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“Terzo Premio Andrea Fortunato”, il 7 febbraio al Campidoglio di Roma

22 Gen 2011 | Nessun Commento | 2.721 Visite
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Andrea FortunatoE’ stata presentata ufficialmente dall’associazione “ Fioravante Polito”, in collaborazione con Roma capitale, la terza edizione del premio “Andrea Fortunato lo sport è vita”, che si svolgerà il 7 di Febbraio 2011, presso la sede della protomoteca del Campidoglio a Roma. All’incontro, erano presenti il calciatore della Lazio Stendardo, Gigi Di Biagio ex calciatore, Carlo Paris, giornalista Rai, Davide Polito,  presidente della Biblioteca e museo del calcio Andrea Fortunato e Ivan Sica, autore del libro: “Andrea Fortunato una stella cometa”. Il premio Andrea Fortunato è patrocinato dall’Unesco. Questa giovane associazione, nata infatti nel 2006, ha  uno scopo ben preciso : quello di promuovere e diffondere la cultura degli esami ematologici prima di affrontare, a qualsiasi età , ma soprattutto nei bambini, qualsiasi attività sportiva. É ancora lontana, infatti, in Italia, la cultura alla preparazione sportiva, anche se negli ultimi anni, la prevenzione è notevolmente aumentata. Per preparazione allo sport, si intende, partire dalla base , dalle visite mediche, che devono appunto essere effettuate, sia se si comincia in giovane età, in società professionistiche, sia se ci si vuole iscrivere ad esempio in una semplice palestra. E lo scopo di questa associazione è proprio questo, anzi, invita ancora di più, anche a fare degli esami del sangue e delle urine. Il Presidente Davide Polito, lavora quotidianamente, alla  realizzazione di una legge che possa introdurre in Italia , esami obbligatori dai 6 ai 18 anni, per ragazzi prossimi a cominciare a fare sport. Il premio come scritto, è dedicato ad Andrea Fortunato, sfortunato giocatore della Juventus, stroncato dalla leucemia il 25 aprile 1995. La leucemia è un tumore delle cellule del sangue. I globuli rossi ed i globuli bianchi, che sono cellule del sangue, insieme alle piastrine, che sono elementi corpuscolati del sangue, prendono origine dalle cellule staminali o blasti, che si trovano nel midollo osseo. Chi è affetto da leucemia, ha una proliferazione incontrollata di queste cellule,che interferisce con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue. La leucemia può essere acuta o cronica. Nel caso di leucemia acuta il numero di cellule tumorali aumenta più velocemente; nella leucemia cronica, invece, le cellule maligne si riproducono più lentamente. Purtroppo questa malattia  è più frequente in età infantile; le leucemie acute, infatti, rappresentano un’alta percentuale di tutti i tumori infantili. La leucemia cronica, invece, è più frequente nelle persone adulte.

Andrea FortunatoGran parte dei vari tipi di leucemie viene causato da anomalie del DNA (acido desossiribonucleico), sia a livello dei cromosomi, sia a livello di singoli geni. Nel caso di leucemia mieloide cronica, è presente il cromosoma “ Philadelfia”,cosi’ chiamato in onore della città dove è stato scoperto. Il cromosoma è il risultato di una traslocazione reciproca di due cromosomi : 9 e 22. Questa operazione genera due cromosomi ibridi , di cui, quello minore è il cromosoma “ Philadelfia” , che in alcuni casi , durante la divisione cellulare, può perdersi. Alcuni fattori di rischio possono essere : radiazioni ionizzanti,fumo di sigarette, oppure anche farmaci utilizzati per la cura dei tumori. I sintomi , invece, sono : astenia, anemia, anche anoressia. C’è da dire che in presenza di leucemia cronica , i sintomi, nella fase iniziale della malattia, possono essere inesistenti, mentre in quella acuta, i sintomi sono molto precoci. La prevenzione è praticamente nulla , in quanto , la malattia , può manifestarsi all’improvviso, in qualsiasi individuo; la raccomandazione che fanno i medici è solo quella di evitare l’esposizione a radiazioni oppure a sostanze chimiche. La cura della leucemia si basa sulla somministrazione di farmaci ( chemioterapia), o radiazioni ( radioterapia) . Ma a tutt’oggi non ci sono medicine che distruggono totalmente le cellule malate. Quindi l’unica possibilità di eliminarle del tutto è il trapianto di midollo osseo. In questo caso, i medici, distruggono tutte le cellule del midollo rosso, non solo quelle maligne, ma anche quelle sane . Il malato, a questo punto, è completamente guarito, ma non potrebbe sopravvivere, in quanto non più in grado, il suo organismo di riprodurre cellule; ed è in questo momento che il suo midollo rosso è sostituito con quello di un donatore sano, il cui sangue sia compatibile. Con un semplice trasfusione, le cellule midollari troveranno da sole la strada per insediarsi nelle ossa e ricostruire il midollo.

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