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Storie di film e dintorni. Parte VIII: Gingers Rogers e Fred Astaire conquistano il cinema americano

10 Apr 2016 | Nessun Commento | 1.001 Visite
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n2Continua l’appuntamento domenicale con la rubrica “Storie di film e dintorni”. A che punto eravamo?

Ma sono diverse le opere di rilievo quest’anno, opere nazionali e straniere di ogni genere, dai western di Wayne e Ford, ai film drammatici, alle commedie leggere, ai thriller di Hitchcock, al mondo spietato dei gangster, alle gradevoli commedie musicali con Fred Astaire e Gene Kelly come Ti amavo senza saperlo e I Barkleys di Broadway, entrambe le pellicole sullo schermo del Margherita, l’8 marzo e il 28 giugno, tutte e due diretti dall’ex ballerino e coreografo Charles Walters e prodotte dalla Metro Goldwyn Mayer la ‘casa madre’ dei musical magniloquenti. La METRO ha uno studio immenso solo per girare musical tanto che spesso scenografie in surplus, ‘tagliate’ da altri film, vengono utilizzate anche per altre opere con altri temi e altri interpreti e, in men che non si dica è pronto un nuovo musical magari un Bmuovie per l’immenso mercato dell’entroterra nordamericano ed europeo dove la METRO ha centinaia di rappresentanti. Anche a Bari.

Ti amavo senza saperlo è una scintillante commedia musicale interpretata dal cinquantenne Fred Astaire e dalla minuta, bella, meravigliosa cantante e ballerina Judy Garland. I numeri musicali e danzati dai due inimitabili artisti, sono irripetibili. Astaire è semplicemente straordinario. Il film è considerato il migliore della sua carriera grazie alla bellissima colonna sonora musicata da Irving Berling e premiata con l’Oscar. Il grande musicista nasce in Siberia nel 1888 da genitori ebraici. Irving ha 5 anni quando la famiglia si trasferisce a New York. Poverissimi, a 12 anni il ragazzo canta nelle strade e nei caffè della ‘grande mela’ come gli ‘scugnizzi’ a Napoli. Non sa leggere la musica e da autodidatta compone canzoni e ballate per i teatri di Broadway. Da quei teatri ad Hollywood il passo è breve. Nel 1935 compone il romantico brano Cheek to Cheek, l’anno successivo un nuovo magnifico motivo, Let’s face the musica and dance che immortalati poi da Frank Sinatra, diventeranno successi mondiali. Ma il brano musicale che gli darà fama universale è la celeberrima, immortale White Christmas scritta nel 1942 per la voce pastosa e calda del grande Bing Crosby.n4

Il successo di Fred Astaire, che in Ti amavo senza saperlo aveva sostituito Gene Kelly infortunatosi durante le prove, spinge la MGM a produrre un nuovo musical diretto e interpretato dagli stessi attori, I Barkley di Broadway, ma questa volta è Judy Garland a dare forfait sostituita da Ginger Rogers. Si ricompone così, dopo dieci anni, la più famosa coppia della commedia musicale di Hollywood degli anni Trenta. Ma Ginger and Fred non riescono a ripetere il successo di un tempo. La trama de I Barkley di Broadway è semplice, un pretesto per vederli ballare. Il film risulta gradevole proprio grazie all’armoniosa eleganza degli interpreti, il ‘numero’ più originale è quello di Astaire ciabattino che balla con decine di scarpe accompagnato da un motivetto frizzante Shoes with wings on. 

Un altro magnifico lavoro che si avvale della vena inesauribile di Irving Berlin è Anna prendi il fucile, il 30 novembre al Margherita, interpretato da una splendida Betty Hutton, che ha preso il posto di Judy Garland. Le musiche di Berlin vengono premiate con l’Oscar. I critici sono meno entusiasti del pubblico, ma è uno dei migliori film, tra il musicale e la commedia, degli anni Cinquanta. Esordio del gigantesco Howard Keel, ‘padre’ dei sette maschietti di Sette spose per sette fratelli. Poi, per la prima volta, la rivista, il musical esce dalle sacrali tavole del palcoscenico e si trasferisce all’aria aperta dove Stanley Donen e Gene Kelly realizzano Un giorno a New York capostipite di un nuovo modo di fare il musical fuori dai teatri. Interpreti della pellicola sono lo stesso Kelly, Frank Sinatra e Jules Mushin nel ruolo di tre marinai in libera uscita a caccia di ragazze nella metropoli. Stranamente per questo film i critici si mostrano più entusiasti del pubblico per le novità, le sottigliezze tecniche e spettacolari, che il pubblico non riesce a nvedere, coordinati a meraviglia da Kelly e Donen già ballerini, coreografi e ora anche registi.

E si aprono nuove sale cinematografiche, specie nelle periferie sempre più popolose grazie al fenomeno dell’urbanesimo e all’emergere di nuovi soggetti sociali come il proletariato urbano non più escluso da ogni forma di intrattenimento che non sia il calcio. I giovani, i ragazzi nati nei primi anni Quaranta possono disporre di qualche lira in più rispetto al primissimo dopoguerra e vanno al cinema, nelle sale di periferie naturalmente, dove si spende poco, venti trenta lire al massimo e, seduti nell’oscurità ‘viaggiano’, attraverso le immagini, nella jungla di Tarzan o per le praterie dei cow boy dimentichi del presente alla stessa stregua degli adulti per le pellicole passionali, commedie e comiche.

Infatti, all’inaugurazione del Cinema Postelegrafonici, in via Sagarriga Visconti 222 il 24 marzo, la prima pellicola proiettata sul nuovo schermo è Totò le Mokò.

Continua la prossima domenica…

 

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