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Roberto Piccinelli scrive “Nothing to Say (and you can dance)”

23 Feb 2013 | Nessun Commento | 1.278 Visite
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Nothing to Say (and you can dance)Arriva “Nothing to Say (and you can dance)”, la prima hit dance registrata a piedi nudi, sul tappeto di casa, sorseggiando un Mateus rosè o un Galestro Capsula Viola e addentando un Risotto allo Champagne o un Cocktail di Gamberetti in Salsa Rosa. Che ne sai di una canzone, con menù Anni ‘80 incorporato?

E’ nata nell’altro secolo, ma è la pubblicazione più trendy del Belpaese. Presente in libreria fin dal 1997, la Guida al Piacere e al Divertimento non solo segnala i locali en vogue, regione per regione, ma propone anno dopo anno tutte le nuove tendenze applicate alla vita sociale ed alla realtà turistico/ludica. Dopo aver visitato oltre 250.000 locali, segnalandone 35.000 (nel 2013, gli indirizzi presenti sono ben 3.650, di cui 1.846 totalmente nuovi rispetto al 2012) ed aver anticipato la salita alla ribalta di tipologie quali show-food, social beauty, oxy-bar, psyco-cafè e post-trattorie, Roberto Piccinelli decide di celebrare a dovere la sua “summa” del loisir italiano. Ma anche una carriera assai composita, iniziata ballando prima per Stefania Rotolo, poi per la trasmissione televisiva Disco Ring. Lo fa scrivendo e producendo una sua canzone, Nothing to Say (and you can dance), vero e proprio omaggio agli Anni ‘80 ed ai grandi interpreti della Dance Music.  Boney M, Diana Ross, Donna Summer, Sister Sledge, Bee Gees e tanti altri, ivi compresi tre rappresentanti della italo-disco, sono tirati in ballo da mini frasi estrapolate da famose hit ed assemblate ad hoc. Ne fuoriesce una sorta di caleidoscopio dance musicato da Sandro Di Martino, artista transitato dal management di David Zard e cantato da Patrizia Zanetti, interprete in grado di spaziare da Broadway al Teatro Sistina. Scelti per la loro straordinaria capacità di lasciarsi andare ad un tuffo nel passato, realizzato in maniera volutamente pioneristica, per essere in sintonia con un periodo storico che ha segnato in maniera indelebile la storia del ballo moderno. Il viaggio indietro nel tempo prende il via dal 1977, anno in cui inaugurò lo Studio 54 di New York che, punto fermo della musica dance, Piccinelli ebbe modo di frequentare fin dal primo soffio di vita. Le hit cui Nothing to Say (and you can dance) strizza l’occhio partono proprio da quell’anno, pur se con un piccolo ma doveroso sforamento e coprono un decennio, arrivando fino al 1986. A questo proposito, Roberto Piccinelli sfida gli ascoltatori ad individuare i titoli delle hit omaggiate: sono famosissime! Oltre alla sfida, c’è però anche una sorpresa, l’intervento nel cantato di una voce maschile che, con Patrizia Zanetti, viene a formare una strana coppia, Pleasure&Fun. E non basta, perché questa canzone registrata in salotto, a piedi nudi, a cappella, senza base e con musica mixata solo in un secondo momento regala una piccola, grande emozione: tendendo le orecchie, lascia sentire, in sottofondo, il fruscio del vinile del tempo che fu…

Ma il tuffo negli Anni ‘80 non si ferma a musica e parole perché, per meglio ricreare ambiente ed atmosfera, a chi acquista e scarica il pezzo sul sito www.aerobicsound.com, lasciando la propria e-mail, viene inviato il menù tipico dell’epoca. Quello da accompagnare al brano, per gustarlo al meglio e ricreare l’atmosfera… Lancers; Mateus; Galestro Capsula Viola; Pinot Grigio Santa Margherita; Dolcetto Cordero di Montezemolo, come vini. E poi, gli antipasti: Cocktail di Scampi; Cocktail di Gamberetti in Salsa Rosa; Carpaccio con Rucola, Grana e Semi di Mais (Bonduelle). I primi: Pennette alla Vodka; Risotto allo Champagne; Tagliolini al Salmone; Risotto dello Zar; Tortellini con Panna e Piselli. I secondi: Filetto al Pepe Verde; Straccetti con la Rucola; Scaloppine ai Funghi; Vitello Tonnato; Cordon Bleu; Rognoncino al Calvados. I contorni: Insalata Nizzarda; Flan di Patate; Finocchi Gratinati; Sedano e Roquefort; Pomodori Ripieni; Patate alla Lionese. La frutta: Pesca Melba (by Escoffier); Ananas al Maraschino; Charlotte di Frutta. I dolci: Panna Cotta; Profiterole; Zuppa Inglese; Creme Caramel. Il tutto senza dimenticare, in ordine sparso: Alexander, Banana Split, Amaro Montenegro, Club Sandwich, Don Bairo (l’uvamaro), Cointreau, Besciamella, Nano Ghiacciato, Grappa Bocchino Sigillo Nero e Insalata Brasiliana. Erano questi i compagni irrinunciabili di cene-dance che, se al top, dovevano andare necessariamente in scena a Le Clochard di Courmayeur; Nepentha di Milano; Paradiso di Rimini; Capannina di Forte dei Marmi; Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure; Le Carillon di Paraggi; Bilbò di Cortina d’Ampezzo, Jackie’O di Roma; La Giara di Taormina; Byblos di Misano; Ciucheba di Castiglioncello, Number Two di Capri; Yab Yum di Firenze; Music on the Rocks di Positano; Africana di Praiano; Ritual di Baia Sardinia. Insomma, nasce una canzone a 360°, che Roberto Piccinelli ha realizzato andando a ritroso nel tempo, in tutti i sensi. Con tanto di film scollacciati targati Edwige Fenech, Gloria Guida, Renzo Montagnani e Alvaro Vitali, ma anche poliziotteschi a tinte splatter, griffati Maurizio Merli, pronti ad entrare in scena, in qualunque momento.
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