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Straordinario “Cosa voglio di più”, l’ultimo film di Silvio Soldini al cinema

1 Mag 2010 | 5 Commenti | 4.351 Visite
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CosavogliodipiùCi sono anche amanti proletari – anzi sono i più – ma si vedono poco al cinema. Sono quelli che per fare l’amore si inventano qualsiasi cosa e che frequentano, solo come ultima spiaggia, anche le più squallide stanze d’albergo. Questa l’ambientazione e il senso dell’ultimo film di Silvio Soldini Cosavogliodipiù che è arrivato da ieri nelle sale in 270 copie distribuite dalla Warner Bros. Il lungometraggio, già passato a Berlino non in concorso, ha come protagonisti-amanti, due straordinari attori come Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino che si lasciano andare a tutta una serie di passionali scene di sesso e nudo. «Volevo raccontare – ha spiegato oggi il regista a Roma – una storia semplice. Quella di due persone qualsiasi e non ricche che si innamorano e seguire poi con la macchina da presa la loro vita come se si fosse in un documentario». La Rohrwacher infatti nel film di Soldini interpreta Anna, una donna sposata con il mite Alessio (Giuseppe Battiston) e che vive di un impiego modesto. Una vita tranquilla, la sua, fino a quando viene presa da passione per Domenico (Favino), un uomo sposato anche lui ma che le insegnerà di nuovo ad amare e soffrire. Parla così Soldini del film, una coproduzione Italia-Svizzera già venduta in molti paesi compresi gli Stati Uniti:”avevo voglia di raccontare la realtà dal dentro, dal basso. Raccontare cose spicciole che molti di noi hanno vissuto, una storia molto quotidiana, banale. Questa era la vera sfida». Ma l’azzardo era anche quello come spiega Favino: “di non creare un ambiente social-pietistico, di gente che si piange addosso, che ti poteva far guardare i protagonisti come dei poveracci. Insomma la gente raccontata da Soldini è capace allo stesso tempo di affrontare le proprie difficoltà, mandare avanti la famiglia e anche vivere una storia d’amore. D’altronde – aggiunge l’attore – è orribile pensare che solo certi possono vivere certe cose e che esistano solo passioni da copertina». Imbarazzo per le scene di nudo? «Nessun imbarazzo. Se no non avremmo fatto il film», sottolinea Favino. «Sentivamo di essere in un ambiente che rispettava i nostri corpi e le nostre insicurezze. Insomma non eravamo castrati dai nostri imbarazzi» dice invece la Rohrwacher. E ancora l’attrice che nel film di Soldini mostra una inaspettata sensualità: «è stata una esperienza totalizzante. Qualcosa di viscerale sia per me che per tutto il cast e a un certo punto ho provato anche una sorta di identificazione con Anna. Una cosa che non mi era mai capitata prima». Soldini, dice Favino, ti porta «a entrare nelle cose con meticolosità e con grazia. Anche se questa, come ha appena detto Alba è una storia violenta e che ti violenta dal punto di vista emotivo. Altro che problema di nudità». Tra gli altri interpreti del film che è stato tagliato di circa sei minuti rispetto all’edizione passata al Festival di Berlino (“tagli dovuti ma non affatto censori» ci tiene a dire Soldini): Teresa Saponangelo, Monica Nappo, Tatiana Lepore, Sergio Solli, Gisella Burinato, Gigio Alberti e Fabio Troiano.

In foto il cast di “Cosa voglio di più”.

