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Puglia Tribe, il rispetto delle tradizioni nel loro ultimo disco “Apulian”

25 Mag 2010 | Nessun Commento | 2.557 Visite
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puglia tribe
Ritmi ragga-hip hop e liriche ben più che esplicite sono gli ingredienti alla base del nuovo lavoro collettivo della tribù pugliese per antonomasia. Gli mc’s, cantanti e musicisti ‘apulici’, in un lavoro che conserva l’immediatezza delle dance-hall e la genuinità delle mix tapes, si esprimono senza mezzi termini sul microcosmo culturale e sociale della ‘penisola nella penisola’: la Puglia. E’ un viaggio che dalla loro regione si apre al mondo, trasportandoci in un universo di precarietà esistenziale, antiche e nuove crisi economiche, stati normativi di eccezione per i migranti della Terra rinchiusi nei Cpt, gioia di vivere, resistenza civile e amore per la propria terra. Agli esponenti storici della Tribe si aggiungono nuove e originali voci, dalla Terra di Bari al Salento, dall’Altopiano delle Murge alle sterminate coste ioniche e adriatiche, per una tradizione musicale che si rinnova nel presente e nel passato. Sono parole di speranza e amore, lotta e disperazione, tradizione e modernità, scolpite nelle suburbie cittadine di Bari e Taranto o tra gli antichi sentieri della Valle d’Itria costeggiati dai muretti a secco. E’ poesia civile in bilico tra la voglia di rifare le valigie, sempre pronte nell’armadio, e la rabbia e l’orgoglio di restare aggrappati alla propria zolla di terreno, ancorati al proprio scoglio di mare, dolcemente incatenati a una terra di rimorsi e malinconie che resiste alla globalizzazione ma si fa moderna. Sono voci di quel ‘Popolo di formiche’ di cui parlava Tommaso Fiore, che ha strappato a una natura talvolta poco generosa il proprio spazio vitale, disossando terreni poco fertili per costruire con quelle stesse pietre fiabesche e mirabili dimore. E’ con quelle pietre amare e solide che gli artisti della Tribe costruiscono la loro musica, a volte ruvida e tagliente, altre dolce e delicata come terra profumata intrisa di pioggia o torrida come vento di scirocco che dalla riva del mare trascina al largo.
L’elmo dell’antico guerriero apulo simboleggia questo percorso, ricordando a tutti la storia di cui si è tramite, in una terra che ha ospitato o subito popoli e nazioni, ha visto errare e viaggiare santi e cavalieri, pastori e pellegrini, re e cafoni, ha visto e vede partire emigranti e approdare migranti, e non vuol permettersi l’antico peccato dell’inospitalità.

LA STORIA 

Pooglia Tribe è un collettivo musicale di rappers e musicisti pugliesi. Nasce nella seconda metà degli anni Novanta dall’unione di diverse realtà del rap e della cultura hip hop in Puglia. E’ composto da Reverendo e Torto, Tecà, Topofante, L’Egitt, dj Tuppi B. Il sound di P.T. è il risultato di una scommessa: interpretare il rap e la cultura hip hop nella Babele dei dialetti locali. Un suono che shakera sapientemente le diverse tradizioni pugliesi con i ritmi del rap, hip–hop e R&b all’americana e dà vita a incursioni profonde nel reggae e nel raggamuffin di scuola giamaicana. Tra i suoi membri, la formazione Zona 45, prodotta nel ’95, con l’album ‘Fine Millennio’, dal noto dj e musicista Nicola Conte, su etichetta ‘Right Tempo’.
Nel 2000, P.T. sigla il suo primo lavoro: ‘La Pooglia Tribe’, album prodotto dal famoso duo rap ‘Articolo 31’ per la loro etichetta ‘Funky Spaghetti Laboratori’ e raggiunge il primo posto nella classifica dei brani rap italiani più venduti con il singolo ‘Cime di rap’. Nasce un fenomeno musicale. Il brano e il videoclip hanno una grande eco nazionale e sono programmati dalle più importanti radio e tv musicali italiane, ottenendo entusiastiche recensioni dagli addetti ai lavori. Alcune canzoni del disco sono inserite nella colonna sonora del film ‘Senza filtro’ degli ‘Articolo 31’. La band partecipa a programmi televisivi come ‘Help’ di Red Ronnie o al ‘Dj Time’ di Albertino su Radio Dj e ai tour radio di Radio 105, Radio Dj e Radionorba. Dopo l’album, i componenti si dedicano a progetti collaterali: Revo, Torto e L.O.Z.I.O. partecipano, tra l’altro, alla colonna sonora del film ‘Mio cognato’ di Alessandro Piva con ‘Voglio correre’ e licenziano il brano ‘Gente che spera’ insieme agli Articolo 31 nel loro album ‘Domani Smetto’: diventerà un altro tormentone del rap ‘made in Puglia’ a livello nazionale. A questi si aggiungono altri brani noti come ‘Luce’ e ‘Pomeriggio d’estate’ di Reverendo e ‘Ponte Milvio’ di Tuppi B, dal 2001 dj della ‘Paolo Belli big band’. Tecà, Topofante e L’Egitt danno vita a diversi progetti come ‘Hi Fi’, ‘Fuma project’ e ‘L’Amiish D’Abbash’. Nel 2007, in occasione del Festival internazionale hip hop ‘Menu Kebab’ di Bari, Pooglia Tribe ritorna dal vivo e nel 2008, da un’idea iniziale di Reverendo e Kido Mc, si sviluppa un nuovo lavoro discografico: ‘Apulians’, uno street album che vede la partecipazione, assieme ai membri storici, di nuovi protagonisti di una tradizione musicale che si rinnova.
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