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Right(s)?: la riflessione coreografata di Mimmo Miccolis sui diritti umani

2 Giu 2012 | Nessun Commento | 1.502 Visite
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Right(s)?Mimmo Miccolis, vincitore del BBC Arts Performing Fund Competition 2012 presenta il suo spettacolo al Bernie Grant Arts Centre Se si dovessero scegliere i tre elementi di base che caratterizzano piu’ di ogni altro RIGHTS (?), presentato al pubblico presso il Bernie Grant Arts Centre a Londra, la scelta non sarebbe cosi’ difficile: in primo luogo diritti umani, tematica principale e filo conduttore della rappresentazione, una buona dose di ambizione professionale, e multiculturalismo. Preferirei seguire un ordine inverso, partendo da quest’ultimo concetto, il quale e’ emerso con tutta la sua forza dal dibattito, o meglio dall’amichevole conversazione seguita alla performance, che ha avuto luogo tra il pubblico e i protagonisti dello show. Grande e’ stata infatti la sorpresa nell’apprendere come la compagnia fosse il risultato di un mix di nazionalita’ e di culture anche molto lontane tra loro, non solo geograficamente. Oltre ad una nutrita componente italiana, infatti, si potevano udire gli accenti tipici dell’Europa continentale, cosi’ come dell’America Latina o dell’Australia. Cio’ implica un arricchimento reciproco ed uno scambio continuo, ancorche’ a volte inconsapevole, di diverse opinioni, idee, mentalita’ creando in tal modo una sovrapposizione ed una fusione di prospettive che non puo’ che giovare all’espressione artistica. Riguardo l’ambizione professionale, un particolare apprezzamento va rivolto al coreografo Mimmo Miccolis, originario di Coversano (Bari), il quale, a scapito della sua giovane esperienza ed eta’, ha voluto accettare la grande sfida di mettere su uno spettacolo di danza incentrato sul tema dei diritti umani, RIGHTS (?) appunto. E, considerando che con questo stesso spettacolo, patrocinato da Accademia Apulia UK, Miccolis ha vinto il prestigioso BBC Performing Arts Fund Competition 2012, qualche merito deve sicuramente averlo avuto. Non servivano parole per descrivere il suo stato d’animo dopo la performance. Il pubblico poteva percepire simpateticamente la sua emozione ma anche la sua soddisfazione per aver mostrato il frutto del suo lungo ed impegnativo lavoro ad un auditorium londinese gremito e applaudente. E poi il tema, i diritti umani, scelto da Miccolis e dalle sue collaboratrici con la consapevolezza di quanto sia importante offrire spunti di riflessione personali, ma anche alimentare un dibattito collettivo su questa tematica, ancora attualissima nel XXI secolo. La fonte di ispirazione non poteva essere migliore: tredici diritti estrapolati da “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” sono state rappresentate in altrettante coreografie che pongono lo spettatore di fronte a domande che non trovano facilmente risposta. Ogni uomo e’ libero a prascindere dalla nazione, dallo status sociale, dalle condizioni economiche in cui si trova? Il diritto alla vita e’ garantito a tutti gli esseri umani? E cosa dire della pena di morte? E della liberta’ di culto? C’e’ davvero rispetto per le minoranze religiose? Naturalmente si potrebbe continuare all’infinito. Alla domanda posta a Miccolis sul perche’ abbia deciso di unire queste tematiche con la coreografia, la risposta e’ stata illuminante: la danza e il movimento del corpo, cosi’ come la musica, rappresentano un linguaggio universale che chiunque puo’ recepire ed interpretare; la stessa universalita’ che caratterizza il valore dei diritti umani, validi per chiunque, a prescindere da tutto. Come sottolineato dallo stesso coreografo, si e’ voluto appositamente conferire un tocco di astrattezza alla rappresentazione dal momento che l’astrattezza, la generalita’, l’universalita’ accomunano, permettendo di inglobare, senza elimnarle, le differenze. E se cio’ porta gli spettatori ad interpretare in maniera diversa dall’autore le varie coreografie, poco importa. Anzi, il risultato e’ che chi assiste alla performance viene indotto ad interiorizzare cio’ che si materializza davanti ai suoi occhi, percependolo attraverso una visione personale. Il coinvolgimento emotivo e’ assicurato. Lo stile elegante, il sapiente uso delle luci, la dinamicita’ e il ritmo dei movimenti, le composizioni musicali di livello elevatissimo sono stati gli altri elementi che hanno contribuito a fare di RIGHTS (?) un’opera innovativa e di sperimentazione per esprimere concetti per i quali le parole a volte non sono sufficienti. A tal proposito, sarebbe ingiusto non menzionare il compositore Francesco Germini, il quale ha contribuito in maniera piu’ che rilevante al raggiungimento dell’ottimo risultato finale, musicando l’intero spettacolo con una impeccabile professionalita’ e piena sintonia di intenti con il coreografo. Dopo aver assistito a RIGHTS (?), sorge spontaneo il desiderio di fare gli auguri di una brillante carriera a Mimmo Miccolis, un coreografo intraprendente e talentuoso che ha saputo portare la passione e le emozioni della sua Puglia nel cuore della capitale inglese.

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