Sanità Lucana, livelli essenziali di assistenza come inversione di tendenza?
Sulla sanità Lucana si dice che ci sono dati che evidenziano una prima inversione di tendenza soprattutto sulla mobilità sanitaria. Sarà vero? L’Assessore regionale alla Sanita Cosimo Latronico in un lungo comunicato precisa: “I dati relativi ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) 2023 sono noti e fanno riferimento al monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi della Fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) pubblicato nel mese di settembre 2025”. E ancora: “Su questo quadro la Regione Basilicata lavora da tempo, assumendo le criticità emerse come base di analisi e di intervento. Le evidenze del monitoraggio LEA 2023 sono state valutate e hanno orientato scelte organizzative e azioni di rafforzamento dei servizi, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale e della prevenzione, in coerenza con la programmazione sanitaria e con le risorse disponibili. Il recente contributo della Fondazione GIMBE si inserisce nel dibattito nazionale sul Disegno di Legge per la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e sul tema dell’autonomia differenziata. Si tratta di un’analisi di carattere generale, basata su dati consolidati, che non introduce nuove valutazioni specifiche sul sistema sanitario lucano. È fondamentale mantenere un rapporto trasparente con i cittadini, fondato su dati ufficiali e su una corretta contestualizzazione delle informazioni senza accedere a narrazioni rassicuranti e senza tuttavia, tendere a logiche puntualmente svilenti. L’obiettivo resta il miglioramento progressivo della qualità e dell’accessibilità dei servizi sanitari, attraverso un lavoro continuo e misurabile, orientato ai bisogni reali delle persone”. Ma non tutti sono d’accordo. Ad esempio il consigliere regionale il materano Roberto Cifarelli commentando i dati del monitoraggio del ministero della Salute attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia e le analisi della Fondazione Gimbe sottolinea:
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