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“Sempre girando te ne vai” da Lesina a Leuca in 14 giorni e 14 tappe il viaggio in Puglia di Mario Bolivar

9 Lug 2020 | Nessun Commento | 230 Visite
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Il Grand Tour di Puglia #sempregirandotenevai (esclamazione tipica delle nostre latitudini), è un viaggio slow che racconta e promuove ogni microterritorio della Regione più lunga d’Italia attraverso la sua bellezza paesaggistica e umana.

Il viaggio vede protagonista il giornalista enogastronomico e scrittore Mario Pennelli – meglio conosciuto come Bolivar – che quest’anno ha pensato fosse necessario sensibilizzare il pubblico pugliese sul turismo minore.  L’autore di Puglia à la Carte, questa volta si concentra sui temi caldi come: l’ecologia, il piacere, la natura, l’arte e la cultura dei borghi, l’enogastronomia e soprattutto l’intreccio di storie di sconosciuti, di fenomeni di paese, di racconti che nessuno ha più l’occasione di ascoltare.

I mezzi scelti per il tour saranno una bicicletta, delle vecchie scarpe da ginnastica, e in altre occasioni un ciuccio, un peschereccio e un ape car.  Ma il vero mezzo sarà la parola, che tappa dopo tappa, racconto dopo racconto, andrà a inanellare un’unica collana, lunga da Santa Maria di Leuca fino al lago di Lesina.

Mario Bolivar, che ha già fatto sentire la sua verve durante il lockdown nelle sue dirette su La Controra, al fianco dell’inseparabile complice Chef Gianvito Matarrese, documenterà attraverso il suo viaggio-racconto in tre modalità principali:  

1) live sui social dedicati
2) video in go-pro che immortalerà i paesaggi, le opere d’arte, i monumenti, gli eventi e le persone intervistate.
3)  produzione di un instant-book in modalità blog che diverrà un vero libro a fine tour e in un successivo documentario.

Ad affiancare Bolivar nella tappa Polignanese, in concomitanza con il Libro Possibile Festival, ci sarà l’autore Nick Difino – che conduce su La Repubblica una rubrica sul fenomeno dell’Undertourism – che durante tutto il tour, stuzzicherà e stimolerà il nostro avventuriero da remoto, in una sorta di caccia al tesoro dell’intelletto.Sarà Difino ad intervistare Bolivar che arriverà a Polignano giusto per la manifestazione.

Noi di LSDmagazine abbiamo incontrato Mario Bolivar e gli abbiamo fatto alcune domande.

Come mai hai scelto questo nome per il tuo tour?

“Sempre girando te ne vai” vuol dire tante cose. Innanzitutto è ciò che mi dice sempre la Nò (mi nonna) quando mi vede, ma è soprattutto una filosofia, una frase di senso in-compiuto che rappresenta la ferrea volontà di aggirarsi senza un fine ben preciso.
Devo moltissimo a nonna, per questo le ho dedicato il nome del lungo giretto che mi vedrà attraversare tutti gli angoli di Puglia alla ricerca di racconti speciali da far conoscere, da consegnare, tappa dopo tappa, a persone sempre nuove, così da comprimere le distanze macroscopiche della nostra regione.

I personaggi lungo il cammino avranno dunque un ruolo fondamentale.

La voce delle persone e il silenzio dei luoghi saranno i veri protagonisti del tour. Sarà un percorso accidentato, dissestato, in tutti i sensi. Sarà fatto di suggestioni, virtù, gaffe, romanticismo, misticismo… e sarà affrontato dal sottoscritto con mezzi di sfortuna: bicicletta, scarpe consumate, apecar, perfino un asinello in Valle d’Itria.  La  strada seguirà il percorso dei miei umori, così come io dovrò adattarmi ai suoi isterismi.

Lo scopo del tour?

Scopo finale di questo giretto attraverso la regione più lunga d’Italia, la Puglia, (una nazione nella nazione composta a sua volta da molte micro-nazioni) sarà quello di promuovere il turismo interno, quello lento, il territorio con tutte le ricchezze paesaggistiche, artistiche, gastronomiche e umane che lo compongono.

Quali le motivazioni che ti spingono ad ”andare girando”.

Parliamoci chiaro: la molla che porta una persona ad “andare girando” non è né la ricerca del santo graal, né quella dell’arca perduta, ma la semplice possibilità di ”andare girando”. Mia nonna sostiene che io appartenga a quella nobile stirpe di viandanti cazzeggiatori, non proprio perditempo, questo no, ma di quelli che se la prendono comoda, di quei rapsodi (lei direbbe ciarlatani) a cui piace raccontare le cose che hanno visto o immaginato. La nostra regione è un po’ così, un po’ lenta, un po’ pigra, ma volenterosa, empatica, e soprattutto cocciuta. I Pugliesi fanno da sempre di necessità virtù.

Ti è sempre piaciuto viaggiare?

Certo, fin da scuola, leggevo  per puro diletto Omero, poi Melville, Marco Polo, Verne… e visualizzavo le loro storie in  giardino oppure nel parcheggio del del supermercato o al mare. Sulle altre materie, invece… diciamo che ”il ragazzo è bravo ma non si applica”, o meglio, come si suol dire, non mi ingozzavano.  Preferivo viaggiare, ma la situazione economica della mia famiglia, anzi di mamma, era quel che era, quindi lo facevo con la testa. I fricchettoni li chiamerebbero viaggioni…
Per lavoro, in quanto cronista gastronomico – curatore di eventi, vivo perennemente in viaggio, tipo i Rolling Stones o il circo Togni, per capirci. In quest’estate post-covid, l’annullamento di molti eventi, mi ha privato dell’alibi del lavoro: non avevo più scuse che mi impedissero di compiere questo Grand Tour, che mi frullava per la testa da tantissimi anni.

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