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Quando il Sipario Sale: al Teatro Purgatorio il primo disco di Giuliano Ciliberti su Charles Aznavour

9 Giu 2019 | Nessun Commento | 305 Visite
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Al Teatro Purgatorio di Bari è andato in scena ieri, 8 giugno lo spettacolo di Giuliano Ciliberti (cantante, attore, fantasista, cantautore) Quando il Sipario Sale, avente un duplice scopo: presentare il primo disco dell’artista (autoprodotto) e riproporre un suo show vertente la celebrazione del mito di Charles Aznavour, notissimo chansonnier di origine armena scomparso l’8 ottobre 2018.Alle interpretazioni più celebri di Aznavour, Ciliberti aggiunge di suo una forte espressività, unita a originale gestualità, unitamente a qualche eccentricità, per non “copiare” il modello ma elaborandolo e riproporlo senza però  stravolgerne i contenuti.Tale eccentricità si evidenzia, ad esempio, con la scelta di un paio di mocassini scuri decorati con brillantini.Tenendo dunque sempre presente che non si tratta di una semplice e mera imitazione ma di un sincero omaggio, Ciliberti ha riproposto in italiano il pezzo Ieri Sì e subito dopo il ben più noto Com’è Triste Venezia, corredandolo con una paglietta da  gondoliere posata in testa.Tenendo conto che la lingua francese rende meglio i contenuti dei testi, l’artista barese  ha scelto di interpretare la hit di Aznavour in originale, ma    per suscitare il confronto ha terminato l’esecuzione con   i versi in italiano.Trattasi di una composizione emblematica che illustra i temi portanti dell’arte affabulatoria, vocale e interpretativa di Charles Aznavour, ovvero la solitudine esistenziale e dei perduti amori, nel contesto del tempo perduto di proustiana memoria.Il brano fu scritto da Francois Dorin e interpretato successivamente da Julio Iglesias.Lo one man show di Ciliberti comprende dei cambi d’abito e così la giacca bianca a righe blu vola via per l’esecuzione assieme al maestro Marco Tamma,    che ha coadiuvato alle tastiere tutto lo show, di Formidable.L’attacco è in inglese, poi si passa rapidamente alla madrelingua (acquisita) francese.Aznavour interpretò canzoni in ben cinque lingue e questa forse è la più internazionale perché ammicca al musical.Intervallando lo spettacolo con brevi aneddoti, Giuliano Ciliberti cita la passione artistica di Aznavour per Mia Martini, che invitò personalmente per dei concerti in Francia,   all’Olimpia di Parigi, dopo averla notata in un’esibizione di passaggio alla tv di stato.Tale ricordo dà lo spunto a Ciliberti di riproporre un successo della Martini, su testo di  Franco Califano, il celebre Minuetto.Nel corso del concerto Ciliberti ha ricordato il suo lavoro discografico che è il primo in assoluto  col disco Quando il Sipario sale  del quale sono state stampate 1000 copie in cd e cento in vinile e contenente oltre ai brani di Aznavour  anche un  inedito.Spazio dunque ai gorgheggi di Il Faut Savoir, quindi la narrazione dell’incontro del cantautore armeno col mito di  Edith Piaf, della quale viene riproposta Je Ne Regrette Rien.Seduto su uno sgabello rosso, propone poi Ti asci Andare,dal testo durissimo:un marito ubriaco rimprovera la moglie ormai sciatta e per niente seduttiva di non tentarlo più nell’intimità. Trattasi di una dichiarazione d’amore “al contrario” alla fine della quale il protagonista auspica un ritorno di fiamma con la sua donna, che dovrebbe   riproporsi come quella bella e fascinosa dei primi tempi.Durante lo spettacolo per ottenere una variatio dal tema portante sono stati proposti anche dei brani di Mina e Renato Zero, come Non Credere e La Favola Mia.Dunque la fantastica Io tra di Voi, ancora di Aznavour e infine L’Istrione, che è il manifesto della personalità del divo della canzone  francese.Lo spettacolo si attesta dunque su una varietà di temi e stili che celebrano eccellenze della musica leggera, figure importanti e pregnanti destinate a rimanere nella storia, nell’intento che ha fatto della ricerca  e sperimentazione in ambito interpretativo un obbligo prima di tutto  degli artisti e soltanto poi acclamato dal pubblico, il quale  riconoscendo l’originalità di certe proposte ha reso immortali Aznavour, Mia Martini e gli  altri.Ricordato anche che Charles Aznavour affrontò tra i primi la tematica dell’omosessualità con il testo su un travestito, immergendosi nella personalità di colui che non si riconosce nel sesso di appartenenza. Il brano è Quel Che si dice.Ciliberti ha invitato il pubblico della serata al Fortino Sant’Antonio dove il 7 luglio a partire dalle 18 sempre col maestro Marco Tamma si esibirà in un nuovo evento.Una spettatrice in prima fila ha ricordato all’ “istrione”    della serata, Giuliano Ciliberti, che egli è tra gli autori di  A un Passo,  e facente  del disco di esordio attualmente primo in classifica di Alberto  Urso, il vincitore di Amici di Maria De Filippi edizione 2019. Lo spettacolo è stato prodotto da MyAlterEgo, Formazione ed Eventi.

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