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“Tango Buenos Aires Festival”. La kermesse che riscalda l’inverno argentino si avvicina al gran finale

26 Ago 2015 | Nessun Commento | 862 Visite
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bu1Come ogni inverno, a Buenos Aires in questi giorni ad accompagnare il freddo c’è il tango. Nell’italianissimo quartiere della Boca è in pieno svolgimento una nuova edizione del “mundial” di quello che rimane il miglior rappresentante del ritmo e la sensualità della megalopoli argentina.

Il “Tango Buenos Aires Festival” si svolge alla “Usina del arte”, uno spazio ristrutturato qualche anno fa, sede dell’ex centrale della “Compania Italo-Argentina de electricidad”.

“Passeggiare per la Boca in questo periodo significa incontrare uomini eleganti e con i capelli impomatati, e donne con lunghi vestiti neri”, ha commentato il quotidiano Clarin descrivendo quanto si vede nei dintorni della “Usina”.  E in effetti quest’edizione conferma il successo degli ultimi anni. Ad assistere al Festival nel 2014 sono state circa 600 mila persone, un vero esercito di agguerriti e appassionati “tangueros” pronti a seguire i movimenti di circa due mila artisti.

Quest’anno si sono confrontati sullo scenario 700 coppie di 43 paesi. Come sempre gli italiani non mancano, ma ci sono anche vietnamiti, turchi, arabi, russi, norvegesi.

Qualche giorno fa il pubblico ha d’altra parte fatto volare la vendita dei biglietti per assistere alle finali, nelle due categorie (“pista” e “scenario”) in programma oggi e giovedì presso il palazzetto della musica del “Luna Park”.

Ad attirare l’attenzione dei media e del pubblico è stata tra gli altri Gabriela Torres, che bu3ha ballato insieme al compagno, Pablo Pereyra, nella sedia a rotelle alla quale è unita dai due anni a causa di un incidente: “Con la musica la sedia passa in secondo piano, sono la pista e il tango a dominare”, ha raccontato Gabriela, che insieme a Pablo si è presentata nella categoria “escenario” per interpretare “Oblivion”, di Astor Piazzola.

A dare l’avvio al “mundial” è stato d’altra parte un concerto nel Teatro Colon che ha reso omaggio a Mariano Mores, 97 anni, uno dei “big” della musica di Buenos Aires: lui non c’era ma – ha fatto sapere – ha seguito la serata da casa in streaming.

Tra orchestre e cantanti, compositori e parolieri, al festival si cerca tra l’altro di capire verso dove evolve la musica emblema del Rio de la Plata, sulla scia di una tradizione che lascia ampio spazio al rinnovamento e alle sperimentazioni.

Così, il “2×4” conferma che rimane una delle poche passioni, insieme al calcio, trasversali nella società argentina, con una vitalità inesauribile.

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