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Studiosi spagnoli visitano i luoghi della Settimana Santa molfettese e domani a Lecce convegno “Plenilunio di Primavera”

10 Mag 2019 | Nessun Commento | 522 Visite
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Il prof. Luis Alonso Ponga e la prof.ssa Maria Pilar Panero Garcia, rispettivamente docenti di Antropologia sociale e di Studi sulla tradizione all’Università di Valladolid, questa mattina hanno visitato i luoghi della Settimana Santa della città di Molfetta, accolti dai Priori delle due Arciconfraternite che ne curano i riti e le processioni, Pantaleo Silvestri e Onofrio Sgherza.

In mattinata anche un incontro con il Sindaco Tommaso Minervini che con la sua amministrazione sta sostenendo da vicino il progetto promosso negli ultimi mesi da FeArT e Pugliaautentica.

I due studiosi spagnoli sono in Puglia per prendere parte al convegno «Plenilunio di Primavera» che avrà luogo domani, sabato 11 maggio presso l’ex Monastero degli Olivetani, con docenti delle Università del Salento, di Bari e di Valladolid e rappresentanti di alcune confraternite e realtà culturali del territorio regionale.

Un’appendice pasquale, che  rappresenta un importante momento di confronto, analisi ed esplicitazione degli elementi in comune tra i riti processionali della Passione in Puglia e Spagna quale patrimonio culturale immateriale di grande valore storico, artistico e di fede tipico dei Paesi del Mediterraneo.  E si propone un obiettivo: sostenere quel reciproco percorso di conoscenza e promozione per un turismo sostenibile recentemente avviato proprio a Valladolid con una serie di iniziative costruite intorno alla mostra fotografica “Plenilunio di Primavera”, successivamente presentata a Bitonto e Molfetta e nei prossimi mesi in programma nello stesso capoluogo salentino e a Vico del Gargano.

Coordinato da Paola Pinto, presidente della società cooperativa FeArT, il convegno prevede in apertura i saluti istituzionali dell’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, e del coordinatore del Piano Strategico per la Cultura della Regione Puglia, Paolo Ponzio, cui seguiranno gli interventi di carattere scientifico di diversi autorevoli relatori. Relazioneranno Monsignor Pietro Amato, già curatore dei Musei Lateranensi e storico dell’arte, Luis Alonso Ponga e Maria Pilar Panero Garcia, rispettivamente docenti di Antropologia sociale e di Studi sulla tradizione all’Università di Valladolid, i quali porteranno l’esperienza spagnola, concretizzatasi nel riconoscimento dei riti della Settimana Santa quale Patrimonio Culturale Immateriale, mentre Anna Trono – docente di Geografia economico politica all’Università del Salento – e Gaetano Armenio – presidente dell’associazione Puglia Autentica e curatore scientifico della mostra fotografica “Plenilunio di Primavera” – parleranno degli itinerari culturali e della promozione turistica del patrimonio pugliese per un turismo sostenibile.

La seconda parte del convegno è dedicata, invece, all’analisi di alcune esperienze che potrebbero costituire un modus operandi per la valorizzazione dei riti della Settimana Santa in Puglia: dalle mostre di Facies Passionis promosse dall’Arciconfraternita del Carmine di Taranto, presentate dal priore Antonello Papalia, agli scritti sulla Settimana santa molfettese curati da Francesco Stanzione, già priore dell’Arciconfraternita della morte di Molfetta. Verranno, inoltre, illustrati il progetto biennale “Parole e Musica”, coordinato da Vito Vittorio Desantis per l’associazione musicale “Davide Delle Cese” di Bitonto e finanziato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e l’esperienza di “didattica delle tradizioni a scuola” vissuta dalle Confraternite di Vico del Gargano, della quale parlerà Matteo Cannarozzi de Grazia.

Insomma, il convegno si propone di porre le basi per un’azione sistematica di conoscenza e valorizzazione, attraverso cui istituzioni, confraternite, associazioni ed istituti culturali possano offrire un contributo significativo, ciascuno per il suo specifico, e dare maggiore profondità ad un’azione di valorizzazione dei Riti della Settimana Santa, in questi anni condotta a vario titolo su tutto il territorio regionale. Perché una maggiore conoscenza delle pratiche quaresimali, a partire dai fondamenti religiosi che le connotano come esperienze collettive di testimonianza delle fede, potrebbe facilitare sia la loro sopravvivenza per le future generazioni che la fruizione da parte di turisti e visitatori in chiave esperienziale e sostenibile.

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