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         Direttore responsabile: Michele Traversa
Salute e nutrizione dal nonno al nipotino. Tutte le regole da seguire

25 Set 2011 | Nessun Commento | 2.058 Visite
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nonno e nipoteContinua la rubrica mensile curata dalla dottoressa Amelia Sogliano Trentadue esperta di BioNutrizione. Info: www.studiobionutrizione.net

La maggior parte della gente pensa sia impossibile pianificare il nostro futuro perché ritiene che esso dipenda dal destino, dalla fortuna e dalle conoscenze. Certo ci stanno tutte le componenti descritte ma programmare, anzi pianificare, pensando a tutti o quasi gli imprevisti, al difficile e statisticamente improbabile be’ non è impossibile.  Incide di fatto il modo di porsi degli obiettivi che escludano il piu’ possibile l’elemento aleatorio e a tal merito vorrei citare un bel film pluripremiato: “Le ali della libertà” dove il “galeotto innocente” riuscì ad evadere e vivere una bella fetta della sua vita al 100% dei suoi sogni seppure in ritardo di 20 anni passati in galera!

 VOGLIO PARLARVI DI DUE fasce di età, che sebbene cosi’ lontane anagraficamente parlando in realtà si assomigliano sotto tanti aspetti: l’anziano e il bimbo, entrambi capricciosi entrambi bisognosi piu’ di noi adulti alle cure e ad istruzioni per un adeguato stile di vita. Il primo , il nonno, tramonto della vita che puo’ essere mozzafiato, magico e sorprendente, il secondo, il bimbo, età infantile alba di vita tanto dolce e tanto difficile, influenzerà tutto il restante giorno.Se nell’età senile dovro’ aprire la mente, umilmente riconoscere che sto invecchiando e che non posso fare tutto, che dovrei svolgere adeguati esercizi motori per non “ingottare” le mie ossa e non aumentare la mia osteoporosi, allora per l’età del puer dovrò ricordare la spensieratezza, i capricci, i desideri, le paure anche di trovare una cipolla tagliata nel mio piatto e nascondere rametti di timo o foglie di basilico per non spaventare quel “puer“. L’atteggiamento di apertura alla vita, al mondo che va avanti, alle nuove scoperte, alle nuove frontiere salutistiche, alle conoscenze nutrizionali che sempre di più incidono sulla nostra salute deve far riflettere ciascuno di noi indipendentemente dall’età anagrafica sull’importanza di porsi degli obiettivi ben precisi. Cosa desideriamo veramente? Se la risposta è la longevità allora l’unico fattore su cui attualmente possiamo agire è lo stile di vita. Si beve e si fuma troppo e questo non ci darà una buona vecchiaia. Ipertensione, diabete senile, aterosclerosi si possono prevenire semplicemente a tavola. Apriamoci a nuove frontiere alimentari.

A seguire il Protocollo di buona vecchiaia o di buona giovinezza: – Consumo quotidiano di frutta e verdura – Sana colazione abbondante – Cereali ogni giorno possibilmente pochi raffinati e molti integrali  – Olio di oliva in abbondanza, pochi grassi animali, alcuni integratori di omega tre – Al posto del sale, via libera a spezie ed aromi – Leggiamo leggiamo leggiamo…cosi’ il cervello non si atrofizza – Sonno regolare e costante di almeno 6-8 ore/notte – Muoviamoci almeno 20-30min/die –  Bere non solo acqua ma tisane diuretiche alla sera prima di coricarsi – Ottimismo e pensare positivo, allontana lo stress e fa vivere meglio.

