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Salone Europeo a Venezia, dal 23 novembre tra giovani e tecnologia

22 Nov 2012 | Nessun Commento | 900 Visite
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salone venezia

Una nuova idea di cultura, che sia anche ‘fare’ e che si sposi con la tecnologia, puntando in particolare sul ruolo attivo dei giovani: è questo uno del messaggi forti del Salone Europeo della Cultura di Venezia, dal 23 al 25 novembre nell’area magazzini Ligabue, vicino al terminal di San Basilio.

«Venezia 2019-Salone Europeo della Cultura – fa sintesi il direttore della manifestazione Filiberto Zovico – sarà la piattaforma di lancio del progetto di candidatura de Le Venezie a Capitale Europea della Cultura 2019. La manifestazione, che quest’anno lancia il binomio cultura-economia, con il coinvolgimento del sistema fieristico veneto, imprese, istituzioni e mondo accademico, si articolerà in 4 sezioni che esprimono le nuove tendenze della cultura contemporanea: il Salone dei Beni e delle Attività Culturali e del Restauro, Open Design Italia, Nuove tecnologie digitali per la cultura e Restauri Aperti». Riguardo «allo scambio ravvicinato» con Berlino, dopo il rapporto con Parigi dello scorso anno, «scopriremo che Venezia è tutt’altro che una ‘bella addormentata’ come in molti tendono a credere, ma un cantiere di innovazione. E ospiteremo grandi protagonisti del dibattito culturale ed economico dei due Paesi, in un momento strategico per la stessa Unione Europeo».

Saranno tre giorni di ‘cantiere aperto’ della cultura che fa impresa e che si confronta idealmente con l’esperienza di Berlino, «protagonista nell’ultimo trentennio di una rinascita culturale che vede nei giovani artisti e designer i suoi attori principali», ma «non come un modello da imitare, ma come un interlocutore privilegiato per condividere proposte e prospettive». Proprio partendo da questo confronto – al centro di uno degli appuntamenti della prima giornata -, Venezia intende spingersi oltre indicando le strade per far sempre più in modo che la cultura, nelle sue diverse articolazioni anche ‘operativè, diventi un volano per la ripresa. In Italia il settore culturale rappresenta il 5,4% del Pil e, dando lavoro a 1,4 milioni di persone, copre il 5,6% del totale degli occupati.

In un quadro di forte sinergia tra pubblico e privato e all’interno dell’intero sistema istituzionale, il Salone di Venezia, si pone tra gli obiettivi proprio quello di coniugare la tradizione con il futuro. Quattro le sezioni che – come indica Zovico -, attraverso spazi espositivi, workshop e convegni, esprimeranno, con diversi linguaggi che si intrecciano, le nuove tendenze della cultura contemporanea. Accanto a due iniziative come il Salone dei beni e delle attività culturali e del restauro, giunto alla sedicesima edizione, e ‘Open Design Italia‘, concorso-mostra-mercato che promuove la pratica degli autoproduttori, sono state inserite due novità assolute. La prima è ‘Restauri aperti‘, che vuole evidenziare alcuni grandi progetti di interventi a Venezia già in fase di realizzazione; la seconda è ‘Nuove tecnologie digitali per la cultura‘, in cui saranno messi in evidenza, con una serie di dibattiti, tutte le nuove forme con le quali la cultura si trasmette e con le quali alla cultura si può accedere, facendone esperienza all’insegna del binomio tecnologia-cultura che deve avere come obiettivo la formazione permanente del cittadino.

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