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Storie di film e dintorni. Parte XVIII: gli anni di Silvana Pampanini e i primi film di Alberto Sordi

19 Giu 2016 | Nessun Commento | 1.099 Visite
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18aNuovo episodio della rubrica “Storie di film e dintorni”. A che punto del racconto ci siamo lasciati la scorsa domenica?

Molti registi sostengono che si possono contare sulle dita di una mano gli attori comici in grado di reggere un intero film. Sofia è anche nel film Milano miliardaria, il 5 ottobre sullo schermo del Margherita, interpretato dall’istrionico Tino Scotti tanto tifoso dell’Inter da mettere in palio la moglie, ma questa promette di vendicarsi e tradirlo se l’Inter vince. La squadra milanese vince e Tino Scotti il ‘cavaliere’ si ritrova cornuto. Il film, scritto e diretto da Marcello Marchesi e Vittorio Metz, non è gran cosa, ma ironizza sulle follie delle tifoserie calcistiche e diverte per i tanti ‘caratteri’ che frequentano il bar dello sport del ‘cavaliere’: l’esordiente Mario Carotenuto, Isa Barzizza, Franca Marzi, Dante Maggio, Aroldo Tieri, Galeaszzo Benti, Carlo Giuffrè e, di nuovo, la statuaria Sofia Lazzaro cassiera del bar.

“Nella conceria di film comici – scrive Virgintino – ogni tanto ci scappa qualcosa di buono, qualcosa con testa e coda”. Il titolo del film ‘buono’ di Virgintino si chiama: È lui… sì sì diretto da Marino Girolami e scritto, ancora, da Marchesi e Metz con Walter Chiari,18b Isa Barzizza, Carlo Campanini, Silvana Pampanini e, ancora lei, Sofia Lazzaro in un doppio ruolo. Film, anche questo senza pretese, sullo schermo del Petruzzelli il 29 novembre, il bravo Campanini campeggia su Walter Chiari e a Virgintino, ma anche al pubblico, il film è risultato divertente.

L’ultima commedia dell’anno sceneggiata da Marchesi e Metz, con una moltitudine di caratteristi del varietà è Bellezze in bicicletta, il primo marzo al cinema Umberto. Il film racconta di due ballerine alla disperata ricerca di un ingaggio, Silvana Pampanini e Delia Scala, nella compagnia di Totò che inseguono anche in bicicletta per ottenere una scrittura. Durante il percorso, però, le due ‘bellezze’ incontrano una serie di personaggi tipici dell’Italia post-bellica, fra cui due ladruncoli, Peppino De Filippo e Dante Maggio, fedeli al tema tipico degli attori napoletani: sono sempre affamati e in questo film lo sono più che mai tanto da razziare prima l’orto poi la casa.

Con la commedia comica si cimenta anche Mario Soldati che gira O.K. Nerone sceneggiato nientemeno che da Mario Monicelli, Stefano Vanzina e dalla coppia di soggettisti e sceneggiatori Age & Scarpelli il cui sodalizio sarà determinante, negli anni Cinquanta fino a tutti gli anni Sessanta, al successo della commedia all’italiana. O.K. 18cNerone è una farsa comica fra le più originali. Gli autori presentano Walter Chiari e Carlo Campanini per due americani che picchiati presso il Colosseo restano in uno stato d’incoscienza tale da fantasticare di trovarsi nella Roma dei Cesari nelle vesti di schiavi e gladiatori. Una trovata semplicemente geniale, di una comicità spontanea: solo immaginare Chiari e Campanini, uno alto e magro, l’altro piccolo e tondo nel ruolo di due ‘americani’, poi schiavi e gladiatori nell’antica Roma, c’è da scompisciarsi. Come al solito, però, il film non gode della benevolenza dei critici ma è apprezzato dal pubblico che, come al solito, riempie la platea e l’anfiteatro del cinema Umberto durante le festività natalizie.

Un fine anno tutto all’insegna dell’allegria e della comicità: O.K. Nerone è sullo schermo del cinema Umberto il 27 dicembre; il 28 il cinema Oriente proietta La famiglia passaguai, secondo film diretto da Aldo Fabrizi e l’ultima sera del 1951 il cinema Impero presenta Guardie e Ladri il primo ‘grande’ film di Totò e Aldo Fabrizi.

Intanto, Alberto Sordi, dopo anni di gavetta fra varietà, cinema e radio convince Vittorio De Sica a fondare con lui una casa di produzione per girare il primo film in cui Sordi è protagonista. La pellicola, tratta da un soggetto di Sordi sceneggiato insieme a Cesare Zavattini, ha per titolo Mamma mia che impressione presentato il 6 aprile al cinema Impero. Già all’epoca non era ben chiaro di quale genere di film si trattasse:18d comico o commedia? Il film narra di un giovanotto, Alberto Sordi, con un infelice zazzerone biondo, goffo, strampalato e sciocco che s’inventa ogni genere di stramberie, ai limiti della stupidità, per conquistare una ragazza. Nessuno lo prende sul serio: né la ragazza, né i critici, che se la cavano con “un filmetto melenso senza pretese”, né tanto meno il pubblico che stenta a capirlo. Esperienza fallimentare e casa di produzione chiusa.

L’estate è alle porte ormai, e la città si arricchisce di nuove Arene. In via Napoli angolo via Brigata Regina, s’inaugura l’Arena Santamaria con il film Il santo disonore; in via Francesco Crispi, accanto alla chiesa di San Francesco, apre l’Arena San Francesco; l’Arena Moderno, in via Napoli 264, s’inaugura con il film Un garibaldino in convento mentre dall’8 settembre il cinema Ferrovieri, già Dopolavoro Ferroviario ed ex cinema Italia, una vecchia bella sala con palchi e palcoscenico per le riviste d’avanspettacolo, diventa cinema Lucciola.

La rubrica domenicale “Storie di film e dintorni” continua la prossima domenica…

 

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