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Sognante ed irreale la “Sonnambula” andata in scena al Teatro Petruzzelli

16 Set 2013 | Nessun Commento | 1.948 Visite
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Sonnambula
Ha un carattere “sfumato, sognante, irreale” la Sonnambula andata in scena sabato sera nel Teatro Petruzzelli di Bari, quinta opera della stagione, con la direzione orchestrale affidata a Daniele Callegari e la regia a Giorgio Barberio Corsetti.

Gli aggettivi sono stati utilizzati da Callegari e Barberio Corsetti nel corso della presentazione dell’opera, quando hanno ancora aggiunto di aver lavorato d’intesa sin dal primo giorno di prove per rendere il “romanticismo di Sonnambula – a loro parere – diverso da quello appassionato ed eroico”. “Il romanticismo a cui abbiamo pensato – ha sottolineato Barberio Corsetti – ha un carattere sfumato e anche il luogo in cui la vicenda si svolge non è il villaggio svizzero tra le montagne come vuole la partitura originaria, non appartiene alla realtà, ma è totalmente immaginario. E anche il tempo “diventa anch’esso irreale, sospeso…un ottocento lontano da noi ma non troppo”. E Amina, la protagonista, “è una trovatella ammirata da tutti per la sua innocenza – ha continuato Barberio – che conserva qualcosa di infantile”.

Per rendere queste idee il regista ha immaginato una scena scarna in cui sono alcuni mobili, un letto, una poltrona, una cassettiera, che hanno come per i bambini (come per Alice nel paese delle meraviglie) o dimensioni enormi, “che possono ricordare le montagne della Svizzera o molto piccole”. E la dimensione onirica – il sonnambulismo per il romanticismo era un zona intermedia tra sogno e veglia che può aprire uno spiraglio per entrare nella psiche umana – è accentuato dai cartoni animati che animano il fondale, talvolta semplicisticamente didascalici, di Gianluigi Toccafondo.

E in questa ambientazione, rispettando l’esigenza che in un’opera del periodo del belcanto “si deve mettere in scena la musica, non il libretto” hanno adeguatamente interpretato il loro ruolo Jessica Pratt, una convincente Amina, Paolo Peccioli (Rodolfo), Sara Allegretta (Teresa), Elvino (John Osborne). E l’orchestra, che apparentemente ha un’orchestrazione semplicissima, ha reso quello che Bellini cercava “la purezza e la trasparenza della melodia”.

Sono previste repliche il 17, 19, 22 e 24 settembre.

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