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Si presenta oggi “Bassa Fedeltà”, l’esordio letterario di Giovanni Verini Supplizi

12 Gen 2015 | Nessun Commento | 1.148 Visite
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bassafedelta1Si terrà questa sera alle 21 nello storico pub di Bari, Storie del Vecchio Sud (via Buccali, 120) la presentazione del libro “Bassa Fedeltà” (SG editore, 14 euro) di Giovanni Verini Supplizi. Interverrà insieme all’autore il prof. Pierpaolo Martino.

Chi di noi almeno una volta nella vita è rimasto incollato alla vetrina del negozio di dischi della propria città incantandosi sui titoli e gli artisti del momento. Bhè, questo libro parla di musica, anzi, parla di coloro che vendono musica e che hanno a che fare quotidianamente con il pubblico. Sicuramente questo libro è stato scritto pensando all’opera dei primi anni ’90 di Nick Horby, il best seller Alta Fedeltà ed in questo caso l’autore Verini Supplizi in “Bassa Fedeltà” narra le storie che si sono dipanate lungo i primi tredici anni di vita di Wanted Record il negozio di dischi dell’autore. Storie vere, storie di ordinaria follia sulle quali ridere e anche riflettere perché quegli umani, senza giri di parole “siamo noi”.

Un passo indietro. Nel 2001 Giovanni (detto Giò) trasforma in realtà il suo sogno di bambino: lavorare in un negozio di dischi! Da quel momento niente sarà più lo stesso: il mondo visto da dietro il bancone si anima di personaggi surreali dalle richieste più stravaganti. Permalosi, esigenti, appassionati, ignoranti, saccenti, colti, timidi, simpatici, fracassoni, ladruncoli, svitati… insomma, tutte le sfumature dell’umano a caccia di musica per le loro orecchie.

 

La scrittura è semplice, ma ben curata il che rende tutto più “commestibile”. Le descrizioni degli episodi comprende sia brevi freddure che narrazioni più elaborate, condite dal sarcastico umorismo dell’autore (ho riso da solo all’episodio dell’esperto di turno che dopo aver decantato i propri fini gusti musicali rispetto alla spazzatura presente sul mercato discografico, chiede dell’ultima uscita di Marco Carta e compra l’album di Moreno nella versione deluxe con cartolina autografata).

Durante la lettura si provano diverse sensazioni a metà tra la compassione per l’autore, costretto a sopportare casi umani, o (anche) per i personaggi stessi.

maglietta2Il libro più che una biografia è uno spaccato della miseria della condizione umana, fonte principale della crisi del mercato. Inutile prendersela con le case discografiche, con il costo del cd, con la Siae… la colpa è principalmente nostra (e fra questi mi ci metto anche io) e se volete sapere il perché, leggete questo pregevole libro.

In molti caratteri descritti mi sono rivisto, quante volte ho “ossessionato” il mio “pusher” di dischi per un ordine, gli ho chiesto di trovarmi un brano, un album… e lui con una pazienza indicibile mi ha sempre accontentato.

Quante volte ho assistito personalmente a richieste assurde degli avventori, a discorsi carichi di presunzione sulla miglior band o il miglior chitarrista, in realtà conosciamo solo quelle poche cose che ci piacciono e lo si vuole dimostrare a tutti.

Peccato che il nostro pacifico “negoziante di dischi” Giò ne sappia cento volte tanto, abbia vissuto avventure incredibili mosso solo dalla sua passione (e nel libro le racconta con dovizia di particolari) e soprattutto, si sia messo in gioco personalmente avventurandosi nel campo minato del commercio.

Citando Luciano Pavarotti il quale disse “Chi sa fare la musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi la sa fare ancora meno la organizza, chi la sa fare così così la critica.” aggiungerei “invece chi la ama davvero compra i dischi”.

Qualche estratto del libro:

– Cercavo qualche cd di Sting, quello che cantava nei Dire Straits.

– Nei Police?

– No, nei Dire Straits!

– Guardi che è dei Police, Sting.

– Ma come, vuol saperlo meglio di me?

– No, no… certo. Cantava nei Dire Straits (faccio prima a dargli ragione che a discutere. Riflettendoci, nel brano “Money for nothing” Sting fa il coro, giuridicamente avrebbe

avuto ragione!)

Organizzatore del concerto a Bari di Ivan Cattaneo, entra la mattina stessa del concerto in negozio mentre stavamo ascoltando il suo primo album sperimentale, “Uoaei”:

– Che cos’è sta lagna?

– Ivan Cattaneo!

– Ah!

Articolo scritto con la collaborazione di Alessandro Concordia

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