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Skander Dhaoui si racconta. Le sue immagini catturano la luce del tempo

6 Ago 2010 | Nessun Commento | 2.352 Visite
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Skander Dhaoui
Le sue fotografie inseguono e catturano la luce, lasciano senza fiato soprattutto chi ha la fortuna di riconoscere in esse luoghi e volti conosciuti.
Skander Dhaoui, tunisino del Sud, come ama dire, di origini algerine, ha sicuramente un feeling molto particolare con la luce: la studia, la padroneggia, la ama e la usa per regalare emozioni, sia nel suo lavoro di responsabile tecnico delle luci nel cinema, sia nel suo lavoro artistico di fotografo.
Un artista della luce, che incontriamo in due luoghi che ama molto, La Marsa, fascinoso sobborgo di Tunisi, e Takrouna, in un pomeriggio in cui sta inseguendo la luminosità di questo villaggio candido per nuove inquadrature e suggestioni.
Skander usa la sua voce piana come i chiaroscuri delle sue inquadrature, gli occhi mobili e sinceri, le parole fluiscono, ricercate con pazienza, come le sequenze d’immagini cinematografiche e si fanno storie.
Il suo lavoro nella cinematografia lo ha portato a lavorare a fianco di nomi importanti, registi e attori che sono diventati amici : film tunisini e francesi, ma ha girato anche con Lucas per Star Wars nel suo amato sud, con Gassman e Zeffirelli per la serie del « Gesù».

Skander DhaouiMa fermarsi al cinema con Skander è riduttivo?

Sono <collezionista d’immagini>, direi, melomane curioso di qualsiasi genere musicale, soprattutto delle civiltà mediorientali, e fotografo appassionato. La fotografia ha accompagnato tutta la mia carriera a fianco del cinema. Spesso scelgo come punto di partenza dei temi, per lo più diversi temi contemporaneamente, per seguirli poi a seconda dello stato d’animo del momento e dell’istante creativo.

In questo momento sta « lavorando» su villaggi abbandonati del sud tunisino, sulla Medina di Tunisi e sul tema dell’Hammam, il bagno turco, legato anche al tema della purificazione e della pratica mistico – religiosa alla scoperta del «se», che nel mondo musulmano sembra appartenere all’universo maschile, ma in realtà ben presente anche nel mondo femminile.

Se dovessi riassumere il mio rapporto con la fotografia direi che è fascinazione per la luce. Una sorta di ossessione che mi spinge a voler immortalare questi momenti istantanei, queste visioni che mi toccano e colpiscono. Nello stesso tempo amo raccontare storie attraverso le immagini, fissare attraverso la serie delle istantanee un tema nel suo svolgersi sotto i miei occhi. Avendo debuttato nella cinematografia negli anni ’80, ho molto materiale e pellicole che attendono un lavoro di riversaggio. Ma ora le nuove apparecchiature digitali, leggere, mi consentono una grande libertà e agio. Mi piace girare quasi sempre con il mio apparecchio fotografico su di me, perché spesso non prevedo e programmo le mie ambientazioni e mi piace essere spontaneo.

Nei momenti diciamo morti, nelle pause di creatività faccio un lavoro personale sulla MEMORIA ; la memoria sotto diverse forme e diversi supporti, da antiche fotografie passando ad archivi filmati o scritti, a manoscritti e libri . Questo aspetto della memoria influenza sicuramente il mio approccio fotografico e gli istanti che catturo.

Skander DhaouiAmore per la fotografia e attaccamento per LA MARSA, dove vive da sempre, si intrecciano strettamente e fanno di Skander il più grande collezionista di immagini e cartoline della città di Saf Saf : personaggi, monumenti, caffé, hotel… la sua memoria storica, insomma. Un archivio iconografico di più di 2000 pezzi, che conservano e tramandano storie e persone altrimenti destinati a scomparire, e che spesso gli anziani de La Marsa gli confidano, aprendo tesori di ricordi familiari che solo la discrezione e la gentile curiosità di Skander consentono di salvare e affidare alla storia.
Nel 2008, per l’Associazione di salvaguardia de La Marsa, Skander Dhaoui ha accettato di rendere pubblica una parte del suo tesoro, e ne è nata una mostra «Les mues de la Marsa», che ha ben illustrato il fascino un po’ folle, e retrò di questa città oggi meta di un coté modaiolo e poco consono al glorioso e affascinante passato, che Skander difende con la sua meticolosa e discreta ricerca.

Le foto sono di  Skander Dhaoui e lo vedono anche ritratto

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