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TEDx Bari: ‘il disordine’ visto dagli 11 relatori sul palco del Teatro Petruzzelli

20 Nov 2017 | Nessun Commento | 531 Visite
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20171119_175429Un teatro gremito, 11 relatori appartenenti a campi diversi, un unico tema quello del ‘Disordine’, tutto questo nel TEDx Bari.
Nella giornata di ieri, 19 novembre, dalle 17,30 sino alle 21,30 gli 11 speaker invitati a Bari da Nicola Curzio, direttore artistico di TEDx Bari e da tutto lo staff, si sono uniti per cercare di comprendere il disordine e per finalizzarlo alla costruzione di processi creativi.

Introdotti dalla giornalista Barbara Cirillo, si sono alternati sul palco del Teatro Petruzzelli di Bari: Luca del Monte, Fabiana Zollo, Mahzarin R. Banji, Alexandre Bavard, Eric Rodenbeck, Isabella Potì, Raffaele Alberto Ventura, Andy Lomas, Andrea de Benedetti, Raffaele Alberto Ventura e i Niagara.

Il TEDx si è aperto con una performance di Alexander Bavavard visual artist francese che crea un connubio tra arte urbana e forme tradizionali di danza e cultura. Uno degli artisti più attivi nella scena parigina, utilizza le Tag e graffiti come firma personale, riuscendo ad inserirli e a collegarli al mondo della danza.
Si è, poi, proseguito con Luca Del Monte, capo della sezione di Space Economy dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che ci ha portato a 17 miliardi di chilometri dal Teatro Petruzzelli: nello spazio. “Per affrontare la crescita -ci ha detto- dobbiamo affrontare il caos. Il cosmo è disordine e caos, in orbita ci sono detriti, satelliti, sonde e tutto questo crea un continuo disordine”.
E’ toccato, poi, a Fabiana Zollo, ricercatrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha indagato il ruolo delle fake news: “In un mondo iperconnesso -ha spiegato- le convinzioni personali sono facilmente e fortemente influenzate. In questo ‘disordine’ di informazioni, dovremmo scendere dal piedistallo delle convinzioni e analizzare meglio l’informazione”.
A parlare è stata, poi, Mazarin R. Banaji, docente di scienze cognitive di Harvard che ha coinvolto il pubblico, mettendolo alla prova, alla ricerca di quell’errore, nelle immagini, nelle parole, nei concetti. “Siamo condizionati da pregiudizi -ha detto- il nostro cervello prende decisioni basandosi su piccoli aspetti come le caratteristiche del viso di un individuo che condizionano il giudizio sulla sua personalità. Il disordine è nella nostra mente e quando la mente fa errori è la nostra occasione per migliorarci”.
Si continua a parlare di ‘disordine’ con grafici e disegni dalle forme astratte e colorate di Eric Rodenbeck che ha mostrato come l’intelligenza artificiale (come robot usati in Borsa) aiutino e condizionino la vita. Anche questi robot come gli uomini amano mettere ordine e disordine ma lo fanno in modo diverso.
La parola è passata, poi, a Barbara Covili, general manager di Mytaxi Italia che ha spiegato al pubblico presente la problematica del traffico urbano: “Il traffico è disordine: un problema che non si risolve costruendo nuove strade, per cercare di mettere ordine a questo caos possiamo aiutarci con la sharing economy e, grazie all’utilizzo delle App di car sharing, possiamo spostarci senza possedere un mezzo e allo stesso tempo assumere buone pratiche e pensare davvero ad un futuro migliore”.
Parlando di lingua e del disordine dal quale nasce, sale sul palco il linguista Andrea De Benedetti: “La possibilità di sbagliare è la nostra principale garanzia di libertà. L’errore è dimostrazione di libertà e quindi non serve accanirsi, soprattutto con i bambini e gli stranieri, perché così si blocca l’accessibilità al mondo”.
Si cambia ambito con la chef Isabella Potì. Anche in cucina si può parlare di disordine, quel disordine che è nella diversità dei gusti e dei palati e che rende il tutto più completo.
Quando,però, il disordine è segno di un qualcosa che non possiamo controllare e che diventa impossibilità, allora bisogna accettare le cose come stanno. “Viviamo oltre le nostre possibilità: siamo troppo ricchi per rinunciare alle nostre aspirazioni e troppo poveri per realizzarle” ci dice Alberto Raffaele Ventura, in arte Eschaton, autore del saggio ‘Teoria della classe disagiata’ che parla alla classe dei trentenni e quarantenni che, purtroppo, non posso sempre realizzare ciò che hanno desiderato.
Si continua con l’artista Andy Lomas che, partendo dalle cellule, ha spiegato le sue opere con gli algoritmi. Lui afferma che: “disordine è quello che accade quando da una struttura semplice si creano processi ricchi e complessi, io per lavoro cerco di mettere ordine a questo disordine”.
A concludere il TEDx Bari -la conferenza delle idee- sono stati i Niagara, duo torinese di punta nel mondo della musica elettronica italiana. Davide Tomat e Gabriele Ottino hanno unito, nella loro performance, l’elettronica alla visual art.

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