Ora nel dettaglio alcune notizie “nutrizionali” delle due età considerate partendo dai alimentazionenonni ponendo a 65 anni l’inizio della senilità. L’invecchiamento fisiologico porta alla diminuzione della prestanza dei vari apparati ma ciò non è uguale per tutti gli individui né per tutti gli apparati. In generale ciò che in primis a mio avviso è fondamentale per assicurarsi una buona vecchiaia è la preservazione dello stato nutrizionale dell’anziano. Ciò deve render conto al fisiologico declino della massa magra con aumento di quella grassa, alla riduzione della densità minerale ossea, di una riduzione delle capacità immunocompetenti, di una generale riduzione della tolleranza glucidica e ultimo ma forse il più importante è il declino delle funzioni cognitive a cui mi riservo in futuro di dedicare più di un capitolo di ricette.La dieta delle persone anziane che per esempio cercano di perdere peso deve fornire almeno 1000-1200kcal/die e deve sempre essere integrata di vitamine e minerali in tracce. Gli anziani devono bere almeno 1l/die di acqua o in generale liquidi. Esiste una “fame da eccesso” che generalmente porta ad un aumento della pressione arteriosa ed una “fame da carenza” con disturbi dell’attenzione ed alterazione del ritmo cardiaco, quest’ultima fame è l’espressione il più delle volte di una difficoltà di masticazione ed il riutilizzo per più giorni dello stesso alimento. Capita alle nonnine di cucinare un piatto e riutilizzarlo per due giorni sin quando non finisce tutto oppure se la nonnina non è autonoma lo fa il figlio o badante di turno purtroppo! Ogni programma dietetico deve essere affiancato da una modificazione dello stile di vita. In generale nell’anziano mentre diminuisce il fabbisogno energetico giornaliero e l’attività fisico-motoria aumenta la necessità di aumentare la qualità dei nutrienti. Una distribuzione energetica corretta dovrebbe essere di 50-60% carboidrati di cui massimo il 10% di tipo semplice, 10-12% di proteine di cui almeno il 50% ad elevato potere biologico (LARN, 2003), ed il restante 28-30% grassi di cui il 10% dell’energia totale di tipo grassi  saturi. Ovviamente i carboidrati la faranno da padroni i glucidi complessi a lento assorbimento con indice glicemico basso o molto basso. Importante nel menù giornaliero è anche il carico glicemico che non deve superare i 70gr/pasto.Negli anziani è più probabile lo svilupparsi di una carenza proteica ed allora è necessario eseguire mensilmente esami clinici quali controllo dell’albumina, volti a determinarla anzitempo. Per la rigenerazione dei tessuti si prediligerà la carne bianca invece che la rossa più ricca di scorie azotate che danneggerebbero gli organi emuntori. Altro problema è che l’introito degli acidi grassi essenziali viene soprattutto dal pesce (costoso, ha le spine e bisognerebbe comprarlo ogni giorno), allora si utilizzeranno le integrazioni per adeguarne il corretto apporto.Allo stesso modo si deve porre attenzione all’apporto di fibre che non deve essere tale da causare irritabilità intestinale ai soggetti predisposti ma necessario per lo corretto svolgersi delle funzioni fisiologiche.

Passando al bimbo sottolineo che l’alimentazione non è un modello! Di solito la mamma possiede un istinto che la guida con sicurezza a scegliere i comportamenti migliori per il suo piccolo, ma non sempre ciò accade. Vogliamo davvero bene ai nostri bimbi? Ed allora perché li facciamo mangiare come porcellini oppure li facciamo dormire con la finestra chiusa serrata o ancora li imbottiamo di antibiotici al minimo innalzamento del mercurio nel termometro? La risposta deve essere sincera ed allora noi tutti facciamo un attento esame di coscienza e capiamo che sono i nostri bisogni che devono nessere soddisfatti e non i loro. E’ più semplice dar loro subito un pacco di patatine confezionate o qualcosa di non proprio naturale così non piangono o strillano più….ovviamente non escludo nessuno da tale analisi !!! Esistono poi diversi modelli salutistici, quella o questa piramide o altra figura geometrica che potrebbe riassumere il modello del momento ma se effettivamente vado a esaminare ciascun bambino le storie individuali posso solo a grandi linee tracciare delle appetenze più o meno conservate in fasce d’età. Se calcolo le calorie di una merendina o di una fetta di pane ed olio, le calorie possono essere le stesse ma la combinazione sarà diversa e ovviamente agirà diversamente nella prima infanzia. A merenda posso proporre pane e cioccolata o pane e marmellata, a loro non farà mica male se non ne abusano e nei pasti principali (pranzo e cena) sarà sempre presente la combinazione pasta o riso/proteine/frutta mentre la verdura sarà proposta nelle varianti più appetibili in questa fascia di età ossia: cime e cavolfiori e spinaci; i bimbi prediligono molto i piselli e i fagioli per la quota zuccherina presente e non dobbiamo dimenticare che un piatto di pasta o riso e legumi soddisfa l’apporto energetico di un pranzo completo. Se considero le proteine, in ordine c’è la predilezione di uovo e carne e poi formaggio e pesce; questi ultimi sconsigliabili a sera perché apportano una certa irritabilità. Andando su con l’età, se passo ai bimbi adolescenti della scuola media cambierà l’appetenza e prediligeranno la carne; l’alimentazione dovrebbe essere piu’ ricca di proteine, allora via libera ai legumi che nel bimbo più piccolo son più difficili da digerire non essendo completamente strutturati a livello enzimatico per digerire la buccia. Nei bimbi così come negli anziani dobbiamo parlare di nutrizione positiva e non negativa , ossia considerando il cambiamento della cultura e della produzione del cibo tramite agricoltura e allevamento intensivo, dobbiamo introdurre nell’organismo tutti quei nutrienti (vitamine, mienrali, aminoacidi, acidi grassi etc etc) che sostengono le funzioni plastiche (mantenimento di ossa, muscoli, etc etcc), metaboliche ed energetiche dell’organismo.  I cibi che arrivano sulle nostre tavole sono impoveriti da trattamenti lunghi di trasporto, conservazione e cottura. Se ai tempi di braccio di ferro 100g di spinaci potevano contenere fino a 150mg di ferro oggi ne contengono appena 2,5mg. Il Ministero della Salute afferma oggi che gli spinaci non sono una buona fonte di ferro e coprono appena il 25% della RDA/LARN. Che aspettiamo allora: Via libera agli alimenti naturali.

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