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Sunset Park, l’ultima fatica letteraria di Paul Auster (Einaudi editore)

26 Dic 2010 | Nessun Commento | 1.307 Visite
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Sunset Park
A meno di due anni dall’uscita di Invisibile, uno fra i libri più riusciti di Paul Auster, arriva in libreria il nuovo romanzo dello scrittore americano: Sunset Park. È la storia di Miles Heller, un ragazzo di 28 anni che fotografa in Florida gli oggetti abbandonati nelle case sgomberate in fretta e furia per fallimenti o bancarotte.

Un lavoro strano nel quale sente un misterioso legame con la sua esistenza, con il suo passato da cui è fuggito dopo la morte del fratellastro, Bobby. Queste cose abbandonate, fra caos e sporcizia, televisori, giochi da tavolo, ma anche muri presi a martellate per la rabbia o ricoperti da graffiti osceni, ha l’impressione che «gli parlino con le voci delle persone che non sono più lì, gli chiedano di essere guardate un’ultima volta prima che le portino via» ma sono anche la metafora della crisi finanziaria del 2008. «In un mondo che crolla, di rovina economica e di difficoltà assidue e crescenti, lo sgombero – racconta – è una delle poche attività fiorenti della zona. Lui è senz’altro fortunato ad aver trovato questo lavoro».

E’ fortunato anche ad avere l’amore di una ragazza cubana conosciuta in un parco pubblico mentre leggeva seduta sull’erba il suo stesso libro, nella stessa edizione tascabile: Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Peccato che Pilar Sanchez, come si chiama la ragazza, sia minorenne. I suoi genitori sono morti ma le sorelle maggiori di Pilar lo ricattano e Miles sarà costretto ad andarsene e a riparare a Brooklyn. Approda così nello squat di Sunset Park dove la sua storia si intreccia con quella di Bing, l’unico amico con cui è rimasto in contatto, che vive con Ellen ed Alice nella casa occupata.

Per Miles tornare a New York, la sua città natale, vuol dire fare i conti con un passato difficile, con la sua decisione di lasciare gli studi, di andarsene di casa, e di chiarire definitivamente i motivi della morte di Bobby, investito da un automobile dopo un forte spintone di Miles durante un litigio.

«Non ricorda quale parola o parole gli fecero perdere le staffe. Forse non importa saperlo», quello che è importante per Miles è «sapere se sentì o non sentì l’auto venire verso di loro».

La morte del fratellastro ritorna continuamente nella testa di Miles che deve fare i conti con un passato che lascia una traccia indelebile di vite scomparse come i tanti oggetti che ha fotografato. La sua malattia «da cui non vuole essere curato» è la lettura e il percorso che ha davanti è doloroso. Come in Invisibile e in un certo senso anche nella Trilogia di New York, Auster racconta la gioventù e il caso, la scrittura e New York, il cinema, le ambizioni, il rimorso, la morte ma soprattutto la spinta verso la vita. Anche se sono amare le considerazioni sul futuro ed è meglio contare solo sul momento presente.

PAUL AUSTER, SUNSET PARK (EINAUDI, PP. 222, EURO 19.50).

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