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Rumore Bianco, un film documentario dedicato al fiume Tagliamento e la sua storia

3 Mar 2009 | Nessun Commento | 3.945 Visite
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TagliamentoLa Tucker Film presenterà alla stampa specializzata (ed in un secondo momento in tutte le sale italiane) martedì 3 marzo alle 11 al Nuovo Cinema Aquila di via L’Aquila 68 (Pigneto) – Roma, Rumore Bianco, un film documentario di creazione dedicato al fiume Tagliamento. Durante la presentazione saranno presenti: il regista Alberto Fasulo, il produttore della FaberFilm Alessandro Rossetto, il distributore Thomas Bertacche, il presidente della FVG Film Commission Paolo Vidali.
Il film nasce da uno sguardo attento e poetico sul nordest italiano e da un profondo collegamento con il territorio. L’autore è Alberto Fasulo, giovane cineasta friulano, originario di San Vito al Tagliamento, cittadina sulle rive del fiume. Rumore Bianco è, dunque, un’opera cinematografica che ha radici profonde nelle origini del regista, nei luoghi e nelle atmosfere in cui è cresciuto, e che si sviluppa come una vasta ricerca e riscoperta dell’inesauribile universo naturale e umano che è il Tagliamento, in stretto collegamento con la natura europea del fiume: il suo essere corridoio che unisce il centro del continente al bacino del Mediterraneo. La coscienza di una narrazione universale di umanità, memoria, lavoro, tradizioni e cambiamenti del territorio fluviale, si fonde con la storia personale del regista.

Rumore Bianco corrisponde a una possibilità: riflettere sul rapporto tra passato, presente e futuro, interrogando il significato di alcune parole chiave per la storia del nordest italiano – radici, fuga, deriva, legge, libertà. E rappresenta anche il tentativo di capire come gli individui, le comunità, vivano la propria esistenza in rapporto alla natura.
Il film è un racconto in cui si fondono voci del fiume di generazioni diverse. Il Tagliamento è un bene comune che sta lentamente svanendo dall’immaginario e dall’esperienza di chi ogni giorno lo attraversa.
Per me Rumore Bianco è un film sulla sopravvivenza. “Il pesce deve avere la sua libertà, se riesce a scappare”, così mi
raccontava una famiglia di pescatori che da oltre mezzo secolo vive in una casa in mezzo al fiume.
Il Tagliamento è diventato testimone dello sviluppo della società, è lo specchio del vivere umano e, in più di un’occasione, ciò ha messo profondamente in discussione il mio lavoro. Indagare il rapporto che le persone hanno con il fiume è stato una rivelazione continua. Rumore Bianco è il suono dell’acqua, che non ha mai smesso di accompagnarmi in questo viaggio conoscitivo del Tagliamento, il fiume accanto al quale sono nato.
Mia intenzione è restituire allo spettatore la straordinaria ordinarietà degli abitanti del fiume, il loro tenersi stretti alla corrente, per realizzare un film che attraversa tutte le fasi della vita.
Rumore Bianco è un film sul tempo, sulla presenza. Visto dal nostro paese, l’Italia, il Tagliamento scorre in una regione di
cerniera. Il suo corso, segnato dal profondo ricordo di guerre, conflitti, migrazioni, è storicamente un confine. È qui che nasce Rumore Bianco, lungo una “terra di frontiera”. Queste sono le terre dove visse e si formò il giovane Pier Paolo Pasolini, che scrive le sue prime pagine in friulano – un dialetto che è una lingua.
L’idea di Rumore Bianco ha preso corpo guardando un territorio che ha subito i cambiamenti che Pier Paolo Pasolini aveva
previsto, e rivolgendo un’attenzione particolare a quella “civiltà del fiume”, che Attilio Bertolucci aveva dipinto nei suoi versi
come destinata a perdersi già negli anni Cinquanta. La forza in Rumore Bianco risiede nell’intento di ricomposizione di questo legame spezzato attraverso un lavoro cinematografico semplice e corale, solido e necessario. Il film è un ritratto della vita sociale lungo le rive del Tagliamento. In Rumore Bianco ci si misura con la possibilità di vedere il fiume, di farne la conoscenza, di viverlo, stupiti e disorientati. Osservando il tracciato imperfetto del fiume e il mondo reale che lo circonda, Rumore Bianco intende costruire un racconto che evoca l’idea di cinema come intuizione ed emozione.
Seguendo le stagioni e l’improvvisazione dei ricordi, il film cerca un’essenzialità che è descrivere le cose per come sono: acqua, rami, pietre, gesti, volti. Il fiume è la storia – una e mille storie -, perché il fiume è allo stesso tempo uno e molti.

Lungo una terra di frontiera in cui s’incrociano silenzi intensi e vitalità sommerse, scorre il Tagliamento – il “Re dei fiumi alpini”. Spina dorsale di una regione che è stata snodo e crocevia nella storia d’Europa, il fiume è il protagonista di un racconto che indaga la forza della natura e le sue possibilità di resistenza, la quotidianità degli uomini e delle donne, e le loro forme di ostinazione, perché “l’acqua è provvista di memoria”. www.filmrumorebianco.com.

I PROTAGONISTI

Un viaggio da nord a sud, lungo le rive del Tagliamento Dal freddo delle sorgenti al calore e all’ampiezza delle acque che
sfociano nell’Adriatico. Gli incontri con le persone che vivono e lavorano lungo il fiume sono le tappe approfondite di un viaggio senza ritorno attraverso la civiltà del fiume.
I personaggi, solitari o uniti in piccoli e grandi gruppi, sono: due anziane sorelle che vivono tra le montagne delle sorgenti, una squadra di operai, una pattuglia di soldati, il comitato della festa del fuoco, un pescatorecacciatore
che abita su un’isola in mezzo al fiume, gruppi di uomini armati, ragazze e ragazzi nel fiore dell’età, vecchi nostalgici
delle imprese di guerra e un gruppo di giovani scienziati svizzeri.
Ai giovani studiosi che parlano una lingua straniera è affidato il compito di guidarci lungo l’intero corso del Tagliamento. Sono loro che cercano e ricercano il Rumore Bianco. Sono loro che guardano con noi i cieli e la “zona” del fiume a inizio film e saranno loro ad accompagnarci nell’ultima scena fra le sonore acque del Tagliamento.
Il fiume e l’acqua sono scenario e personaggi, in uno sdoppiamento continuo tra cielo e terra. Acque che salgono e
scendono, che s’inabissano in un letto fluviale, che sembra senza confini. Ai “riti della terra del fiume”, i grandi fuochi notturni, la sparatoria misteriosa, i tuffi acrobatici di una banda di giovani, si alternano le immagini di un passato lontano e vicino, fatto di ponti distrutti, cannoneggiamenti, truppe in marcia, case distrutte da alluvioni. Rumore Bianco è un viaggio all’ascolto del fiume, nell’eloquente silenzio acquatico e nel rumore della vita.

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