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Quando la “Guinness” voleva vendere la birra ad Hitler

20 Gen 2014 | Nessun Commento | 2.110 Visite
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guinness5La Guinness era conosciuta come la birra amica dei soldati britannici: dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale la fabbrica di Dublino offrì una pinta il giorno di Natale a ogni militare. Ma da un nuovo libro emerge un’altra e scomoda verità: il marchio irlandese nel 1936 era pronto a conquistare la Germania di Adolf Hitler con una serie di manifesti pubblicitari che sembrano il prodotto della peggiore propaganda nazista.

In Gilroy was Good for Guinness di David Hughes, ex dipendente del birrificio che ha compiuto lunghe ricerche negli archivi, vengono pubblicati alcuni dei poster sotto accusa, come uno con un soldato tedesco che tiene fra le mani una pinta di stout e dice: «E’ il momento per una Guinness». In un altro si vedono i tucani, uccelli simbolo della birra irlandese, che volano sulla Porta di Brandeburgo, e in un altro ancora su uno stadio olimpico di Berlino con tanto di svastica. Proprio in quell’anno, nel 1936, si sarebbero tenuti nella capitale tedesca i Giochi Olimpici. E la Guinness forse intravedeva la possibilità di raggiungere decine di migliaia di clienti, un pò come fanno oggi i colossi delle bibite sponsorizzando i principali eventi sportivi internazionali. I vertici della Guinness di allora avevano commissionato i lavori all’artista John Gilroy e intravedevano grandi possibilità nel mercato tedesco. Milioni di amanti della birra, che però preferivano la loro bionda alla scura irlandese. Per questo sarebbe servita una campagna massiccia per conquistare i gusti dei locali, strizzando l’occhio al Terzo Reich e al suo esercito che si stava sempre più rafforzando. L’iniziativa venne portata avanti quasi in segreto dalla sede di Dublino, mentre quella di Londra l’aveva fin da subito bocciata perchè contraria agli interessi britannici. «Nel 1936 la gente aveva un approccio molto ingenuo al simbolismo nazista e a quello che rappresentava – ha spiegato Hughes – La Guinness di Londra non voleva entrare nel mercato tedesco, ma in Irlanda c’era una certa attitudine ambigua nei confronti della Germania nazista».

Alla fine non si arrivò alla commercializzazione fra i tedeschi anche perché gli eventi negli anni successivi precipitarono fino allo scoppio della guerra nel 1939, quando la Guinness decise finalmente di stare dalla parte degli alleati.

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