dal pubblico per le sue gag, è stata una bella soddisfazione: dopo tre sconfitte di fila (comprese le due dell’anno scorso) è finalmente arrivato il primo successo alla Grande Sfida. E’ stato un incontro molto divertente, con protagonisti i due “istrioni” dell’evento. Sin dall’inizio, i due si sono scambiati scherzi e scenette simpatiche. Non si contano, davvero, le situazioni che hanno strappato un sorriso agli appassionati, accorsi in numero ancora maggiore rispetto alla prima serata. La partita è stata un susseguirsi di sorrisi e divertimento per tutto il primo set, poi i due si sono presi una “pausa” nel secondo prima di dare tutto nel super tie-break finale, che ha sigillato il punteggio di 7-5 3-6 11-9 per il francese, capace di conquistare gli ultimi quattro punti, con tanto di due matchpoint annullati. In particolare, ha azzeccato un incredibile passante di rovescio sul 9-8, salvo poi  chiudere con una fiondata di dritto lungolinea. Il punto più bello si è visto sul 7-5 2-1: Muster è stato scavalcato da un pallonetto, ma è arrivato bene sulla palla e ha tirato uno smash a rimbalzo a tutta velocità; Leconte si è difeso a rete con gs3riflessi degni di un ventenne, fino a che entrambi si sono trovati a rete. A quel punto, Muster ha fatto deliberatamente invasione di campo, correndo ad abbracciare l’ex rivale. Leconte, in un impeto di generosità, gli ha lasciato un punto che gli sarebbe spettato. I due si sono rivelati due “animali” da esibizione: se Leconte aveva mostrato una certa predisposizione sin da professionista, Muster è stato una piacevole sorpresa.

Si chiude qui, con un bilancio positivo, il primo esperimento de “La Grande Sfida” in un palazzetto del Sud Italia. Il pubblico ha accolto con passione l’arrivo delle quattro leggende, senza nascondere la sua preferenza per John McEnroe ma mostrando una grande affetto per tutti i partecipanti, sommersi di richieste di foto e autografi sin da quando hanno messo piede in Puglia. In fondo, “passione” è la parola chiave di un evento che ha contribuito a rilanciare la vivacità organizzativa in Italia. E forse non è un caso che la Grande Sfida Bari si sia svolta in concomitanza con l’ufficializzazione delle Next Gen ATP Finals, che dall’anno prossimo si giocheranno a Milano.

 

LA GRANDE SFIDA 5 – BARI

Semifinali

Thomas Enqvist (SWE) b. Thomas Muster (AUT) 7-5 6-3

John McEnroe (USA) b. Henri Leconte (FRA) 7-5 6-1

 

Finale per il 3° posto

Henri Leconte (FRA) b. Thomas Muster (AUT) 7-5 3-6 11-9

 

Finale per il 1° posto

Thomas Enqvist (SWE) b. John McEnroe (USA) 6-2 7-6(4)

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