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REPORTAGE. La Tunisia si conferma come terra ospitale, pacifica e libera

25 Gen 2017 | Nessun Commento | 995 Visite
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OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuando il vento spira forte sulla Tunisia, migliaia di rosse bandiere nazionali e le chiome delle palme da datteri percuotono l’aria con un ritmo berbero; sembra che vogliano suonare un inno alla libertà, alla pace e alla bellezza che provoca un’emozione enorme in chi sta attraversando quella terra magnifica.

Perché è meglio dirlo, ridirlo e ripeterlo con voce alta e ferma: La Tunisia è una terra ospitale, pacifica, libera, democratica, colorata, profumata e incontaminata.

Le calunnie contro di essa sono manovrate ad arte da quei potenti guerrafondai che vorrebbero trascinarla nell’insulso conflitto provocato dal sedicente stato islamico e grazie a Dio (qualunque esso sia) non ci sono ancora riusciti.

Nel 2011, dopo l’infelice tirannia di Ben Ali, la Tunisia è ridiventata una repubblica democratica.

Nel 2015, il Quartetto per il dialogo nazionale ha ricevuto il premio Nobel per la pace e la Tunisia si è data la prima costituzione che sancisce la libertà di culto e soprattutto la libertà della donna nel mondo arabo.

tunisiaChi vi scrive non afferma queste cose a caso.

Siamo stati lì, anima e corpo, e siamo stati accolti a braccia aperte da gente sempre col sorriso in faccia, rispettosa della diversità; quegli stranieri (e non barbari) ci hanno fatto entrare nelle loro case, nelle loro moschee, nei loro musei con sentimenti da noi dimenticati.

I tunisini sono un popolo affratellato all’Italia più di quanto sappiamo.  Dalla capitale alle ultime cittadine prima del Sahara abbiamo incontrato molte persone che conoscono o capiscono l’italiano. C’è una ragione culturale. Dal 1954, ovvero fin dall’inizio, in Tunisia è arrivato il segnale video della Rai e i più vecchi ricordano perfettamente il mitico Carosello, mentre i giovani che amano il calcio (è anche per loro lo sport preferito) tifano Juventus o Milan con la stessa nostra passione.

La Tunisia è suddivisa in 5 regioni con 24 province che prendono il nome dalle città capoluogo. Ciascuna provincia è retta da un governatore nominato dal Presidente. Abbiamo intervistato Mounir Hamdi, il governatore di Tozeur, il quale con grande sincerità ci ha spiegato quali problemi sono stati risolti dopo la rivoluzione del 2011. Rimane l’enigma dei ‘cani sciolti’, ovvero quei terroristi del Daesch che non sono stati ancora sconfitti e disarmati. La Tunisia è uno stato aperto a tutto il mondo, ma gli attentati fatti da musulmani arruolati nelle famiglie più povere del Maghreb anno prodotto, come conseguenza, enormi danni all’ economia del turismo. In ogni caso il presidente Beji Caid Essebsi ha ordinato un severissimo controllo su tutte le moschee, una repressione totale dei mercenari dell’Isis e una rinnovata tutela dell’ambiente naturale.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMa, per finire, elenchiamo, tra i tanti, qualche motivo che può indurvi a visitare la Tunisia: essa ha una tradizione epica che chi ama la storia antica greca e romana conosce molto bene: lì sorgeva Cartagine, grandissima capitale dei Punici; lì nacque e partì alla conquista di Roma il condottiero Annibale, considerato dagli storici il più grande stratega di guerra mai esistito, più di Napoleone, Carlo Magno, Giulio Cesare. Lì visse Annone il navigatore, il primo esploratore a passare le Colonne d’Ercole e a sfidare l’oceano Atlantico con più coraggio e intraprendenza di Cristoforo Colombo e Vasco De Gama. Lì c’è il Museo del Bardo, un giacimento di ricchezze archeologiche unico al mondo.

Oppure, per abbandonarsi allo svago e al divertimento ci sono le città marine di Hammamet, Monastir, Nabeul, Sousse (Susa) o Gerba, la più grande isola del Nordafrica (514 km²), situata nel golfo di Gabès, che ha il clima subtropicale con una media di 24 gradi Celsius durante tutto l’anno.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAE per concludere questo breve sostegno a un territorio prezioso per l’umanità, rivolgiamo l’attenzione alla spiritualità e alla devozione dei tunisini che conservano magnificamente la quarta città santa dell’Islam, ovvero la capitale religiosa Kairouan.

Dopo la La Mecca (dove è nato Maometto), Medina (dove è morto il Profeta) e Gerusalemme, tutti gli islamici che possono permetterselo fanno un pellegrinaggio anche a   Kairouan, in Tunisia. Con le parole non si può descrivere questa città santa, né è possibile evocare con il linguaggio i misteri della sua medina (la città vecchia). Dunque, deponete tutti i pregiudizi e ignorate le menzogne.  Senza pericoli né paure potete scendere fisicamente in Tunisia, per innalzarvi alla sua bellezza, per assaporarne la sua dolcezza.

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