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5 commenti

  1. Giovanna's GravatarGiovanna
    1 Maggio 2010 at 20:18 | Permalink

    Per “Cosa voglio di più”: impressioni a caldo.
    Appena tornata a casa dopo aver visto questo film.
    Un film scritto molto bene, asciutto e puntuale nella descrizione dei tic antropologici di Milano.Tutti i personaggi sono perfetti.
    Le atmosfere raccontate stupoendamente.
    Le parole nei dialoghi, dosate magnificamente.
    La storia è raccontata con un realismo che lascia incollati allo schermo. Perché è davvero tutta lì, la storia che non sappiamo o non vogliamo nemmeno più raccontarci.
    Le emozioni, quelle che ti fanno finalmente vivere, che ti cambiano le forme, gli sguardi, che ti danno finalmente un carattere, devono fare i conti con il lavoro, ed il lavoro deve fare i conti con un barlume di emozioni.
    Le emozioni diseredate, schiacciate, mortificate dalla banalità del quotidiano, dai mutui ventennali, dal lavoro. Il lavoro che diviene prigione e no più mezzo per stare bene e per realizzare se stessi; il lavoro che diventa perfino un alibi di acciaio per una fuga di vita, tanto è forte il senso di costrizione che il lavoro impone sulle nostre vite, a scapito della VITA. gli attori sono bravissimi. Davvero, eccellenti. Anna, Domenico, sono stupendamente interpetrati da Pierfrancesco e Alba. Il marito di Anna… fantastico! Gli amici, i colleghi… Bravissimi. La fotografia è splendida. Le scene d’amore, di eros sono trattate con eleganza e temperatura. Il film è splendido e auguro a Soldini e a gli attori di avere tantissimo pubblico e i premi più importanti. Con sincero affetto Giovanna

  2. Giovanna's GravatarGiovanna
    2 Maggio 2010 at 14:53 | Permalink

    Grazie Michele.
    Spero che il regista e gli attori possano leggere il mio commento. Mi farebbe piacere fargli sapere quanto ho amato questo film. Giovanna

  3. Giovanna's GravatarGiovanna
    2 Maggio 2010 at 16:20 | Permalink

    Più guardo le scene di questo film (anche in questo momento a Domenica in… nonostante le domande deficienti che qualcuno in studio sta rivolgendo a Favino) e più dico che questo è un capolavoro.
    La rappresentazione puntuale, precisa, altamente artistica dei dettagli…
    Grande gusto, bravura strepitosa di tutti gli attori.
    Conosco Milano, ci ho vissuto per molti anni.
    Averla rivista in questo film mi ha ridato ricordi, emozioni, malinconia…
    Ho trovato le parole, gli atteggiamenti, le dinamiche proprie di questa città.
    Una storia che scardina quella patina di falsità e cecità che vorrebbe nascondere i problemi reali, di una vita reale di persone vere. Il coraggio di dire che la passione sventra la quotidianità, trascina l’essere umano nella propria follia, e lo sposta dalla piccola isola razionale nella quale si rifugia per paura.
    Quando la passione irrompe non reggono più gli argini, anche quelli più forti. E allora fare i conti con la ragione, con il si deve o non si deve fare, con i doveri, con le responsabilità, con il lavoro, con tutto quel che si è costruito non serve più, non basta più. Qui sembra che non ci si possa più neppure permettere di pensare ad altro che non sia la quadratura dei conti a fine mese, la responsabilità sul lavoro, i comportamenti socialmente condivisi e quieti, che non fanno vibrare nessuno e non rimettono in discussione nulla. Per me il film di Soldini è più forte di un grido di protesta, contro la banalità e la volgarità di pensiero che permea la nostra società. E di questo film purtroppo in molti parleranno delle scene erotiche, perché per molti purtroppo, la sola chiave di rottura con gli schemi è il tradimento in sè e per sè. Una grande cazzata. Sono altre le chiavi di lettura. Quello che si dovrebbe sottolineare di questo film è la bellezza che scaturisce da una passione. Anna diventa più bella, più vera, più autentica, più definita. Lei acquisisce un carattere, le sue forme diventano più definite. Anna rivela ad un certo punto uno stile, che era offuscato dalla quotidianità ovvia della sua vita. Non è più spenta e prevedibile, ma sfuggente, decisa, emozionata, distratta e travolta dall’intensità delle sue emozioni…

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