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Stop abusivismo ricettivo. La Regione fissa le regole per il Codice identificativo di struttura. Esulta Federalberghi

14 Gen 2020 | Nessun Commento | 513 Visite
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La Giunta regionale ha approvato il documento di attuazione alle procedure amministrative per l’istituzione e la gestione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere, previsto da una legge regionale del 2018. L’Esecutivo ha  inoltre stabilito l’obbligo di indicare e di pubblicare il Codice identificativo di struttura (CIS) per ogni singola unità ricettiva pubblicizzata, a decorrere dal 1 giugno 2020. Per gli inadempienti sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di 500 a un massimo di 3mila euro.
Tempi duri per gli abusivi della ricettività turistica in Puglia. Finalmente emergeranno milioni di turisti fantasma non contemplati dalle statistiche ufficiali, gestiti nella maggior parte da Airbnb, il colosso americano dell’house sharing, più volte accusato di non rispettare le regole di mercato e aggirare sistematicamente gli obblighi fiscali. Secondo studi commissionati da Pugliapromozione per 1 turista censito ve ne sono 6 in nero. L’incisiva lotta della Federalberghi Puglia contro la piaga dell’abusivismo ricettivo registra il più importante successo di una battaglia condotta con impegno e coerenza negli ultimi anni..
«La nostra associazione può festeggiare oggi un successo cruciale nella dura battaglia contro l’abusivismo ricettivo. – commenta Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi Puglia – Dopo la legge regionale del 2018 che recepiva le istanze della Federalberghi per porre un argine al proliferare di questa piaga e garantire un sistema d’accoglienza rispettoso delle regole, la Giunta ha deliberato il provvedimento attuativo del Codice identificativo di struttura (CIS). Dobbiamo, altresì, sottolineare con soddisfazione l’impegno profuso dall’Assessore regionale al Turismo e dalla sua struttura tecnica di riferimento. La Puglia si è finalmente dotata di uno strumento che lo stesso sottosegretario al Turismo Lorenza Bonaccorsi ha annunciato di voler adottare anche a livello nazionale.»
«Il Codice identificativo di struttura – spiega il leader degli albergatori pugliesi – dovrà essere indicato dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e affitto breve, nonché quelli che gestiscono portali telematici, sugli strumenti utilizzati nella pubblicità, promozione e commercializzazione dell’offerta. Sono previste sanzioni pecuniarie da un minimo di 500 a una massimo di 3mila euro per chi non rispetta le regole. Le funzioni di vigilanza, controllo e di irrogazioni delle sanzioni amministrative saranno esercitate dai Comuni, ferma restando la competenza dell’autorità di pubblica sicurezza e dell’autorità sanitaria. L’obbligo del CIS va in vigore a partire dal 1 giugno 2020.»
«La piaga dell’abusivismo nel settore ricettivo – ricorda Caizzi – ha continuato a dilagare anche nel 2019. Secondo la Guardia di Finanza “una casa vacanza su due è affittata in maniera irregolare”. La situazione nazionale, al pari di quella regionale, ci ha reso la fotografia di un sistema che ha superato i livelli di guardia. Da dicembre 2018 ad agosto 2019 in Puglia erano disponibili su Airbnb ben 40.481 alloggi. In soli due anni, da agosto 2017 ad agosto 2019, il numero degli alloggi offerti è aumentato dell’88,28%. Questo scandaloso sommerso turistico ha immesso nel mercato più di 160.000 camere producendo il fatturato maggioritario (50/60%) dell’intera economia turistica pugliese. Ci siamo entusiasmati per Bari tra le migliori destinazioni di Lonely Planet, per la Puglia glorificata dal New York Times, ma questi dati vergognosi ci riportano a un’amara realtà, quella di un segmento importante per la Puglia che subisce la piaga dell’abusivismo ricettivo. Il caso Bari è emblematico. Airbnb ha immesso sul mercato oltre 6mila camere al di fuori di ogni regola che hanno prodotto nel solo mese di agosto 2019 oltre 11milioni di fatturato senza corresponsione di apporti equivalenti in termini di contributo all’erario e di sostegno  all’occupazione e al reddito. »

«Con questo provvedimento – conclude il presidente Caizzi – siamo convinti di riuscire a contenere questo dannoso fenomeno e fermare coloro che danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto quelli che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. Ora più che mai è necessario il coinvolgimento di tutti gli operatori del turismo e delle loro associazioni di categoria per dare un supporto concreto e costante agli enti pubblici che devono dare attuazione al CIS. Non possiamo lasciarci sfuggire questa fondamentale opportunità per portare il Sistema turistico regionale nel solco della legalità. Si tratta di un provvedimento fondamentale per proteggere il consumatore, la collettività, i lavoratori e il mercato. La Federalberghi continuerà a perseguire una linea d’azione intransigente per la legalità contro l’abusivismo, all’insegna del principio “stesso mercato, stesse regole”.»

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