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The Joyful Chorus for Mariagrazia Baldassarre, il 14 dicembre un concerto con Gegè Telesforo

3 Dic 2012 | 8 Commenti | 6.562 Visite
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gegè telesforo
Il 14 dicembre all’interno di “Villa Fano del Poggio” di Cassano delle Murge ci sarà il Concerto gospel “The joyful Chorus for Mariagrazia Baldassarre” in occasione del decimo anniversario della scomparsa di Mariagrazia. Organizzato dalle Associazioni “NovaVita Onlus” e “Al Bosco Sonoro”, l’evento promette musicalità suggestive e ricercate. Guest star della serata sarà Gegè Telesforo il quale si cimenterà in avvincenti Jam Sessions e nella presentazione di alcuni brani tratti dal suo ultimo lavoro “NU JOY”.

LSDmagazine lo ha incontrato per una intervista esclusiva.

Vorrei entrare subito nel vivo dell’argomento e chiederti di raccontarci  le emozioni e le sensazioni di questo tuo ultimo lavoro “NU JOY” in uscita qualche giorno fa in co-produzione con Bob Tell e Bob Lambert su etichetta GrooveMasterEdition. Vorrei chiederti quanto questo album ti rappresenti e cosa significhi per un artista del tuo calibro aprire una “nuova permanente jam session” per portare in giro il nuovo lavoro.

“NU JOY” racconta la mia musica oggi, con tutte le sue sfumature, con il background e l’esperienza di più di 30 anni di musica da professionista. Ho scritto nuove canzoni per un organico ristretto, utilizzando come impianto di base un classico jazz trio con pianoforte e WurliTzer, contrabbasso e batteria. Ma invece di lavorare su ritmiche tipicamente swing, ho liberato ancora una volta la mia passione per il groove e l’r&b, utilizzando “la vocalità” in maniera diversa e ad hoc per ogni brano. Considerando la fase creativa della composizione dei brani, la scrittura dei testi, le prove degli arrangiamenti con la nuova band, registrazioni, mix e mastering, Nu JOY mi ha preso due anni di lavoro, oggi ripagati da un contratto internazionale con Columbia Records/SONY Music e la vetta delle classifiche degli ALBUM Jazz più venduti e graditi.”

La tua vita ha attraversato trasversalmente e con grande ironia 30 anni di storia della radio, della TV, di palcoscenici di enormi prestigio e di riconoscimenti internazionali incredibili; in tutto questo il jazz con le sue sonorità e i suoi acuti profumi è stato per te e per il tuo mondo musicale un punto fisso e musa ispiratrice. Qual è il tuo rapporto con questo incredibile “universo”?

“ Sono cresciuto ascoltando la musica di Papà Roberto, architetto e  grande appassionato di jazz. Ho appreso il linguaggio del jazz ascoltando per ore e ore i suoi vinili, suonando la batteria, il pianoforte e cantando tutto quello che potevo. Vi sembrerà strano ma a 51 anni suonati continuo a fare le stesse cose. Ascolto molta musica, studio il più possibile, cerco di tenermi sempre aggiornato,  però ripassando continuamente le lezioni dei grandi Maestri. Vivo di Musica, e non ho mai pensato di fare altro.”

gegè telesforo
Il soul della tua musica sembra nascere da idoli  e suoni americani., di quella America che negli ultimi 50  anni ha visto jazz, soul e funky cambiare pelle continuamente, spesso in chiave r&b, disco, elettronica. Secondo te quali sono i gruppi che maggiormente esprimono questi cambiamenti?, mantenendo intatte le radici? Cosa ascolti in questo periodo di nuovo? Hai dei Gruppi di riferimento?

“Dovrei farvi un elenco di decine di artisti e albums di riferimento! Posso dirvi che provo lo stesso piacere ascoltando Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald, Parker e Davis, Coltrane e Joe Zawinul. Ma anche James Brown e Prince, Curtis Mayfield e Sly and The Family Stone, D’Angelo e Erikah Badu! 

 Cosa hai sempre portato della  Puglia, nelle tue sonorità in giro per il mondo?

“La Puglia è la mia regione, la mia terra. Ci torno sempre con grande piacere e ogni volta scopro nuovi percorsi, itinerari culturali e gastronomici unici al mondo. Non saprei dire quanto la mia Puglia abbia influito sulla mia musica di stampo tipicamente afro-americano. Ma sono felice del recupero delle tradizioni ritmiche e musicali come la Taranta salentina, e che molti giovani si siano avvicinati alla musica e all’arte di Matteo Salvatore che ancora oggi rappresenta la migliore espressione musicale della “Pugliesità” rurale. Matteo cantava filastrocche allegrissime e canzoni struggenti sulla povertà, raccontava di aride zolle prive di grano, di vita nei campi con sangue e sudore. Praticamente un soul singer nostrano di rara intensità.”

 Il 14 dicembre in occasione di “The Joyful Chorus for Mariagrazia Baldassarre” avrai il piacere di esibirti nella tua Puglia, con il pianista Domenico Sanna e il solista Arnaldo “L.A.” Santoro: una esibizione Gospel per far vibrare una prevista già calda “Cool” Session, condita da un coro d’eccezione  e dal  nuovo pezzo “Available for Wedding”. Nel tuo nuovo lavoro, oltre le atmosfere r&b e le emozioni solistiche su base jazz-funk, spicca proprio questo brano Gospel. Ti vorrei chiedere cosa rappresenta per te questa nicchia di genere musicale e quale valore spirituale attribuisci al Gospel nella sua accezione più stretta.

“Oggi il gospel è un Arte diffusa in tutto il mondo, che mette in evidenza la bellezza della vocalità corale sostenuta sempre da ritmiche impetuosamente energizzanti. L’aspetto religioso diventa importante solo per chi crede, ma le sonorità e le atmosfere create da questa musica vanno molto oltre i confini religiosi e di appartenenza culturale perché toccano sempre delle corde emotive legate al cuore, all’amore. E’ musica di Pace, di sorrisi e dolci lacrime. E’ Gospel!”

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